Chiesa Sant’Andrea Apostolo di Bardonecchia a Millaures: dalla parrocchia del 1477 alla ricostruzione del 1894

Da Alessandro Maldera
Febbraio 21, 2026

La Chiesa Sant’Andrea Apostolo di Bardonecchia si trova a Millaures, in posizione centrale rispetto alle borgate e appoggiata al declivio della montagna. È un luogo “doppio”: da un lato conserva un segno medievale forte, cioè il campanile romanico-delfinale; dall’altro, però, racconta una ricostruzione ottocentesca netta. Infatti l’edificio attuale nasce nel 1894, mentre la parrocchiale originaria risaliva al 1477.
Promemoria veloce su Millaures
Chiesa ricostruita nel 1894 per l’instabilità del terreno, conservando il campanile medievale
Facciata neogotica a salienti con portale in mattoni e grande finestrone a tutto sesto
Interno a due navate con cappelle, cantoria e presbiterio con grande volta dipinta
Dove si trova: Millaures e il suo ruolo tra le borgate
La chiesa sorge in località Millaures, a ridosso di un pendio montano. Proprio per questo si legge bene come “chiesa di comunità”, non come monumento isolato. Inoltre la posizione è centrale rispetto alle borgate che compongono l’abitato, e quindi per secoli è stata un punto di riferimento pratico, oltre che religioso.
Una storia in due tempi: 1477 e 1894 (senza confusione)
La parrocchia di Millaures viene fondata il 26 luglio 1477, con distacco da Bardonecchia. Nello stesso anno viene costruita la parrocchiale, originariamente dedicata alla Vergine; poi, dal Cinquecento, la dedicazione passa a Sant’Andrea. Tuttavia l’edificio non arriva “intero” fino a noi: nel 1894 la chiesa viene demolita e ricostruita, perché il terreno su cui sorgeva era instabile e i danni erano diventati troppo pesanti. Di conseguenza, della costruzione più antica viene mantenuto un solo elemento: il campanile.
Il campanile medievale: la parte più antica che è rimasta
Dell’impianto originario si conserva la torre campanaria, annessa al lato destro. È costruita in forme romanico-delfinali, quindi slanciata e severa, e si riconosce anche da lontano. Inoltre è coronata da una cuspide in pietra con base ottagonale, un dettaglio che “firma” l’identità dell’insieme.
Facciata neogotica: cosa guardare appena arrivi
La facciata esterna è delineata “a salienti”, con caratteristiche legate al gusto neogotico. Non è una facciata urlata, però è curata nei punti giusti. Infatti il portale ha una cornice in mattoni, e subito sopra si apre un grande finestrone con arco a tutto sesto. Lateralmente, inoltre, le facciate secondarie ripetono un ritmo ordinato: una lesena sull’estremità più esterna, finestre ad arco a tutto sesto con cornice in mattoni, e un piccolo rosone sopra, sempre incorniciato in mattoni.
Interno a due navate: impianto, cappelle e ingresso
Dentro la chiesa si sviluppa secondo un impianto a due navate, con cappelle laterali. La navata laterale minore è a cornu Evangelii: qui si susseguono il battistero e una cappella. A cornu Epistolae, invece, c’è una seconda cappella che confina con il campanile. L’accesso è centrato sull’asse della navata principale e, prima di entrare nello spazio liturgico, passi da un atrio chiuso. Sopra l’atrio, inoltre, si colloca la cantoria, che “sovrasta” l’ingresso e chiude la prospettiva in controfacciata.
Volte e presbiterio: la parte più scenografica
La navata centrale è coperta da una successione di volte a crociera, che danno ritmo e profondità. Poi, arrivando al presbiterio, lo spazio cambia: qui trovi una grande volta a vela dipinta, più ampia e riconoscibile. L’area presbiteriale si conclude con un’abside rettangolare, quindi con una chiusura più “lineare” rispetto alle absidi poligonali tipiche di altre chiese alpine. Inoltre le superfici sono decorate con motivi fitomorfi e geometrici, pensati per sottolineare i particolari architettonici.
Arredi e pezzi notevoli: legno, marmo e devozione
Tra gli arredi spiccano elementi di epoche diverse, e proprio questo rende la visita più interessante. C’è un retable ligneo con colonne tortili dorate su fondo verde. Inoltre è presente un leggio corale in legno intagliato datato 1508, quindi molto vicino alla fase rinascimentale. Il fonte battesimale è in marmo rosa di Gorgia e risale alla prima metà del XVII secolo; così, anche qui, il materiale locale diventa identità. Infine trovi un crocifisso ligneo databile all’inizio del XVI secolo, che aggiunge una nota di devozione più antica e “domestica”.
Materiali e coperture: la chiesa di montagna, fatta per durare
Le coperture seguono una logica chiara: tetto a due falde per navata centrale e presbiterio, e falda unica per la navata laterale minore e per la cappella. Il manto è in lose, quindi perfettamente coerente con l’architettura alpina. La pavimentazione è in listoni di legno nelle navate, nel presbiterio e nella cappella. La muratura portante è in mattoni intonacati e tinteggiati, e risulta in ottimo stato di conservazione; perciò la lettura dell’interno è pulita, senza “rumore” da degrado.
FAQ – Come orientarsi a Millaures
Si trova in località Millaures, in posizione centrale rispetto alle borgate, a ridosso del declivio montano
Il campanile in stile romanico-delfinale, con cuspide in pietra a base ottagonale, mantenuto dopo la ricostruzione
Per i danni causati dall’instabilità del terreno su cui sorgeva la parrocchiale più antica
Ha un impianto a due navate con cappelle laterali; la navata centrale è a volte a crociera e il presbiterio è coperto da una grande volta a vela dipinta
Il leggio corale in legno intagliato del 1508, il fonte in marmo rosa di Gorgia (prima metà XVII secolo) e il crocifisso ligneo d’inizio XVI secolo

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



