Cappella della Visitazione di Maria Vergine di Sestriere: storia, interno e caratteristiche architettoniche

Da Alessandro Maldera
Marzo 18, 2026

La Cappella della Visitazione di Maria Vergine di Sestriere è una piccola chiesa situata in località Borgata, in un contesto che conserva bene il carattere religioso e alpino del territorio. Pur trovandosi nel comune di Sestriere e nella diocesi di Susa, appartiene però alla diocesi di Pinerolo. Proprio per questo rappresenta un edificio interessante non solo dal punto di vista architettonico, ma anche per la sua collocazione storica e territoriale. Inoltre, le sue forme sobrie all’esterno contrastano con un interno più curato e ricco di dettagli decorativi.
Una lettura rapida della sua storia
Dove si trova la Cappella della Visitazione di Maria Vergine di Sestriere
La cappella si trova in località Borgata, nel territorio comunale di Sestriere. Si inserisce quindi in una delle aree storiche del paese, legata alla vita religiosa e comunitaria della montagna. Anche se il comune rientra nella diocesi di Susa, questa chiesa appartiene invece alla diocesi di Pinerolo, elemento che la rende particolare anche dal punto di vista ecclesiastico.
Per chi sta costruendo un itinerario su cosa vedere a Sestriere, questa cappella è una tappa utile perché permette di leggere un volto meno turistico e più storico del territorio. Non è il classico edificio monumentale che ti travolge. Però, proprio per questo, racconta bene la dimensione più raccolta e autentica della Borgata.
Storia della cappella: dalle origini settecentesche ai restauri recenti
La Cappella della Visitazione di Maria Vergine venne eretta a partire dal 1737. A quel periodo potrebbe risalire anche la pala collocata all’altare maggiore, dedicata proprio alla Visitazione. Si tratta quindi di un edificio nato nel pieno del Settecento e legato a una fase in cui il territorio consolidava luoghi di culto di scala ridotta ma molto sentiti dalle comunità locali.
La cappella compare per la prima volta in modo documentato nel 1747, quando viene citata durante la visita del prevosto di Oulx. Questo significa che nel giro di pochi anni l’edificio era già entrato nel sistema religioso della zona ed era riconosciuto come luogo attivo.
Nel tempo non sono mancati interventi e spese di manutenzione. Nel 1774 risultano opere legate alle campane, segno che la chiesa continuava a essere seguita e dotata degli elementi necessari alla vita liturgica. Più avanti, nel 1817, vengono registrate riparazioni generali per una spesa importante, con il coinvolgimento dell’architetto Salvay per misurazioni, calcoli e perizie. Inoltre, nel 1845, si eseguono lavori al tetto, con sostituzione di sessanta metri quadrati di lose e di parte dei legnami. In quella fase si annota anche che la chiesa misurava circa 12 per 6 metri, senza considerare sacrestia e campanile sull’angolo.
Dopo i lavori ottocenteschi, la cappella è arrivata al Novecento mantenendo il suo impianto storico. Tuttavia, tra il 1996 e il 1997, è stata interessata da una nuova sistemazione complessiva, realizzata con il contributo della Camera di Commercio di Torino. Questo intervento ha avuto un ruolo decisivo nel preservarne l’aspetto e nel consegnarla in condizioni più stabili alla fase contemporanea.
Com’è fatta all’esterno
All’esterno la cappella si presenta come una costruzione semplice, coerente con la scala ridotta dell’edificio e con l’ambiente alpino in cui si inserisce. La facciata è preceduta da un pronao modesto, che protegge l’ingresso e introduce al portone in legno. Quest’ultimo è rifinito con specchiature segnate da scanalature verticali, dettaglio che aggiunge un minimo di articolazione a un fronte altrimenti molto sobrio.
Le superfici murarie sono finite a rinzaffo liscio e tinteggiate di bianco calce, mentre una zoccolatura bassa in intonaco rustico corre lungo il prospetto principale e prosegue anche sugli altri lati. L’ingresso è incorniciato da una fascia scura sopra l’architrave ligneo. Più in alto, al centro della facciata, si apre una finestra rettangolare con grata, sopra la quale è dipinta l’insegna della dedicazione.
Uno degli elementi più riconoscibili è il campaniletto a vela, che svetta in mezzeria sopra gli spioventi del tetto. Anche in questo caso il linguaggio resta essenziale: intonaco rustico a base calce, una sola apertura per la campana, due piccoli spioventi rivestiti in lose e una semplice croce in ferro in sommità. Inoltre, le aperture rettangolari sui fianchi e quelle della sacrestia sono evidenziate da cornici marroni e protette da inferriate. Nei punti in cui la pianta si restringe verso il presbiterio, lo sporto della copertura è sostenuto da ripide saette lignee.
L’aula liturgica e le decorazioni interne
Se l’esterno punta sulla misura, l’interno mostra invece una cura decorativa più evidente. L’aula liturgica è coperta nella prima parte da due volte a botte, nelle quali si aprono le unghie che accolgono le finestre. Il presbiterio è invece sovrastato da una volta emiciclica, scandita da archi ribassati grigi che terminano nella lunetta e costruiscono specchiature ornate da una moltitudine di stelle gialle su fondo bianco.
Le volte a botte sono tinteggiate di bianco e sono intervallate da arconi ribassati color crema. All’imposta compaiono croci patenti rosse, mentre nella parte centrale si nota una decorazione floreale stilizzata piuttosto semplice. Le pareti sono rivestite a tutta altezza da una perlinatura, che sporge in corrispondenza delle paraste e contribuisce a scandire il ritmo dello spazio. In alto corre invece una cornice sagomata in stucco, leggermente aggettante, che chiude visivamente la composizione interna.
Sulla parete di fondo trova posto la cantoria, collegata da una scaletta posizionata a destra dell’ingresso. Il parapetto è formato da una ringhiera in ferro con borchie decorate e termina con corrimano in legno. Quindi, pur trattandosi di una cappella modesta, l’interno restituisce un ambiente più articolato di quanto si potrebbe immaginare da fuori.
Presbiterio, altare e arredi liturgici
Il fulcro visivo del presbiterio è la pala d’altare, che raffigura la Visitazione di Maria Vergine. Sotto di essa si trova il tabernacolo ligneo, appoggiato su una mensola sagomata anch’essa in legno e dipinta a marmorino. L’insieme è completato da candelabri dorati e da vasi con fiori, che contribuiscono a definire la scena liturgica principale.
La mensa moderna ha invece un basamento ligneo scolpito, nel quale è rappresentata l’eucaristia di Cristo affiancata da due apostoli. Il piano è coperto da una tela ricamata. Completano l’arredo il seggio, l’ambone in legno con parte anteriore arricchita da una scultura molto elaborata, un grande crocefisso collocato su piedistallo lapideo, il fonte battesimale metallico e i banchi in legno.
Nel complesso, gli arredi mantengono una coerenza con le dimensioni dell’edificio, ma allo stesso tempo mostrano una volontà decorativa tutt’altro che trascurabile. Ed è proprio questo contrasto a rendere la cappella interessante: fuori piccola e raccolta, dentro più costruita e simbolicamente densa.
Pavimentazione, struttura e copertura
La pavimentazione dell’aula è realizzata con un tavolato di larice disposto secondo il senso della navata. Nel presbiterio il piano si alza di un gradino, rivestito con tavole di conifera non scortecciate. Anche qui, quindi, si ritrovano materiali coerenti con l’ambiente alpino e con la semplicità del complesso.
Dal punto di vista strutturale, l’edificio è formato da un unico corpo a pianta rettangolare, che si restringe nella zona presbiteriale e termina con abside semicircolare. La sezione è regolare, a capanna. Le murature sono in pietra a spacco naturale, legata con malta di calce. Inoltre, per rinforzare la struttura, sono presenti due catene metalliche in corrispondenza degli arconi delle volte.
La copertura è realizzata in lose ed è sostenuta da travature lignee. Si tratta di una soluzione tipica e perfettamente coerente con il contesto montano, oltre che con la storia costruttiva dell’edificio.
Dubbi comuni sulla chiesa della Visitazione a Sestriere
La cappella si trova in località Borgata, nel comune di Sestriere. Pur essendo nel territorio della diocesi di Susa, appartiene però alla diocesi di Pinerolo.
L’edificio fu eretto a partire dal 1737. Inoltre, anche la pala dell’altare maggiore dedicata alla Visitazione potrebbe risalire a quel periodo.
La cappella viene citata per la prima volta nel 1747, in occasione della visita del prevosto di Oulx. Quindi era già pienamente inserita nella vita religiosa locale pochi anni dopo la costruzione.
Sì. Nel 1774 risultano spese per le campane, nel 1817 sono documentate riparazioni generali, nel 1845 si interviene sulla copertura e tra il 1996 e il 1997 viene effettuata una sistemazione complessiva.
Tra i dettagli più notevoli ci sono la pala della Visitazione, la decorazione del presbiterio con stelle gialle su fondo bianco, la cantoria in controfacciata e l’ambone ligneo con decorazione scolpita.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



