Cappella della Madonna della Neve di Chiusa di San Michele: a Basinatto tra facciata, navata e abside

Da Alessandro Maldera
Marzo 05, 2026

La Cappella della Madonna della Neve di Chiusa di San Michele si trova nella frazione Basinatto ed è una tappa piccola ma molto leggibile. A prima vista colpisce la facciata semplice “a capanna” e, subito dopo, il campanile a vela che spunta lateralmente. Dentro, invece, lo spazio è essenziale: una navata unica con volta a botte e un’abside semicircolare.
Com’è fatta: esterno e interno in sintesi
Dove si trova: la cappella nella frazione Basinatto
La cappella è collocata al Basinatto, frazione di Chiusa di San Michele. Non è un edificio “monumentale”, tuttavia funziona bene come punto di lettura del territorio: arrivi, la vedi subito, e capisci immediatamente la sua impostazione. Inoltre, proprio perché è compatta, ti permette di osservare i dettagli senza perderti in mille elementi.
La facciata: profilo a capanna, lesene e oculo
La facciata ha un profilo a capanna e appare ordinata, quasi “didattica”. È incorniciata da due lesene che reggono il timpano triangolare; quindi l’occhio sale naturalmente verso l’alto. In asse con la porta si apre un oculo ovale, mentre ai lati compaiono due piccole finestre rettangolari.
In più, lateralmente emerge il campanile “a vela”, inserito come prolungamento del muro d’ambito: un segno semplice, però riconoscibile anche da lontano.
Il tetto: due falde e coppi con ingresso protetto
Il tetto è a due falde con manto in coppi. La cosa interessante è che la copertura si protende in facciata: di conseguenza l’ingresso risulta più riparato, come spesso accade negli edifici minori pensati per resistere alle stagioni. Così l’insieme rimane sobrio, ma anche pratico.
Gli interni: navata unica, volta a botte e abside semicircolare
All’interno l’impianto è lineare: navata unica e, in fondo, abside semicircolare. La navata è coperta da una volta a botte, mentre l’abside è conclusa con un catino ad unghie.
A sostenere e “ordinare” lo spazio c’è una sequenza di lesene che regge la cornice d’imposta della volta: quindi non è solo decorazione, ma un modo per scandire la struttura e rendere la lettura più pulita.
Struttura e finiture: muratura mista e conservazione
Dal punto di vista costruttivo, l’edificio è impostato su muratura portante di tipo misto. Esternamente la facciata risulta intonacata e tinteggiata, mentre sugli altri lati l’intonaco resta più “al naturale”. Dentro, invece, l’ambiente è intonacato e tinteggiato.
Il dato importante è lo stato: la cappella è segnalata in ottimo stato di conservazione, e questo si percepisce perché le superfici non sembrano “tirate avanti”, ma curate.
Pavimento e arredi: pietra, altari e materiali
La pavimentazione è in mattonelle lapidee, quindi con un’impronta solida e coerente con un edificio di piccole dimensioni. Per quanto riguarda gli arredi, sono presenti un altare a pariete seiunctum in marmi policromi e un altare ligneo. In altre parole, l’interno resta essenziale, però non povero: pochi elementi, scelti per durare e per essere riconoscibili.
Un cenno storico: la citazione del 1841
Dal punto di vista documentario, la cappella compare in modo netto nel 1841: viene citata per la prima volta nella visita pastorale di mons. Forzani. Questo riferimento è utile perché, anche se oggi l’edificio sembra “semplice”, ci dice che era già parte del paesaggio religioso locale almeno nella prima metà dell’Ottocento. E quindi, mentre tu la guardi come tappa di visita, lei sta lì da tempo a fare il suo mestiere.
FAQ -Orientarsi alla cappella del Basinatto
Si trova nella frazione Basinatto di Chiusa di San Michele, ed è riconoscibile per la facciata a capanna e il campanile a vela laterale
È una facciata a capanna con due lesene che sostengono il timpano triangolare; sopra la porta c’è un oculo ovale e ai lati due finestre rettangolari di piccole dimensioni
L’interno segue uno schema a navata unica, coperta da volta a botte, e termina con un’abside semicircolare con catino ad unghie
È un tetto a due falde con coppi e si protende sulla facciata per proteggere l’ingresso
Sono presenti un altare a pariete seiunctum in marmi policromi e un altare ligneo, con pavimentazione in mattonelle lapidee
La cappella è citata per la prima volta nel 1841, durante la visita pastorale di monsignor Forzani

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



