Cappella di San Nicolao di Vigone: storia e lettura di un edificio oggi in grave degrado

Da Alessandro Maldera
Febbraio 21, 2026

La Cappella di San Nicolao è una di quelle presenze che non “accolgono”: stanno lì, isolate, e raccontano soprattutto attraverso ciò che manca. Si trova fuori dal centro abitato, sul ciglio di una strada, e non è più officiata. Oggi è in pessimo stato di conservazione, con parti crollate e vegetazione invasiva. Proprio per questo, però, è una tappa utile per capire come cambiano (e talvolta si perdono) i luoghi minori del territorio.
Elementi chiave tra muratura a vista e aperture tamponate
Dove si trova e che tipo di tappa è
La cappella è collocata fuori dall’abitato, in posizione isolata sul margine stradale. Quindi non è la classica visita “da piazza”, ma un punto da osservare di passaggio. Inoltre, proprio perché l’area è fragile, la regola pratica è semplice: niente ingresso, niente esplorazioni improvvisate, solo lettura dall’esterno e a distanza.
Com’è fatta: facciata, impianto e campanile
La facciata è in muratura a vista e ha uno sviluppo verticale scandito in due ordini, chiusi da un timpano di coronamento. Nella parte bassa si legge un impianto ordinato: lesene che incorniciano il settore centrale e una semplice trabeazione che “separa” i livelli. Sopra, invece, compaiono aperture oggi tamponate: si notano fori a tutto sesto e sagome più articolate, che danno l’idea di un prospetto pensato con un minimo di ambizione.
La pianta, per quanto oggi non sia fruibile, è descritta come longitudinale con abside terminale. La struttura è in muratura, però il sistema voltato non è più utilizzabile e, di conseguenza, la lettura interna resta praticamente preclusa.
Accanto, si riconosce il campanile: è in muratura, con base quadrata, e termina con una parte esagonale sormontata da una cuspide. È un dettaglio importante, perché rimane uno dei segnali più immediati per identificare l’edificio anche quando il resto è compromesso.
Una cappella in condizioni critiche: crolli, vegetazione e tetto compromesso
Qui bisogna essere onesti: la Cappella di San Nicolao è in grave degrado. I prospetti laterali sono in gran parte invasi dalla vegetazione e risultano anche parzialmente crollati. Inoltre si distinguono aperture ogivali sui lati, ma la loro lettura è disturbata proprio dall’infestazione vegetale e dalle rotture delle murature.
Il tetto, quasi completamente compromesso, era a doppia falda con copertura in coppi. Tuttavia, quando una copertura cede, tutto il resto accelera il peggioramento: acqua, gelo e vento lavorano senza sosta. Non a caso, nei primi anni 2000 si registra il crollo di parte della copertura e della muratura sul lato occidentale.
Sulla facciata, inoltre, è presente una gabbia metallica di contenimento. Questo elemento, già da solo, ti dice che il problema non è “estetico”: è soprattutto strutturale e di sicurezza.
La storia: dal XVI secolo alla ricostruzione ottocentesca
La cappella è menzionata in documenti del XVI secolo come appartenente all’abbazia di San Nicolao. Di conseguenza si presume che la costruzione sia di poco precedente, quindi radicata in una fase in cui questi edifici minori erano nodi di devozione e territorio, non “attrazioni”.
Poi arriva un passaggio decisivo: tra 1867 e 1870 la cappella viene ricostruita su progetto di Luigi Formento, incaricato dal parroco di Vigone don Falcetti. Quindi l’edificio che si legge oggi (per quanto malconcio) porta addosso anche un’impronta ottocentesca, non solo un’origine antica.
Nel Novecento, però, la traiettoria cambia. Dai sopralluoghi degli anni 1970–1974 risulta uno stato di abbandono, con danni da agenti atmosferici; inoltre, l’idea di trasformarla in uno studio d’arte non viene accolta. Negli anni 1980–1985 viene riconosciuto un notevole interesse artistico, ma nello stesso tempo vengono descritte condizioni precarie di murature, tetto e campanile (pur senza indicare allora un crollo imminente). Infine, nel XXI secolo, parte della copertura e della muratura occidentale crollano, segnando il punto di non ritorno.
FAQ – Prima della visita: delucidazioni su San Nicolao
No: oggi non è fruibile e, vista la condizione dell’edificio, ha senso considerarla solo come osservazione esterna
No, risulta non più officiata
È in pessimo stato, parzialmente crollata e con forte presenza di vegetazione, oltre a tetto quasi del tutto compromesso
La muratura a vista a due ordini, il timpano, le aperture oggi tamponate e la gabbia metallica di contenimento
La ricostruzione tra 1867 e 1870 su progetto di Luigi Formento, voluta dal parroco don Falcetti

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



