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Cappella dell’Addolorata ai Fornelli (Bussoleno): com’è fatta oggi e cosa raccontano le fonti tra 1782 e 1865

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Da Alessandro Maldera

Marzo 13, 2026

La Cappella dell’Addolorata di Bussoleno si trova nel centro abitato della borgata Fornelli. È una cappella semplice, però piena di dettagli leggibili: facciata a capanna con lunetta, tetto in lose sporgente e un campanile piuttosto massiccio sul lato destro. Dentro, invece, lo spazio è raccolto, con navata unica e abside semicircolare. Inoltre la sua storia non è lineare: tra Sette e Ottocento compaiono citazioni, restauri e una ricostruzione che cambia persino il sito.

Date e dettagli che contano

  • Dove: borgata Fornelli (Bussoleno), nel centro abitato
  • Facciata: a capanna con lesene agli angoli, timpano triangolare e lunetta in asse
  • Tetto: due falde in lose, sporgente a protezione dell’ingresso
  • Campanile: massiccio, sul lato destro
  • Interno: navata unica con volta a botte e abside semicircolare a catino
  • Dettaglio: cornice continua su lesene lungo le pareti
  • Pavimento: lastre di pietraAltare: in stucco bianco
  • Storia: citata nel 1782 (proprietà Lorenzo Marin) e nel 1783 (visita mons. Ferraris)
  • Interventi: restauro per umidità nel 1848; ricostruzione richiesta nel 1865 con nuova sede e vendita dell’antica a privati
  • Conservazione: indicata come mediocre

Dove si trova e che tipo di cappella è

La cappella sorge nel centro abitato della borgata Fornelli, quindi è un edificio “di comunità” e non una presenza isolata nel paesaggio. Di conseguenza la visita è immediata: arrivi tra le case e la leggi subito. Inoltre la scala ridotta aiuta a capire in fretta come è organizzata, dentro e fuori.

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Facciata e volumi esterni: capanna, lunetta e campanile a destra

La facciata è profilata a capanna e mostra lesene agli angoli, sormontate da un timpano triangolare. In asse alla porta, inoltre, si apre una finestra a lunetta, che caratterizza il prospetto senza appesantirlo.
Il tetto è a due falde con manto in lose e si protende in avanti per proteggere l’ingresso: quindi la sporgenza ha una funzione pratica oltre che estetica. Il campanile, infine, è piuttosto massiccio e si eleva sul muro d’ambito di destra, diventando il segno più “pesante” dell’insieme.

Pianta e interni: navata unica, volta a botte e abside a catino

All’interno l’edificio segue uno schema chiaro: navata unica coperta da volta a botte. La conclusione è un’abside semicircolare voltata a catino, che orienta lo sguardo verso la zona liturgica. Inoltre una cornice impostata su lesene corre lungo tutte le pareti, e perciò l’aula appare più ordinata e “chiusa” visivamente.

Struttura e finiture: intonaci, perlinato e stato di conservazione

La struttura è in muratura portante di tipo misto. Esternamente la facciata è intonacata e tinteggiata, mentre sugli altri lati la muratura è lasciata più al naturale. All’interno, invece, le superfici sono intonacate e tinteggiate e, nella parte inferiore, rivestite in perlinato.
Tuttavia la conservazione è indicata come mediocre, quindi l’edificio resta leggibile, ma mostra segni di fatica e manutenzione non sempre regolare.

Pavimento e arredi: pietra e altare in stucco bianco

Il pavimento è in lastre di pietra, coerenti con una cappella di borgata pensata per durare. Tra gli arredi, inoltre, è segnalato un altare a pariete seiunctum rivestito in stucco bianco: un elemento sobrio, ma centrale nella lettura dello spazio sacro.

La storia raccontata dai documenti: 1782, 1783, umidità e svolta ottocentesca

La prima citazione nota è del 1782: in quell’anno la cappella dell’Addolorata ai Fornelli risulta di proprietà di Lorenzo Marin e viene descritta in buono stato. L’anno dopo, il 10 ottobre 1783, durante la visita pastorale del primo vescovo di Susa, mons. Ferraris, l’edificio risulta già voltato, decorato a fresco e dotato di un unico altare lapideo.
Poi, però, emerge un problema concreto: la cappella era eccessivamente umida per la vicinanza di una fonte e, di conseguenza, viene restaurata nel 1848. Infine, nel 1865, viene inoltrata al vescovo la richiesta di ricostruzione della cappella dei Fornelli, descritta come “di struttura antichissima” e dipinta all’interno in modo sgradevole e povero. La nuova cappella viene quindi costruita in un sito diverso, mentre l’antica viene venduta a privati

FAQ – date, restauri e ricostruzione

Quando compare la prima citazione della Cappella dell’Addolorata ai Fornelli?

Nel 1782, quando risulta di proprietà di Lorenzo Marin ed è descritta in buono stato.

Cosa risulta nel 1783 durante la visita pastorale?

Il 10 ottobre 1783 la cappella risulta voltata, affrescata e con un unico altare lapideo.

Perché si intervenne con un restauro nel 1848?

Per l’eccessiva umidità dovuta alla vicinanza di una fonte.

Che cosa accadde nel 1865?

Venne presentata al vescovo la richiesta di ricostruzione: la nuova cappella fu costruita in un sito diverso e l’antica venne venduta a privati.

Com’è fatto l’edificio oggi, in sintesi?

Navata unica con volta a botte e abside semicircolare, facciata a capanna con lunetta e tetto in lose sporgente, campanile massiccio sul lato destro.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende