Chiesa di San Giovanni Battista di Coazze: architettura, arredi e celebrazioni durante l’anno

Da Alessandro Maldera
Marzo 10, 2026

La Chiesa di San Giovanni Battista di Coazze si trova al margine della frazione Cervelli, su un piccolo altopiano panoramico verso l’imbocco della Val Sangone. È un edificio semplice, però racconta bene il legame tra comunità e territorio. Inoltre, la posizione la rende una tappa naturale se stai costruendo un giro “cosa vedere a Coazze” fuori dal centro.
L’impianto è orientato est–ovest e davanti trovi un sagrato lastricato. Il sagrato è delimitato da un muretto e, a ovest, la chiesa confina con un’abitazione. Di lato, invece, i prospetti guardano lo sterrato che sale al sagrato e un frutteto: un contesto rurale, senza fronzoli.
Inquadramento veloce della Chiesa
– Impianto: navata unica, tre campate, abside semicircolare + sacrestia dietro l’abside
– Esterni: facciata a capanna con rosone cieco, cornice dentellata, croce trilobata in pietra
– Copertura: tetto a doppia falda in lose + campanile con cuspide ottagonale in lamiera
– Celebrazioni: 24 giugno e 14 agosto (vigilia dell’Assunzione)
Facciata: cosa guardare in due minuti (ma bene)
La facciata è a capanna in muratura intonacata. Agli angoli spiccano due lesene che reggono il cornicione superiore aggettante; così l’insieme risulta ordinato e “pulito”. Inoltre, la parte alta è movimentata da una cornice dentellata e da un rosone cieco, che dà ritmo senza aprire davvero la parete.
Al centro si apre il portone d’ingresso: è in legno, a due battenti, con architrave. Sopra c’è una lunetta dipinta, e tutto è incorniciato da un’arcata leggermente strombata. Ai piedi della facciata corre una zoccolatura in cemento, mentre al vertice del tetto si nota una croce trilobata in pietra su piedistallo.
Interni: navata unica, luce ampia e colori soft
Dentro l’aula è a navata unica con sviluppo longitudinale e abside semicircolare. L’ambiente è chiaro perché le finestre sono grandi, arcuate, e lasciano entrare molta luce. Di conseguenza, i colori pastello delle pareti risultano ancora più evidenti e danno un tono “leggero” allo spazio.
La copertura interna è una volta a botte ribassata e l’aula è divisa in tre campate. Gli archivolti poggiano su lesene con capitelli ionici, quindi l’insieme ha una scansione regolare, facile da leggere anche se entri per pochi minuti. Sopra l’altare, inoltre, la catena metallica è visibile: un dettaglio tecnico che dice “struttura”, non decorazione.
Dietro l’abside c’è un piccolo vano quadrato usato come sacrestia: niente di scenografico, però è un elemento pratico che completa l’impianto.
Presbiterio e arredi: il cuore sta nella profondità dell’abside
Il presbiterio occupa l’abside profonda ed è rialzato di un gradino. Qui trovi l’altare maggiore in legno dipinto a finti marmi, con tabernacolo centrale, e davanti una pedana lignea. Sopra, una nicchia ospita la statua di Giovanni Battista: è il punto che “chiude” lo sguardo e dà identità all’insieme.
Gli arredi presenti aiutano a capire l’uso reale della chiesa. Ci sono banchi disposti longitudinalmente, una cantoria lignea in controfacciata, Via Crucis, statue devozionali in teche, pulpito e confessionale. Lungo le lesene e sulla catena sopra l’altare, inoltre, si vedono drappeggi di stoffa rossa damascata: un tocco devozionale che scalda l’ambiente.
Un dettaglio recente è molto concreto: la mensa d’altare e l’ambone, ricavati e “abbozzati” da un tronco di castagno, sono stati donati dai fedeli nel 2008.
Campanile, prospetti laterali e copertura in lose
All’esterno, i prospetti laterali sono in muratura intonacata bianca e scanditi da lesene a tutta altezza intonacate in grigio. Su entrambi i lati si aprono due grandi finestre arcuate, con grate e davanzali in pietra: quindi funzionalità e robustezza, senza decorazioni inutili.
Il tetto è a doppia falda con manto in lose, tipico e coerente con il contesto. Il campanile è piccolo e si innesta sopra il tetto all’angolo sud-ovest, tra il muro della chiesa e quello dell’abitazione retrostante. È a base quadrata, intonacato di bianco, e la cella campanaria è aperta da una monofora per lato. La copertura è una cuspide ottagonale rivestita in lamiera: un segno semplice, però riconoscibile.
Storia e interventi: dall’Ottocento alle manutenzioni recenti
La chiesa nasce all’inizio dell’Ottocento grazie al lascito testamentario del notaio Giovanni Battista Lussiana. In quel periodo, molte comunità si appoggiavano a donazioni e lasciti per costruire o mantenere i luoghi di culto; quindi l’origine “civile” dell’iniziativa è parte della sua identità.
Dopo le soppressioni napoleoniche, la situazione dei beni ecclesiastici cambia e la parrocchiale di Coazze torna in possesso dei beni attraverso una retrovendita nel 1814. È un passaggio importante perché stabilizza la proprietà e, di conseguenza, la possibilità di gestire e mantenere l’edificio nel tempo.
Tra 1985 e 1988 si interviene sul sagrato: viene rifatto e si realizza un’intercapedine lungo il perimetro esterno. Nello stesso periodo si lavora anche all’interno, consolidando la struttura muraria e riparando le parti danneggiate dalla scossa di terremoto del 1980. Poi, nel 2002, arriva una fase di manutenzione più ampia: sistemazione delle lose del tetto, tinteggiatura degli intonaci interni ed esterni, decorazione del catino absidale, riposizionamento del parquet, rifacimento di serramenti e impianti.
Infine, tra 2007 e 2008, la facciata viene ritinteggiata e si decora la lunetta sopra l’ingresso. In quell’area presbiteriale vengono anche sistemati i nuovi arredi liturgici, compresi quelli donati nel 2008.
Stato di conservazione e quando si celebra
La chiesa è in discreto stato di conservazione. Tuttavia, lungo il perimetro esterno si notano cadute superficiali di intonaco: non è un crollo, ma è un segnale da monitorare.
Le celebrazioni sono rare e scandite da due appuntamenti: una messa il 24 giugno e una nella vigilia dell’Assunzione (quindi il 14 agosto). Perciò, se vuoi vederla “viva”, quelle date sono le più sensate.
Cronologia veloce
– 1814: rientro dei beni alla parrocchiale di Coazze dopo le soppressioni napoleoniche
– 1985–1988: rifacimento sagrato + consolidamenti (dopo danni legati al sisma 1980)
– 2002: lose, tinteggiature, catino absidale, parquet, serramenti e impianti
– 2007–2008: facciata e lunetta + sistemazione arredi liturgici (donazioni 2008)
FAQ – risposte su chiesa, accesso e celebrazioni
Si trova al limite della frazione Cervelli, su un piccolo altopiano panoramico verso l’imbocco della Val Sangone. È affacciata su uno sterrato e un frutteto, con il sagrato davanti
Ha una navata unica in tre campate con volta a botte ribassata e grandi finestre arcuate. L’abside è semicircolare e dietro c’è una piccola sacrestia quadrata
La facciata a capanna con cornice dentellata, rosone cieco, lunetta dipinta sull’ingresso e la croce trilobata in pietra al vertice. Inoltre il tetto è in lose
Le messe sono due all’anno: il 24 giugno e la vigilia dell’Assunzione (14 agosto). Quindi conviene tenerle come riferimento se speri di trovarla aperta
La mensa d’altare e l’ambone, ricavati da un tronco di castagno, sono stati donati dai fedeli nel 2008, insieme alla sistemazione degli arredi nell’area presbiteriale

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



