Usseaux: storia di un comune di borgate tra Escartons, frontiere e alta Val Chisone

Da Alessandro Maldera
Marzo 05, 2026

Usseaux è uno dei comuni più antichi dell’alta Val Chisone (storicamente Val Pragelato) e, proprio per questo, ha una storia “a strati”: popoli diversi, domini che cambiano, borgate che resistono. Infatti qui non conta solo la data, ma il modo in cui la montagna impone scelte concrete. Poi arriva il Novecento, con guerre e migrazioni, e la popolazione crolla. Tuttavia il paese non sparisce: cambia forma e prova a restare vivo, puntando su cultura locale, architettura alpina e servizi di base.
Usseaux in pillole: borgate, date e identità della valle
- Età antica: frequentazioni e popolamenti successivi (tradizione locale: Liguri, Celti, Romani e poi altre dominazioni), con funzione di territorio di passaggio alpino
- Dopo la caduta dell’Impero: rallentamento dell’urbanizzazione; fase di instabilità con incursioni e cambi di potere
- Età longobarda: ripresa demografica ed economica; la valle è collegata alla Neustria longobarda (integrazione con tradizione latina e cristiana)
- Età carolingia e post-carolingia: la valle rientra nelle grandi riorganizzazioni politiche dell’area borgognona e alpina
- 1064: prime notizie documentate per Usseaux, Pourrières, Balboutet e Fraisse nella donazione di Adelaide di Susa all’Abbazia di Santa Maria di Pinerolo
- 1091–1349: la valle entra nella sfera del Delfinato (prima Albon di Vienne, poi Tour du Pin)
- Circa 1200: nascita della borgata del Laux, attribuita a esuli perseguitati; in seguito si uniscono i “poveri di Lione” (Valdesi)
- 1343: Usseaux entra nella Repubblica degli Escartons (autonomia, autogestione, diritti comunitari in cambio di un tributo)
- 1349–1713: passaggio al Regno di Francia (continuità del sistema degli Escartons fino alla fine della stagione francese)
- 1713–1714: Trattato di Utrecht e passaggio della Val Chisone al Ducato di Savoia; chiusura dell’epoca degli Escartons
- 1747: battaglia dell’Assietta, episodio centrale nelle guerre tra Francia e Stato sabaudo
- 1755: valanga disastrosa ricordata in località Balboutet
- 1774: infeudazione legata ai Brunetta (contado e titolo nobiliare nei secoli XVIII–XIX)
- 1798–1815: nuovo dominio francese e Impero napoleonico
- 1805: altra valanga ricordata come evento traumatico per il territorio
- 1860: dopo le guerre d’indipendenza, la valle rientra nell’Italia unita
- 1908–1919: il conte Eugenio Giulio Maria Brunetta d’Usseaux è Segretario del CIO (figura chiave del moderno olimpismo)
- Anni del ventennio: Usseaux viene accorpato a Fenestrelle
- 1948: Usseaux ritorna autonomo
- 1861: popolazione censita 1.474
- 1901: popolazione censita 1.203
- Oggi: popolazione 192 (con poco più del 50% residente tutto l’anno nelle borgate)
- 1º marzo 2000: concessione dello stemma comunale (con scritta Uxellum e due spade in decusse)
Un nome che parla di altitudine: perché “Usseaux” è un toponimo di montagna
Usseaux è considerato tra i comuni più antichi della Val Chisone, e già il nome viene letto come indizio. Il toponimo è spesso collegato a una radice celtica: uxellos indicherebbe un insediamento in posizione sopraelevata, quindi più difendibile rispetto al fondovalle.
Inoltre alcune ipotesi storico-archeologiche (attribuite a Jacopo Durante) spingono più indietro l’origine, collegando l’area alla Ocelo descritta da Cesare nel De bello gallico, come roccaforte “di frontiera” della Cisalpina. Non è una certezza assoluta, però è una pista che rende chiaro un punto: qui la storia nasce dalla geografia.
Prima del Medioevo: Celti, Romani e poi l’arresto dopo la caduta dell’Impero
Prima delle attestazioni medievali, il territorio viene letto come attraversato da popolamenti successivi: Liguri, Celti, Romani, e poi le ondate “barbariche” ricordate dalla tradizione locale.
Con la caduta dell’Impero l’urbanizzazione rallenta, anche perché arrivano incursioni e instabilità (Ostrogoti e Visigoti vengono citati nella ricostruzione storica). Tuttavia, più avanti, sotto i Longobardi la valle conosce una ripresa: la Val Chisone viene collocata nella Neustria, l’area longobarda che si converte presto al cristianesimo e favorisce l’incontro con la tradizione latina.
1064: Adelaide di Susa e la prima “fotografia” documentata delle borgate
Le prime notizie documentate sull’esistenza di Usseaux, Pourrières, Balboutet e Fraisse arrivano nel 1064, quando la contessa Adelaide di Susa fonda l’Abbazia di Santa Maria di Pinerolo e dona a essa territori dell’alta valle.
Questa data è importante perché, da lì, Usseaux entra stabilmente nella storia scritta. Inoltre va ricordato che, insieme a Mentoulles, Fenestrelle e Villaretto, questi villaggi sono considerati tra i più antichi dell’Alta Val Chisone.
Laux nasce “fuori norma”: esuli, eresia e poi l’arrivo dei Valdesi
La borgata del Laux ha un’origine raccontata come particolare: la sua nascita viene collocata intorno al 1200 e attribuita a un gruppo di esuli provenienti da Lione e dalla Provenza, perseguitati da Stato e Chiesa perché considerati eretici.
Poi, poco dopo, si uniscono anche i “poveri di Lione”, seguaci di Pietro Valdo: i Valdesi, in forte contrasto con la Chiesa di Roma. Di conseguenza, in queste borgate, la storia religiosa diventa un fatto sociale, non un dettaglio.
Secoli di frontiera: Delfinato, Francia, Savoia e la svolta del Trattato di Utrecht
Dall’XI secolo in avanti, Usseaux vive la stessa traiettoria dell’Alta Val Chisone: cambi di sovranità e confini che non stanno mai fermi.
- Delfinato (1091–1349): prima sotto gli Albon di Vienne, poi sotto i Tour du Pin
- Regno di Francia (1349–1713)
- Ducato dei Savoia dal 1713, dopo il Trattato di Utrecht (conclusione della lunga stagione “francese” in alta valle)
- Dominio francese e Impero napoleonico (1798–1815)
- Guerre d’indipendenza fino all’Unità d’Italia (1860)
Inoltre, dentro questa cornice, c’è un evento “gigante” per la memoria piemontese: la battaglia dell’Assietta (1747), nella guerra di successione austriaca, quando i Savoia fermano la spinta verso Torino.
La Repubblica degli Escartons: l’autogoverno alpino che dura quasi quattro secoli
Usseaux, come le comunità dell’antica Val Pragelato, fa parte degli Escartons (1343–1713). E qui vale fermarsi un attimo, perché non è folklore: è politica di montagna fatta sul serio.
La cosiddetta Repubblica degli Escartons è un’esperienza amministrativa unica: una federazione di cinque territori (Briançon, Queyras, Casteldelfino, Pragelato e Oulx) sostenuta da una sorta di costituzione sottoscritta da oltre 50 comunità.
Grazie a quell’accordo, le popolazioni alpine ottengono diritti concreti: libertà individuale, proprietà, autogestione del territorio e affrancamento da servitù feudali, in cambio di un tributo annuale.
In pratica, sfruttano una crisi economica del Delfino e “riscattano” autonomia. Poi, dal 1349, con il passaggio dei possessi alla corona francese, il tributo viene pagato al re di Francia. Infine la stagione degli Escartons si chiude con la vittoria sabauda e il nuovo assetto sancito da Utrecht.
Due fedi nello stesso territorio: cattolici e valdesi tra convivenza e conflitti
Buona parte del territorio degli Escartons, dal 1200 al 1713, conosce la presenza di due comunità di fede: cattolica e valdese.
Questa doppia presenza produce conflitti e frizioni, eppure lascia anche segni profondi nella cultura locale: lingua, abitudini, identità di borgata. Tuttavia il capitolo si chiude ufficialmente con il Trattato di Utrecht, che “normalizza” l’assetto politico e religioso in valle.
Valanghe e fragilità alpina: 1755 e 1805, quando la montagna ricorda chi comanda
La storia di un comune alpino non è fatta solo di stati e trattati. A Usseaux ci sono anche eventi “fisici” che restano nella memoria:
- 1755: una valanga disastrosa colpisce la località Balboutet
- 1805: un’altra valanga rovina sul territorio (ricordata come evento traumatico)
Sono episodi che spiegano bene perché, in montagna, costruire comunità significa anche gestire rischio e isolamento, non soltanto amministrare case.
I Brunetta d’Usseaux e il legame con l’Olimpismo: un nome che esce dalla valle
Tra XVIII e XIX secolo, il contado di Usseaux appartiene per titolo nobiliare ai Conti Brunetta d’Usseaux. Inoltre, nel 1774, viene ricordata l’infeudazione dei Brunetta di Pinerolo.
Spicca poi la figura del conte Eugenio Giulio Maria Brunetta d’Usseaux: tra fine Ottocento e inizio Novecento è amico e collaboratore del barone Pierre de Coubertin.
È un dettaglio pesante: Eugenio Brunetta è l’unico italiano ad aver ricoperto il ruolo di Segretario del CIO (eletto nel 1908) fino alla morte (1919). Per molti, inoltre, è tra i promotori del moderno olimpismo e viene indicato come figura chiave nell’idea delle Olimpiadi invernali.
Novecento: guerre, migrazioni e crollo demografico (con numeri che fanno male)
Nel XX secolo, gli eventi che segnano di più Usseaux sono Prima e Seconda guerra mondiale e ciò che arriva dopo: crisi, difficoltà economiche e soprattutto migrazioni.
I numeri, infatti, raccontano meglio di qualsiasi retorica: si passa da 1.474 abitanti nel 1861 e 1.203 nel 1901 agli attuali 192. Inoltre, di questi, poco più del 50% risulta residente tutto l’anno nelle borgate.
Questa dinamica è tipica di molte valli alpine: boom economico, attrazione dell’industria prima e del terziario poi, e quindi svuotamento progressivo delle quote alte.
Accorpamento a Fenestrelle e ritorno all’autonomia: una svolta amministrativa concreta
Durante il ventennio, Usseaux viene accorpato a Fenestrelle. Poi, però, recupera la propria autonomia nel 1948.
Sembra un fatto tecnico, invece pesa: perché i piccoli comuni di montagna vivono di istituzioni “vicine”, e quindi cambiare comune significa cambiare anche servizi, priorità e rappresentanza.
Dallo spopolamento alla reazione: recupero culturale, architettura alpina e servizi essenziali
L’abbandono del territorio, soprattutto dopo l’inizio del Novecento, è un’emergenza che spinge la politica locale a cercare contromisure. Perciò, dalla fine del XX secolo, le amministrazioni avviano azioni mirate:
- recupero di cultura e tradizioni locali
- valorizzazione dell’architettura alpina tipica
- tutela del patrimonio paesaggistico e ambientale
- salvaguardia delle comunità e dei servizi di base
Non è una bacchetta magica, però è una strategia: tenere insieme identità e abitabilità, invece di trasformare le borgate in cartoline vuote.
Stemma e simboli: “Uxellum” e le due spade
Lo stemma comunale di Usseaux è stato concesso con decreto del Presidente della Repubblica del 1º marzo 2000. La descrizione araldica è netta: campo azzurro, due spade d’argento con guarniture d’oro poste in decusse con punte all’insù, e in capo la scritta “Uxellum” in lettere maiuscole d’oro, con ornamenti esteriori da Comune.
È un simbolo che, ancora una volta, richiama l’idea di presidio e posizione alta: quindi, anche qui, la montagna torna a farsi linguaggio.
Cosa significa davvero “Storia di Usseaux”
La Storia di Usseaux è la storia di un comune alpino fatto di borgate, frontiere e autonomie rare come gli inverni lunghi: dalle ipotesi celtiche (uxellos) alla donazione del 1064, fino alla grande stagione degli Escartons (1343–1713) e al passaggio sabaudo con Utrecht. Poi arrivano valanghe, guerre, migrazioni e spopolamento, con un crollo demografico drastico. Tuttavia Usseaux resta un caso concreto di montagna che prova a reggersi: conservando memoria, valorizzando paesaggio e tenendo in vita una rete di comunità che, anche quando si assottiglia, non smette di esistere
Gli Escartons (1343–1713) furono una federazione alpina con ampie autonomie: affrancamento da servitù feudali, diritti di proprietà e autogestione del territorio in cambio di un tributo
La tradizione colloca la nascita del Laux intorno al 1200, attribuendola a esuli considerati eretici da Stato e Chiesa; poi si aggiungono i Valdesi, i “poveri di Lione” di Pietro Valdo
Delfinato – Francia – Savoia (con Trattato di Utrecht 1713), poi nuovo dominio francese e Napoleone (1798–1815), quindi l’età delle guerre d’indipendenza fino al 1860
Il passaggio da 1.474 abitanti (1861) e 1.203 (1901) agli attuali 192, con poco più del 50% residente tutto l’anno nelle borgate
È la forma riportata nello stemma (decreto 1º marzo 2000) e richiama l’idea di nucleo in posizione alta, coerente con l’interpretazione storica del toponimo legato a uxellos

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



