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Cappella della Madonna della Neve di Coazze al Colle Bione: portico in pietra, altare policromo e memoria del 1945

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Da Alessandro Maldera

Marzo 05, 2026

La Cappella della Madonna della Neve di Coazze sta sulla cima del Colle Bione, al centro di una radura erbosa vicino alle antiche cave di quarzo. È un luogo semplice da capire ma pieno di dettagli: un portico rustico che la unisce al rifugio, una facciata a graffito e, soprattutto, un interno sorprendente. Inoltre qui la memoria non è astratta: nel paliotto dell’altare resta incastonato un proiettile del 1945.

Il segno del 1945: proiettile nel paliotto e cippo dei caduti

• Posizione: cima del Colle Bione, radura erbosa vicino alle antiche cave di quarzo
• Contesto: circondata da larici e castagni, meta di pellegrinaggi
• Complesso: cappella + rifugio uniti da un grande portico in pietra con arcate e capriate lignee
• Dentro: navata unica, volta a botte ribassata, pavimento in pietra di Luserna, altare in marmi policromi
• Segno storico: proiettile del 1945 nel paliotto + cippo che ricorda i caduti

Dove si trova: Colle Bione, radura e vecchie cave di quarzo

La cappella è posata in cima al Colle Bione, nel punto più aperto della radura. Intorno ci sono larici e castagni, e la vicinanza alle cave di quarzo dà al posto un’aria “minerale”, diversa dalle solite cappelle di borgata. Di conseguenza la visita è anche paesaggio, non solo devozione.

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Un edificio curato dalla frazione Indritto

Dalla costruzione di inizio Novecento, la cappella è diventata meta di pellegrinaggi e, nel tempo, è stata seguita dagli abitanti della frazione Indritto. Non a parole: hanno garantito il mantenimento e hanno portato acqua ed elettricità. Quindi l’edificio racconta una cura collettiva, oltre alla fede.

Esterno: cappella e rifugio “legati” dallo stesso portico

La cappella è affiancata da un rifugio sul lato destro. Tuttavia, ciò che colpisce è l’insieme: entrambi gli edifici sono preceduti da un ampio portico in pietra rustica che, visivamente, li fa diventare un corpo unico. Inoltre il portico è rettangolare, con fronte a capanna e arcate frontali e laterali, mentre la copertura è a doppio spiovente sostenuta da capriate lignee.

Facciata: graffito violetto, lesene e invocazioni in latino

La facciata è in pietra intonacata, a ordine unico, definita da due lesene e chiusa da un timpano triangolare. Alla base corre una zoccolatura in pietra. Al centro si apre il portale architravato e, sopra l’ingresso, si legge “Ave Gratia Plena”; inoltre lungo l’architrave compare un’invocazione in latino alla Madonna della Neve. Ai lati ci sono due finestrelle rettangolari con grata. Il segno più riconoscibile, però, è la decorazione a graffito bianco su fondo viola, che ritorna anche nel linguaggio cromatico interno.

Interno: navata unica, volta ribassata e pavimento in pietra di Luserna

Dentro trovi una navata unica con volta a botte ribassata e abside semicircolare. L’abside è coperta da una volta con costoloni radiali in pietra, mentre una sola finestra quadrata si apre sul lato sud. Inoltre la pavimentazione è in lastre regolari di pietra di Luserna, che dà subito solidità e “freddo buono” da montagna.

Decorazioni: stelle dorate e cartigli tra gigli e rose

Le pareti sono tinteggiate color crema. La volta, invece, è decorata con stelle dorate su fondo rosa. Nell’area absidale compaiono stucchi con cartigli e mazzi di gigli e rose su fondo violetto, in coerenza con la facciata. Così l’interno resta semplice, però non banale.

Presbiterio e altare: marmi policromi e dettagli in porfido

Il presbiterio occupa l’abside ed è rialzato da una alzata consistente. L’altare maggiore, addossato alla parete di fondo, è in marmi policromi e presenta un tabernacolo centrale su doppia alzata. La base è decorata da una croce in rilievo; inoltre la mensa è sostenuta da due colonnine doriche in porfido. È un altare prezioso, ma “misurato”: non sfarza, però si fa ricordare.

Il segno del 1945: il proiettile nel paliotto e il cippo dei caduti

Qui la storia entra fisicamente nell’arredo. Nel paliotto dell’altare è ancora incastonato un proiettile sparato nel 1945, durante uno scontro tra partigiani e tedeschi che avevano occupato la cappella. Poco distante, inoltre, un cippo ricorda i caduti di quella battaglia. Di conseguenza la visita non è solo “bella”: è anche un luogo che pesa.

Arredi e devozione: la Madonna del Rocciamelone

All’interno trovi banchi, portacandele lignei e stampe devozionali incorniciate. Sull’altare, inoltre, è presente una copia in legno della statua della Madonna del Rocciamelone, che collega la cappella a una devozione alpina molto riconoscibile.

Storia: dal voto di fine Ottocento ai restauri recenti

La cappella venne costruita tra 1899 e 1901 sul luogo dove esisteva un pilone. L’opera nasce come adempimento di un voto fatto alla Madonna dell’Aiuto da Giovanni Picco Rosset di Coazze, con il consenso del parroco dell’Indritto don Biagio Garino. Intitolata alla Madonna della Neve, fu consacrata il 13 giugno 1901.
Nel 1974–1975 viene realizzato il rifugio sul lato destro e l’avancorpo in pietra che precede entrambi gli edifici, cioè il portico che oggi “tiene insieme” tutto. Tra 1981 e 1985 si interviene in modo deciso: rifacimento del tetto in lose, aggiunta di gronde in rame, pulizia degli elementi architettonici in pietra, nuova decorazione interna, ritinteggiature e ricollocazione degli arredi. Infine, nel 2001, viene costruito il campaniletto a vela e si eseguono ulteriori manutenzioni.

Quando si celebra la messa

Le celebrazioni sono poche ma fisse: si tengono due messe all’anno, la prima domenica di giugno e la prima domenica di agosto. Quindi, se vuoi vedere la cappella nel suo momento “di comunità”, quelle date sono la finestra giusta.

FAQ – Risposte per conoscere la tappa di montagna

Dove si trova la Cappella della Madonna della Neve di Coazze?

Si trova sulla cima del Colle Bione, al centro di una radura erbosa vicino alle antiche cave di quarzo, circondata da larici e castagni

Perché il proiettile del 1945 è un dettaglio importante?

Perché è incastonato nel paliotto dell’altare e ricorda lo scontro del 1945 tra partigiani e tedeschi che avevano occupato la cappella, mentre un cippo vicino ricorda i caduti

Com’è fatta la cappella all’interno?

È a navata unica con volta a botte ribassata e abside semicircolare; il pavimento è in pietra di Luserna e l’altare maggiore è in marmi policromi

Che cosa collega cappella e rifugio?

Un grande portico in pietra rustica che precede entrambi gli edifici e li fa apparire come un unico complesso, con arcate e copertura a doppio spiovente sostenuta da capriate lignee

Quando si celebra la messa alla cappella?

Si celebrano due messe all’anno: la prima domenica di giugno e la prima domenica di agosto

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende