Cappella di San Basilio di Bussoleno (Arbrea): il voto del 1631, l’ampliamento del 1753 e la pianta centrale con cupola

Da Alessandro Maldera
Marzo 05, 2026

La Cappella di San Basilio di Bussoleno sorge isolata in località Arbrea ed è uno di quei luoghi che raccontano la devozione di una comunità senza bisogno di effetti speciali. È nata nel 1631, e non a caso: deriva da un voto formulato da Leonardo Peirolo. Poi, nel 1753, viene ampliata e restaurata, cambiando dimensioni e lettura d’insieme. Inoltre l’edificio combina una facciata classica con un portico profondo che ti accoglie prima ancora di entrare.
Punti essenziali sulla cappella di Arbrea
Costruita nel 1631 per un voto di Leonardo Peirolo
Ampliata e restaurata nel 1753
Facciata a capanna con lesene e timpano triangolare
Campanile quadrato in asse e oculo rotondo sopra l’ingresso
Portico profondo a due falde che modifica la visione della facciata
Interno a pianta centrale con cupola con unghie e presbiterio a volta a padiglione
Coperture in lose, pavimento in battuto cementizio, altare in stucco bianco
Dove si trova e come si presenta
La cappella si trova ad Arbrea, nel territorio di Bussoleno, in posizione isolata. Di conseguenza non è “una chiesa di strada”, ma un punto preciso nel paesaggio, riconoscibile già da lontano. Inoltre l’impianto è compatto e ordinato, anche se un elemento in particolare cambia la percezione complessiva: il grande portico appoggiato alla facciata.
Le origini: il voto del 1631 e la fase del 1753
La costruzione risale al 1631 e nasce come adempimento a un voto espresso da Leonardo Peirolo di Bussoleno. Quindi l’edificio non è solo architettura: è memoria di una promessa e del suo compimento.
Più tardi, nel 1753, la cappella viene ampliata e restaurata. Inoltre questo intervento contribuisce a definire l’aspetto che oggi riconosci: un equilibrio tra facciata, campanile e spazio d’ingresso più “importante”.
La facciata: capanna, lesene, timpani e oculo rotondo
La facciata è profilata a capanna ed è scandita da lesene, con un timpano triangolare che ne completa la geometria. In asse, invece, si innalza il campanile a pianta quadrata, come se fosse la spina dorsale del prospetto.
Il portalino d’ingresso è arricchito da un ulteriore timpano triangolare e, sopra, compare una finestra a oculo rotondo. Quindi l’insieme resta sobrio, però “parla” con pochi segni ben messi.
Il portico profondo: l’elemento che cambia la visione complessiva
Sulla facciata è appoggiato un porticato profondo con copertura a due falde. Questo elemento, di conseguenza, modifica la lettura del prospetto: la facciata non è più “frontale e basta”, ma diventa sfondo di uno spazio di filtro. Inoltre la copertura del portico è in lose, coerente con il resto dell’edificio.
Pianta e interni: spazio centrale, cupola con unghie e piccolo presbiterio
All’interno la cappella segue uno schema a pianta centrale, preceduto dall’ampio portico. L’aula è coperta da una cupola con unghie, mentre la conclusione è affidata a un piccolo presbiterio con volta a padiglione.
In altre parole, lo spazio è raccolto, ma articolato: prima l’ingresso protetto, poi la sala centrale, infine il punto liturgico.
Struttura e decorazione: muratura mista, intonaci e lesene interne
L’impianto strutturale è in muratura portante di tipo misto. Esternamente la facciata è intonacata e tinteggiata, mentre i lati restano al naturale. Internamente, invece, tutto è intonacato e tinteggiato.
L’aula è decorata da lesene che sorreggono la cornice d’imposta delle volte: un dettaglio semplice, però ordinatore. Inoltre lo stato di conservazione risulta buono.
Coperture, pavimento e arredi: lose, battuto cementizio e altare in stucco
La copertura principale è a due falde con testa di padiglione e manto in lose. Anche il portico davanti alla facciata ha copertura a due falde, sempre in lose.
Il pavimento, invece, è in battuto cementizio, scelto per praticità e resistenza. Tra gli arredi è segnalato un altare a pariete seiunctum rivestito in stucco bianco: un elemento sobrio, ma ben definito nello spazio.
Perché vale una sosta nel giro “cosa vedere a Bussoleno”
Non è un edificio enorme, e va detto chiaramente. Tuttavia mette insieme tre cose che funzionano: una storia precisa (1631 e 1753), una facciata leggibile e un interno a pianta centrale con cupola. Inoltre il portico profondo crea un ingresso “da cappella importante”, pur restando in scala di borgata. Se stai esplorando le località intorno a Bussoleno, quindi, è una tappa coerente e facile da apprezzare.
FAQ – Info utili sulla chiesetta di San Basilio
Nel 1631, come adempimento a un voto formulato da Leonardo Peirolo di Bussoleno.
Nel 1753 la cappella viene ampliata e restaurata, definendo l’assetto successivo dell’edificio.
Ha una pianta centrale coperta da cupola con unghie e conclusa da un piccolo presbiterio con volta a padiglione.
La facciata a capanna con lesene e timpano triangolare, il campanile quadrato in asse, l’oculo rotondo sopra l’ingresso e il portico profondo a due falde.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



