Chiesa dei Santi Cornelio e Cipriano di Mattie: la parrocchiale sullo sperone roccioso tra campanile romanico e ampliamenti del 1758–1759

Da Alessandro Maldera
Marzo 04, 2026

La Chiesa dei Santi Cornelio e Cipriano di Mattie è una tappa che si nota subito, perché sta in posizione panoramica su uno sperone roccioso. Inoltre racconta secoli di trasformazioni: l’edificio è documentato già dal 1065 e, nel tempo, viene ampliato fino alla forma attuale definita nel 1758–1759. Oggi, quindi, si visita come parrocchiale “completa”: campanile romanico, interno a tre navate e un abside che conserva un importante retablo ligneo.
Chiesa di Mattie: i dettagli da cercare
- Posizione: sperone roccioso panoramico
- Segno antico: campanile romanico con sequenza di bifore
- Interno: impianto a tre navate con abside rettilinea
- Arredo: retablo ligneo con colonne tortili (seconda metà XVII secolo)
- Date chiave: citata dal 1065, ampliata nel XVII secolo e nel 1758–1759
Dove si trova e perché è un punto panoramico
La chiesa sorge in alto, su uno sperone roccioso. Perciò la sua presenza è sia religiosa sia “territoriale”: domina il contesto e funziona come riferimento visivo del paese. Inoltre la posizione rende la visita piacevole anche solo per l’atmosfera, prima ancora dei dettagli architettonici.
Le origini: la citazione del 1065 e il legame con Susa e Oulx
La parrocchiale di Mattie è citata a partire dal 1065, quando compare tra le chiese soggette alla Pieve di Santa Maria Maggiore di Susa, assegnata alla Prevostura di San Lorenzo di Oulx. Quindi l’edificio entra presto in una rete religiosa e amministrativa ampia, non limitata al solo paese.
Come cambia nel tempo: ampliamenti e interventi fino al Novecento
Nel corso dei secoli la chiesa cresce e si aggiorna. Nel XVII secolo, infatti, l’edificio viene ampliato con l’aggiunta di una campata. Tuttavia il salto decisivo arriva nel 1758–1759, quando la chiesa raggiunge le dimensioni attuali grazie all’aggiunta delle due navate laterali, su progetto dell’architetto di Exilles Giovanni Santo Rusca.
In seguito, inoltre, tra 1886 e 1891 viene costruita la sacrestia. Nel 1923 l’altare maggiore viene rammodernato. Poi, tra 1959 e 1960, si interviene di nuovo: viene restaurata la torre campanaria e vengono rifatte le coperture. Nel 1971 si procede con il rifacimento dell’intonaco della facciata. Infine nel 1999 il presbiterio viene completamente riconfigurato su progetto del monsignore Valerio Vigorelli. ( quest’ultimo scomparso a 100 anni nel marzo 2025)
Esterno: facciata sobria e campanile romanico con bifore
La facciata ha profilo a salienti, con una decorazione molto sobria, e si chiude con un timpano triangolare. Tuttavia l’elemento che dichiara l’antica origine dell’edificio è il campanile: la sequenza di finestre bifore rimanda chiaramente al periodo romanico. Quindi, anche se la chiesa è stata trasformata, mantiene un segno antico ben riconoscibile.
Interno: tre navate, cantoria e decorazioni
All’interno l’impianto è a tre navate, chiuse da un’abside rettilinea. Le navate sono separate da pilastri con lesene addossate. La navata maggiore è coperta da volte a crociera, mentre le navate minori sono coperte da vele. Inoltre, sopra la bussola d’ingresso, si vede la cantoria, sostenuta da tre archi poggianti su colonne.
L’apparato decorativo è presente sia sulle volte sia sulle pareti: compaiono motivi geometrici, elementi fitomorfi e medaglioni figurati. Di conseguenza l’interno non è “nudo”: ha una presenza visiva costante, ma ordinata.
Arredi: il retablo ligneo seicentesco nell’abside
Nell’abside è addossato un retable ligneo articolato, con colonne tortili, intagliato e parzialmente dorato. È attribuito alla seconda metà del XVII secolo. Quindi, anche se l’edificio è arrivato alla forma attuale nel Settecento, conserva un arredo di grande peso legato al Seicento.
Materiali, tetto e pavimenti: lose, pietra e bicromia nel presbiterio
La struttura è in muratura portante di pietrame. Esternamente la facciata è intonacata e tinteggiata, mentre gli altri lati sono lasciati al naturale. All’interno, invece, l’ambiente è intonacato, tinteggiato e decorato, e lo stato di conservazione è indicato come buono.
Le coperture sono in lose: tetto a due falde su navata e presbiterio, e a una falda sulle navate laterali. Anche i pavimenti cambiano per zone: nelle navate ci sono quadroni di pietra, mentre nel presbiterio compaiono lastre e piastrelle di marmo in bicromia bianco-nero.
FAQ – Dubbi comuni sulla parrocchiale di Mattie
È citata a partire dal 1065 tra le chiese soggette alla Pieve di Santa Maria Maggiore di Susa, assegnata alla Prevostura di San Lorenzo di Oulx
Nel XVII secolo viene aggiunta una campata, mentre nel 1758–1759 vengono aggiunte le due navate laterali per raggiungere le dimensioni attuali
Il campanile, riconoscibile nella sequenza di finestre bifore riferibile al periodo romanico
Il retablo ligneo a colonne tortili, intagliato e parzialmente dorato, attribuito alla seconda metà del XVII secolo
1959–1960 restauro della torre campanaria e rifacimento delle coperture, 1971 rifacimento dell’intonaco di facciata, 1999 completa riconfigurazione del presbiterio

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



