Cappella dell’Annunziata di Gravere: la chiesa di Armona tra facciata a capanna, abside semicircolare e ricostruzione ottocentesca

Da Alessandro Maldera
Marzo 10, 2026

In località Armona, a Gravere, c’è una cappella di borgata che si visita in pochi minuti ma “si legge” bene. La Cappella dell’Annunziata ha un impianto essenziale, però curato nei dettagli: facciata ordinata, campanile a vela, navata unica e un’abside semicircolare. Inoltre, la sua storia parla di danni, riprese e ricostruzioni, come spesso succede in Val di Susa.
Punti chiave per leggere la cappella
• portale con modanature architravate
• campanile a vela a sinistra dell’ingresso
• interno a navata unica con volta a botte e abside semicircolare
• tetto in lose e pavimento in parquet a piccoli listelli
Dove si trova la Cappella dell’Annunziata di Gravere
È dentro l’abitato della borgata: quindi arrivi facilmente e, già dall’esterno, capisci subito com’è impostato l’edificio.
- Indirizzo: Località Armona, Gravere
Come riconoscerla dall’esterno
La facciata è profilata a capanna e, ai lati, è “chiusa” da paraste che la rendono più regolare. Sopra, inoltre, si impone un timpano triangolare che mette ordine alle proporzioni. Il portale è piccolo ma non banale: infatti è sottolineato da modanature architravate.
A sinistra dell’ingresso, poi, si alza il campanile a vela, un segno tipico delle cappelle di borgata e, quindi, immediato da fotografare e riconoscere.
Spazi interni: navata unica e abside semicircolare
Dentro trovi uno schema semplice: navata unica con volta a botte. In fondo, invece, la chiesa si chiude con un’abside semicircolare coperta da una calotta scandita da tre unghie: un dettaglio tecnico che dà ritmo alla parte presbiteriale senza appesantire l’insieme.
Materiali, coperture e pavimenti
La struttura è in muratura mista intonacata. La facciata è tinteggiata, mentre sugli altri lati l’intonaco resta più “al naturale”: perciò l’edificio cambia leggermente aspetto se lo giri intorno.
Il tetto è a due falde con testa a padiglione e manto in lose: una scelta tipica di valle, prima di tutto pratica.
Sotto i piedi, invece, non trovi pietra: c’è un parquet a piccoli listelli, che rende l’aula più calda e domestica.
Arredi e lettura dell’aula
L’arredo principale è un altare a pariete seiunctum; inoltre sono presenti tabernacolo e parti in legno e stucco, con un impianto complessivamente coerente con una cappella di dimensioni contenute.
Le pareti interne risultano perlinate, mentre la volta è intonacata e tinteggiata: quindi l’effetto complessivo è raccolto, ordinato e leggibile.
Stato di conservazione: cosa aspettarsi
La cappella è segnalata in discreto stato di conservazione. Non è un “gioiello perfetto”, però è un edificio che si lascia capire bene, e proprio per questo funziona come tappa rapida nel giro delle borgate.
Storia della cappella: danni del Seicento e ricostruzione nell’Ottocento
La Cappella dell’Annunziata attraversa due momenti chiave. Prima viene restaurata dopo il 1629, quando l’edificio subì danni legati al passaggio delle truppe francesi. Più tardi, però, arriva la trasformazione decisiva: nel 1847 la cappella viene riedificata per volontà degli abitanti della borgata, con lavori affidati al capomastro Giovanni Campagna.
Così, oggi, quello che vedi è soprattutto il risultato di quella ricostruzione ottocentesca, pur con una memoria più antica alle spalle.
Cosa sapere sulla Chiesetta
La Cappella dell’Annunziata di Gravere si trova in località Armona ed è una cappella di borgata a navata unica con volta a botte e abside semicircolare coperta da calotta con tre unghie. La facciata è a capanna, inquadrata da paraste e sormontata da timpano triangolare; il portale è evidenziato da modanature architravate e il campanile a vela è posto sul lato sinistro dell’ingresso. La copertura è in lose (tetto a due falde con testa a padiglione) e il pavimento è in parquet a piccoli listelli. La cappella fu restaurata dopo i danni del 1629 e venne riedificata nel 1847 per volontà degli abitanti della borgata, con lavori del capomastro Giovanni Campagna; lo stato di conservazione è indicato come discreto.
Prima di andarci: risposte in pillole
Sì: il colpo d’occhio è dato dalla facciata a capanna con timpano triangolare e dal campanile a vela accostato sul lato sinistro.
È una navata unica con volta a botte, conclusa da abside semicircolare coperta da una calotta scandita da tre unghie.
Dopo i danni del 1629 la cappella viene restaurata; poi, nel 1847, viene riedificata dagli abitanti della borgata, con lavori del capomastro Giovanni Campagna.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



