Mole24 Logo Mole24
Mole24 » Territorio » Cappella della Madonna del Carmine di Giaveno: storia del 1698, ciclo pittorico e altare del miracolo

Cappella della Madonna del Carmine di Giaveno: storia del 1698, ciclo pittorico e altare del miracolo

Alessandro Maldera Avatar

Da Alessandro Maldera

Marzo 26, 2026

La Cappella della Madonna del Carmine è una tappa “da ingresso” a Giaveno: la incontri appena arrivi dalla strada per Avigliana. Infatti è isolata e leggibile, con portico e tribuna che la rendono riconoscibile al volo. Inoltre dentro non trovi solo un’aula: trovi un ciclo pittorico preciso e un altare che conserva l’icona del miracolo legato alla fondazione.

Punti fermi sulla Cappella del Carmine

  • Portico con tre arcate frontali + due laterali e tribuna affacciata sull’aula
  • Volte a vela nelle quattro campate e abside con semicupola a tre spicchi
  • Affreschi e dipinti murali di Giuseppe Guglielmino (1862–63) + opere presbiteriali di Lauro Boasso
  • Altare storico e icona legata al miracolo di fondazione (1698)
  • Nota reale: dissesti dopo lavori stradali (2005) tra portico e prima campata

Dove si trova

  • La cappella è collocata all’imbocco di Giaveno sulla strada per Avigliana, in posizione staccata dalle case e con facciata rivolta a nord-ovest.
  • Indirizzo/località: ingresso di Giaveno, lungo la strada per Avigliana

Origini e storia: dal miracolo del 1698 ai lavori del Novecento

La storia parte da un evento considerato decisivo: nel 1698 la cappella viene edificata “a seguito di un miracolo” dai coniugi Valletti, incorporando il pilone della B.V. del Carmine che era già presente sul posto. Poi, nel 1798, l’edificio viene ampliato e restaurato, e quindi assume un assetto più strutturato.

Nel 1818 i restauri vengono benedetti dal prevosto della Collegiata can. Giovanni Antonio Nicola, vescovo eletto di Alba; inoltre nel 1820 viene eretta la Via Crucis (fra Desiderio Rabezzana di S. Martino). Nel 1835, invece, viene benedetta la campana dal prevosto can. teol. Giovanni Giacomo Sodo (da Carignano).

Il salto “visivo” arriva tra 1862 e 1863: la decorazione delle volte, i dipinti murali sulle pareti e la Madonna sopra la porta d’ingresso sotto il portico sono opera del pittore giavenese Giuseppe Guglielmino; mentre i dipinti ai lati dell’altare, nel presbiterio, sono di Lauro Boasso. Poco dopo si interviene anche “di sostanza”: nel 1866 si rifà il tetto e nel 1871 si realizza la pavimentazione in marmorine di Barge e i gradini dell’altare.

Nel 1924 viene alzato il pilone sopra l’altare nella parte dell’immagine miracolosa, incorniciata in un’icona legata all’ingegnere Giuseppe Gallo. Tuttavia, nel 2005, i lavori per la rotatoria e la modifica della viabilità causano dissesti strutturali localizzati soprattutto tra portico e prima campata: un dettaglio importante, perché spiega alcune criticità dell’edificio.

Com’è fatta: navata in quattro campate, portico e tribuna

L’impianto è lineare e, quindi, facile da capire: navata unica rettangolare in quattro campate con volte a vela e abside semicircolare chiusa da semicupola a tre spicchi. Il presbiterio è collocato nella quarta campata, mentre sul lato destro è addossata la sacrestia.

Davanti, inoltre, c’è un portico che non è solo “riparo”: sopra il portico si apre una tribuna affacciata internamente sull’aula, elemento che cambia la percezione dello spazio appena entri.

Struttura e coperture: muratura portante intonacata, tetto a falde con struttura lignea e manto in coppi. E, proprio per la stabilità, sono presenti catene in ferro di consolidamento su volte e portico.

Facciata: arcate del portico, rosone ovale e Madonna dipinta

La facciata, orientata a nord-ovest, è scandita da quattro lesene e chiusa da timpano triangolare. L’accesso al portico avviene tramite tre arcate frontali più due laterali; nella parte alta, invece, si apre un rosone ovale.

Sulla parete di accesso all’aula trovi portone centrale e due finestre laterali; sopra il portone, inoltre, è dipinta una Madonna col Bambino firmata dallo stesso Guglielmino. Sui lati, in alto, compaiono rosoni con ghiere in mattoni e vetrate artistiche: dettagli semplici ma molto “da cappella di strada”.

Interni: pulpito, pietra di Barge e ciclo pittorico di Guglielmino

Dentro le campate sono divise da arcate su trabeazione e lesene. Sopra l’ingresso, la tribuna affacciata sull’aula resta uno dei segni più particolari; inoltre tra seconda e terza campata, sul lato sinistro, trovi un pulpito ligneo.

La pavimentazione è in pietra di Barge e le pareti hanno zoccolatura in perline di legno. L’apparato decorativo è coerente e riconoscibile: volte con cornici e fregi e, al centro, tondi con simboli eucaristici irradiati. Sulle pareti laterali compaiono i dipinti murali di Guglielmino:

  • lato sinistro (dall’ingresso): Papa Sant’Alessandro I, Sacra Famiglia, San Luigi Gonzaga
  • lato destro: Sant’Ignazio di Loyola, Maria Bambina con Sant’Anna e San Gioacchino, Sant’Antonio da Padova

Ai lati del presbiterio, invece, i dipinti sono di Lauro Boasso: Sacro Cuore di Gesù (sinistra) e Cuore Immacolato di Maria (destra).

Presbiterio e altare: l’icona del miracolo al centro

Il presbiterio è rialzato di un gradino e separato dall’aula da una balaustra lignea dipinta a finto marmo. Tra quarta campata e abside si trova l’altare storico in marmo con dossale in legno; al centro, inoltre, è dipinta l’icona che richiama il miracolo all’origine della cappella. Qui, quindi, la visita “chiude” in modo logico: storia, devozione e immagine nello stesso punto.

Campanile e stato di conservazione

Il campanile è sul retro, lato destro, a base quadrata e con cella campanaria aperta da monofore a sesto acuto; termina con copertura piramidale e piccoli timpani triangolari.
Lo stato conservativo è discreto. Tuttavia i lavori stradali legati alla modifica della viabilità hanno prodotto dissesti strutturali in corrispondenza del portico e della prima campata, quindi vale la pena osservare anche questi segni.

Quando viene officiata

La cappella è officiata in occasione della festa della Madonna titolare.

Madonna del Carmine a Giaveno: cappella del 1698 tra portico con tribuna e affreschi ottocenteschi

La Cappella della Madonna del Carmine di Giaveno si trova all’imbocco del paese, lungo la strada per Avigliana, e si riconosce subito per il portico con tribuna e per l’impianto compatto a navata unica in quattro campate con abside semicircolare. Nasce nel 1698 in seguito a un miracolo, quando i coniugi Valletti edificano la cappella inglobando un pilone già presente; poi, nel tempo, viene ampliata e restaurata (1798) e arricchita con Via Crucis e benedizioni ottocentesche. Inoltre tra 1862 e 1863 gli interni vengono decorati dal pittore giavenese Giuseppe Guglielmino, mentre i dipinti ai lati dell’altare sono di Lauro Boasso, dando alla visita un’identità visiva precisa. Oggi l’edificio è in condizioni discrete, però i lavori stradali del 2005 hanno causato dissesti soprattutto tra portico e prima campata. Infine la cappella viene officiata in occasione della festa della Madonna titolare, restando una tappa “di ingresso” che unisce devozione e memoria locale

Risposte rapide prima della visita al Carmine

Dove si trova la Cappella della Madonna del Carmine?

All’imbocco di Giaveno, lungo la strada per Avigliana, in posizione isolata.

Perché è stata costruita?

Secondo la tradizione nasce nel 1698 a seguito di un miracolo, incorporando un pilone della B.V. del Carmine già presente sul luogo.

Chi ha dipinto gli interni principali?

Le decorazioni e i dipinti murali (1862–63) sono di Giuseppe Guglielmino; ai lati dell’altare nel presbiterio compaiono opere di Lauro Boasso.

C’è qualcosa da sapere sullo stato dell’edificio?

Sì: oltre a un quadro generale discreto, ci sono dissesti legati ai lavori stradali del 2005, soprattutto tra portico e prima campata.

Quando viene officiata?

In occasione della festa della Madonna titolare.

Continua a leggere le notizie di Mole24, segui la nostra pagina Facebook e iscriviti al nostro canale WhatsApp
Alessandro Maldera Avatar

Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende