Cappella della Madonna di Pietrabruna di Mompantero: storia, restauro e particolari architettonici

Da Alessandro Maldera
Marzo 18, 2026

La Cappella della Madonna di Pietrabruna di Mompantero si trova nel piccolo nucleo abitato di Pietrabruna ed è riconoscibile subito per le murature in pietra a spacco lasciate a vista. È una cappella “di pietra”, essenziale, ma con dettagli che raccontano trasformazioni nel tempo. Inoltre, conserva tracce di pittura seicentesca e un mosaico recente, creando un contrasto interessante tra antico e contemporaneo.
Dati chiave tra affreschi e mosaico
Attestazione: già esistente nel 1785
Titolazione nel 1785: San Giovanni Battista
Restauro: totale tra 1994 e 1995
Materiali: murature in pietra a spacco a vista dentro e fuori
Dettagli: affreschi seicenteschi (tracce), mosaico recente in abside
Dal 1785 alla titolazione originaria a San Giovanni Battista
La cappella risultava già esistente nel 1785, anno in cui fu visitata dal primo vescovo di Susa, monsignor Ferraris di Genola. All’epoca, però, riportava la titolazione a San Giovanni Battista. Questo dato è fondamentale perché spiega che la dedicazione attuale non coincide necessariamente con la più antica memoria documentata.
Di conseguenza, quando la si osserva oggi, conviene leggerla come un luogo che ha cambiato nome e, probabilmente, anche funzioni e devozioni nel corso dei secoli. Inoltre, questa stratificazione è coerente con molte cappelle di borgata, dove la storia non procede “dritta”.
Il grande recupero: restauro totale tra 1994 e 1995
Per lungo tempo la cappella arrivò a condizioni molto critiche. Infatti, ridotta pressoché a rudere, venne totalmente restaurata tra il 1994 e il 1995. Questo intervento non fu un semplice ritocco: riportò l’edificio a una forma leggibile e stabile.
Oggi, quindi, la cappella si presenta in ottimo stato di conservazione, e si capisce sia dalla qualità delle murature sia dalla cura delle superfici interne.
Tra pietra a vista e segni di ricostruzione: perché Pietrabruna è diversa
La Cappella della Madonna di Pietrabruna di Mompantero colpisce perché è “nuda” e leggibile: murature in pietra a spacco a vista dentro e fuori, facciata a capanna con arco di scarico sopra l’ingresso e tetto a due falde con lose di cemento che sporge a protezione della porta. Inoltre, la storia si vede nei dettagli: nel 1785 era già attestata e portava ancora la titolazione a San Giovanni Battista; poi, dopo un lungo degrado, il restauro totale tra 1994 e 1995 l’ha salvata e rimessa in ordine. Dentro lo schema è a navata unica con armatura lignea a vista, però lungo i muri perimetrali si riconosce la partenza di una volta a botte originaria poi crollata, segno chiaro di com’era la cappella in origine. Perciò questa tappa funziona benissimo nel percorso “cosa vedere a Mompantero”: non è solo un luogo da fotografare, è un edificio che ti racconta cosa è rimasto e cosa è cambiato nel tempo.
Domande frequenti sulla Cappella della Madonna di Pietrabruna
Si trova nel nucleo abitato di Pietrabruna, nel comune di Mompantero.
È attestata almeno dal 1785, anno della visita del primo vescovo di Susa.
No: nel 1785 riportava la titolazione a San Giovanni Battista.
È stata totalmente restaurata tra 1994 e 1995, dopo essere stata ridotta quasi a rudere.
Tracce di affreschi seicenteschi vicino all’area absidale e un mosaico recente che riveste la parete absidale.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



