Casaforte di Menate di Giaglione: la casa fortificata restaurata che domina le gole della Dora

Da Alessandro Maldera
Marzo 10, 2026

La Casaforte di Menate di Giaglione è l’unica del sistema locale ad essere restaurata e ancora chiaramente visibile. Si trova isolata e dominante, con un affaccio scenografico sulle gole della Dora. Inoltre è un edificio che racconta bene la doppia anima della valle: difesa e controllo dei passaggi, ma anche vita quotidiana fatta di cucine, stalle e depositi.
- Indirizzo: Località Menate, Giaglione (Alta Val di Susa, TO)
Perché qui: Novalesa, Clarea e Moncenisio in linea di vista
Dove si trova e perché la posizione contava davvero
La casaforte non nasce “a caso”. Infatti la sua collocazione permetteva di sorvegliare vie di comunicazione cruciali: verso Novalesa a nord e verso il passaggio del torrente Clarea a sud, zona che in età moderna diventa anche spazio di confine con sbarramenti. Inoltre, a poca distanza, una mulattiera saliva verso il Moncenisio, cioè un’altra uscita strategica oltre valle.
Origini: tra ipotesi e prime certezze d’archivio
Sulla data di costruzione non c’è un’unica verità. Secondo una tradizione ottocentesca, l’avvio potrebbe stare attorno al 1230, quando un ramo della famiglia Aschieri de Jalliono prende possesso dell’area. Tuttavia le prime notizie davvero solide arrivano dai documenti d’investitura conservati a Torino: il 30 maggio 1345 viene citato il “castello di Menate”, accanto a un “castello superiore”.
Quindi, anche se l’origine può essere più antica, è dal Trecento che la casaforte entra con chiarezza nella storia scritta.
Com’era fatta nel 1437: nucleo “a monte” e ricetto “a valle”
Un atto del 1437 descrive una struttura già complessa, divisa in due parti.
Nel settore “a monte” (il nucleo più antico) compaiono elementi molto concreti: una torre grande con ambienti collegati, tra cui cucina vecchia, cucina nuova e perfino una prigione. Inoltre si citano due spazi aperti/cortili (platea) e un mastio alto cinque piani, segno di un impianto davvero dominante. Accanto, inoltre, vengono ricordate sale e logge, cioè spazi che mescolano rappresentanza e funzionalità.
Nel settore “a valle”, invece, il documento parla del ricetto: un insieme più “rustico” con caseggiato, stalle, fienili e forno. In altre parole, la casaforte non era solo difesa: era anche gestione agricola e logistica.
L’incendio del 1536 e la richiesta danni del 1538
Nel 1536 la casaforte subisce un incendio durante l’incursione delle truppe francesi di Francesco I. Due anni dopo, nel 1538, il signore del luogo presenta una richiesta di rimborso: ed è una fonte preziosa perché elenca ciò che è stato danneggiato.
Per il ricetto vengono ricordate molte strutture operative: stalle, una sala grande con cucina e loggia, camere, fienili e una cantina. Tuttavia anche la parte “a monte” risulta colpita: vengono citate una sala superiore, camere presso l’ingresso, una cantina con granaio sovrapposto e, ancora, una torre di cinque piani. Di conseguenza, il complesso appare come un organismo grande, fatto di livelli e funzioni diverse, non un semplice “torrione”.
Cosa vedere oggi: un edificio restaurato ma di proprietà privata
Oggi la Casaforte di Menate è restaurata e ancora riconoscibile nel paesaggio. Tuttavia è di proprietà privata, quindi la fruizione può essere limitata: spesso il valore sta già nel colpo d’occhio esterno, nella massa muraria e nella posizione dominante. Proprio per questo, se la inserisci in un itinerario, conviene trattarla come tappa “da leggere” nel contesto più che come visita interna garantita.
Guida alle domande più comuni su Menate
È di proprietà privata, quindi l’accesso interno non è garantito; tuttavia dall’esterno resta leggibile posizione e impianto
Il riferimento più solido è l’investitura del 30 maggio 1345, che cita il castello di Menate
Perché controllava passaggi e collegamenti: verso Novalesa, verso l’area della Clarea e, inoltre, verso la direttrice del Moncenisio
Che il complesso non era un “rudere minore”: la richiesta del 1538 elenca molti ambienti e conferma una struttura articolata tra difesa e funzioni agricole

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



