Pinacoteca Levis di Chiomonte: il museo nel Palazzo Paleologo che racconta la valle

Da Alessandro Maldera
Marzo 04, 2026

La Pinacoteca Levis di Chiomonte è una visita che funziona perché è chiara: entri, guardi, e capisci subito cosa stai vedendo. È nel centro storico, dentro le sale di un palazzo cinquecentesco, e custodisce il nucleo più importante delle opere di Giuseppe Augusto Levis. Inoltre, oggi tiene insieme memoria e presente, senza trasformarsi in un museo “polveroso”.
Cosa aspettarsi dalla visita
- Dove: nel centro storico, dentro il Palazzo Levis (già Paleologo)
- Cosa vedi: opere su tavola del primo ’900 e il nucleo di Giuseppe Augusto Levis
- Taglio: percorso cronologico tra paesaggio, viaggi e Grande Guerra
- Extra: sala sul mondo contadino + collegamento con la collezione etnografica
- In più: una sala per mostre temporanee
Dove si trova la Pinacoteca Levis di Chiomonte
La pinacoteca è ospitata nel Palazzo Levis (già Paleologo), nel cuore del borgo. Quindi non serve “andarla a cercare” in mezzo ai prati: è una tappa urbana, perfetta se stai facendo un giro tra le vie storiche di Chiomonte.
Il Palazzo Paleologo come parte della visita
Il contenitore conta, perché il palazzo non è un semplice “spazio neutro”. Le sale amplificano l’idea di continuità tra passato e Novecento: da una parte l’impianto storico, dall’altra i dipinti su tavola che raccontano la valle, i viaggi e perfino la guerra. E, proprio per questo, la visita risulta compatta e leggibile anche se hai poco tempo.
Chi era Giuseppe Augusto Levis
Levis nasce a Chiomonte nel 1873 e muore a Racconigi nel 1926. È un artista legato alla sua terra, però non vive chiuso in valle: studia, si forma, viaggia e costruisce un percorso personale. Inoltre è attivo nella vita pubblica locale: nel racconto chiomontino è ricordato anche come amministratore e sindaco a inizio Novecento.
La collezione: numeri e “spina dorsale” del museo
Il fondo civico è ampio: si parla di circa 500 dipinti a olio su tavola, databili soprattutto al primo trentennio del Novecento, e una parte consistente è dedicata al paesaggio. Tuttavia, il cuore del percorso resta il nucleo Levis: circa 430 opere attribuite alla sua produzione, che coprono valli, viaggi e stagione bellica.
Il museo nasce, inoltre, da una scelta precisa: Levis decide di donare la sua opera alla collettività, con finalità educative e sociali. Quindi l’idea originaria non è “collezionare per pochi”, ma mettere a disposizione un patrimonio.
Il percorso di visita segue la cronologia
L’allestimento accompagna il visitatore lungo fasi riconoscibili.
- Primi anni del ’900: pittura di paesaggio en plein air, nell’orbita di Lorenzo Delleani
- Anni Dieci: viaggi (Olanda, Libia, Russia) che cambiano luce, atmosfere e palette
- Grande Guerra: Levis parte volontario e realizza un reportage pittorico su tavolette (circa settanta)
- Ultimi anni: ritorno al paesaggio alpino, con il colore che diventa protagonista della composizione
Ecco perché il museo “tiene”: non è una somma di quadri, ma una storia lineare.
Guerra, valle e colore: i temi che tornano
La pinacoteca permette di leggere tre livelli insieme. Prima di tutto c’è la Valle di Susa, osservata con attenzione quotidiana. Poi c’è l’idea di “studio della luce”, che cambia tra stagioni, ore e meteo. Infine c’è la frattura della guerra: qui la pittura diventa documento, e quindi il tono si fa più asciutto, più scuro, più diretto.
Mondo contadino, collezione etnografica e aula dell’asilo
Una sala è dedicata al mondo contadino come ponte verso la Collezione Etnografica e verso la ricostruzione dell’aula dell’Asilo Infantile di Chiomonte. Di conseguenza, la visita non resta “solo arte”: diventa anche racconto sociale, e questo la rende più utile per capire il paese, non soltanto il pittore.
Presente e mostre temporanee
Accanto alla collezione permanente, c’è una sala destinata alle mostre temporanee. Inoltre, dal 2020 la gestione è legata a un lavoro di valorizzazione che prova a tenere un filo con il contemporaneo, attraverso scelte di esposizione e progettualità culturali.
Negli ultimi anni si è lavorato anche su una nuova identità visiva, con un carattere tipografico ispirato alla grafia “dipinta” delle targhe toponomastiche del paese: un dettaglio piccolo, però coerente con Chiomonte e con l’idea di museo radicato nel territorio.
FAQ – Info essenziali sulla pinacoteca Levis di Chiomonte
Sì, perché il percorso è narrativo: paesaggi, viaggi, guerra e ritorno alle Alpi. Quindi non serve preparazione, basta guardare con calma.
Prevalgono dipinti a olio su tavola del primo Novecento, con un nucleo importante dedicato al paesaggio e alle variazioni di luce.
Il fulcro è Levis, però il museo dialoga con il territorio: sala sul mondo contadino, collegamenti con la collezione etnografica e spazio per mostre temporanee.
Se vai dritto sui pezzi principali, 30–45 minuti bastano. Invece, se ti fermi a leggere bene le fasi (paesaggio/viaggi/guerra), metti in conto un’ora abbondante.
È seria: nasce da una donazione pensata per la collettività e conserva un corpus ampio di opere. Però resta leggibile e “umana”, e questo è il suo vantaggio.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



