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Cappella di San Gregorio di Giaglione: Chiamberlandi, citata nel 1782 e coperta in lose

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Da Alessandro Maldera

Marzo 09, 2026

La Cappella di San Gregorio di Giaglione si trova a Chiamberlandi e ha l’aspetto tipico delle cappelle di borgata: facciata a capanna e tetto in lose. Il colpo d’occhio è reso più riconoscibile dal campanile a vela laterale che prosegue il muro a sinistra. Inoltre, l’interno è essenziale ma “ritmato” da volte diverse tra navata e presbiterio.

Dettagli chiave sulla chiesetta di Chiamberlandi

  • Dove: Chiamberlandi, Giaglione
  • Storia: citata nel 1782 nella visita pastorale di mons. Giuseppe Francesco Maria Ferraris di Genola
  • 1782: risulta intonacata di recente
  • Facciata: capanna; lunetta semicircolare in asse alla porta
  • Campanile: a vela, in continuità con il muro a sinistra
  • Tetto: due falde in lose sporgenti sull’ingresso
  • Impianto: navata unica
  • Volte: botte con unghie in navata; crociera nel presbiterio con abside piatta
  • Pavimento: lastre di pietra
  • Arredi: altare ligneo a pariete seiunctum
  • Stato: mediocre

Dove si trova: Chiamberlandi, presso Giaglione

La cappella sorge a Chiamberlandi, nei pressi di Giaglione. Quindi è legata a un contesto piccolo e quotidiano. E proprio per questo la visita è immediata: arrivi, osservi il prospetto e capisci subito come è costruita.

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Storia: già esistente nel 1782 e intonacata di recente

Dal punto di vista storico, la cappella è citata nel 1782 come già esistente durante la visita pastorale di monsignore Giuseppe Francesco Maria Ferraris di Genola. In quell’occasione, inoltre, risultava intonacata di recente: un dettaglio pratico, che parla di manutenzione e attenzione, almeno in quella fase.

Facciata: capanna semplice, lunetta in asse e campanile a vela laterale

La facciata è profilata a semplice capanna e non cerca effetti. Tuttavia, la composizione è chiara: in asse con la porta è posta una finestra a lunetta semicircolare, che alleggerisce il prospetto.
Il campanile, inoltre, è un campanile a vela che prosegue il muro d’ambito a sinistra: quindi è laterale, quasi “in continuità” con la parete, non un elemento staccato.

Copertura: due falde in lose che proteggono l’ingresso

Il tetto è a due falde e il manto di copertura è in lose. Inoltre, le falde si protendono verso la facciata per proteggere l’ingresso. Di conseguenza, l’architettura resta funzionale e coerente con un edificio di borgata.

Interno e pianta: navata unica, botte con unghie e presbiterio a crociera

L’impianto è a navata unica. La navata è coperta da una volta a botte con unghie, mentre il presbiterio si chiude con abside piatta coperta da volta a crociera. Quindi, avanzando verso il fondo, cambia il “ritmo” della copertura e si percepisce un passaggio di funzione.

Struttura e conservazione: muratura mista e condizioni mediocri

La cappella ha muratura portante di tipo misto. Esternamente la facciata è intonacata e tinteggiata, mentre gli altri lati sono lasciati a intonaco a vista; internamente, invece, le superfici sono intonacate e tinteggiate.
Quanto allo stato di conservazione, è indicato come mediocre: quindi l’edificio resta leggibile, ma non è nella sua forma migliore.

Pavimenti e arredi: pietra e legno, senza eccessi

La pavimentazione è in lastre di pietra, scelta robusta e coerente. Gli arredi segnalati comprendono un altare ligneo a pariete seiunctum: essenziale, e proprio per questo in linea con una cappella di piccole dimensioni.

FAQ – essenziali per capire San Gregorio

Da quando è citata la cappella?

È citata come già esistente nel 1782, durante la visita pastorale di mons. Giuseppe Francesco Maria Ferraris di Genola.

Che dettaglio viene segnalato nel 1782?

In quell’occasione la cappella risultava intonacata di recente.

Come si riconosce la facciata?

È a capanna, con una lunetta semicircolare in asse alla porta e un campanile a vela laterale.

Com’è fatto l’interno?

Ha navata unica con volta a botte con unghie e un presbiterio con abside piatta coperto da volta a crociera.

In che stato di conservazione si trova?

È indicata in mediocre stato di conservazione, quindi resta leggibile ma non è perfettamente mantenuta.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende