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Cappella di San Valeriano a Borgone di Susa: portico ogivale, navata unica e il “sasso del santo”

Alessandro Maldera Avatar

Da Alessandro Maldera

Febbraio 18, 2026

La Cappella di San Valeriano di Borgone di Susa sta nella borgata omonima e, proprio per questo, è una tappa “di territorio”, non da vetrina. Inoltre si legge bene perché mette insieme pochi elementi, però riconoscibili: il portico ogivale, il piccolo campanile e una navata unica chiusa da abside. E poi c’è un dettaglio raro: la cappellina laterale che custodisce il sasso legato al culto del santo, cioè il segno più identitario del luogo.

Dettagli utili sulla Cappella di San Valeriano

– Portico con crociera ogivale in asse alla navata
– Navata con volta a vela costolonata + abside con volta ad ombrello
– Varco a sinistra verso la cappellina con sasso del culto
– Pavimenti in palladiana di marmi policromi e marmi decorativi in presbiterio
– Cronologia chiara: citata nel 1781, descritta nel 1825, restaurata nel 1942

Dove si trova e perché inserirla nel giro di Borgone Susa

La cappella è situata nella borgata di San Valeriano, poco sopra il ritmo del paese “centrale”. Quindi funziona come micro-deviazione: arrivi, osservi l’esterno, e già hai in mano la storia. Inoltre, quando costruisci un itinerario “cosa vedere a Borgone Susa”, queste tappe di borgata servono a far capire com’era organizzata la devozione locale, senza inventarsi nulla.

Il colpo d’occhio esterno: facciata a capanna e portico ogivale

Da fuori l’impostazione è semplice: facciata a capanna e un portico che, invece, alza subito il livello della lettura. Infatti davanti all’ingresso trovi un portico con volta a crociera dal profilo ogivale, allineato con la navata interna: non è un’aggiunta casuale, ma un “invito” architettonico a entrare. Inoltre il portico è in mattoni a vista, mentre il resto della muratura è intonacata e tinteggiata: così i materiali creano contrasto senza bisogno di decorazioni pesanti.

Tetto, campanile e profilo: la sagoma della cappella

La copertura è a due falde con testa di padiglione e manto in tegole marsigliesi. Di conseguenza la cappella non ha il classico “peso” delle lose, ma un profilo più regolare e compatto. Sul lato sinistro rispetto all’ingresso, inoltre, emerge un piccolo campanile che spunta direttamente dal tetto: è discreto, però basta per dare verticalità alla facciata.

Dentro: navata unica, volte costolonate e abside “a ombrello”

All’interno lo schema resta chiaro: navata unica e chiusura in abside semicircolare. Tuttavia la copertura non è banale, perché la navata è coperta da una volta a vela costolonata: quindi lo spazio è semplice, ma non piatto. In fondo, inoltre, l’abside è sormontata da una volta ad ombrello costolonata, che cambia il ritmo proprio nel punto liturgico più importante.

E in controfacciata, sopra l’ingresso, trovi una cantoria in muratura: un dettaglio che spesso si salta, ma che aiuta a capire la “macchina” interna della cappella.

La cappella laterale e il “sasso del santo”: il dettaglio che la rende unica

Sul lato sinistro della navata si apre un varco che porta a una piccola cappella laterale. Qui, infatti, è inglobato il sasso riferito al culto di San Valeriano: non è un semplice arredo, ma un oggetto di devozione che dà senso al posto. Inoltre in quella cappellina è presente un altare lapideo a pariete seiunctum, coerente con un culto legato a un elemento “concreto” e non scenografico.

Pavimenti, arredi e decorazioni: sobrietà ben tenuta

Sotto i piedi trovi una pavimentazione in marmi policromi alla palladiana e, inoltre, nell’area presbiteriale compaiono marmi decorativi: quindi la zona dell’altare si distingue senza teatralità. Tra gli arredi, il tabernacolo è dorato e poggia su un altare a pariete seiunctum, mentre l’altare principale è indicato con struttura metallica: scelta pratica, non romantica.

Nell’area absidale, inoltre, sono dipinti festoni floreali e motivi “a nastro”, mentre in facciata è presente l’affresco del santo titolare: pochi segni, però messi dove devono stare.

Stato di conservazione: qui non devi “immaginare”

La cappella è indicata in ottimo stato di conservazione, sia internamente sia esternamente. Quindi la visita è pulita: non devi ricostruire con la fantasia ciò che manca, perché l’impianto e i dettagli principali sono leggibili così come sono.

Storia: 1781, 1825 e 1942

La prima citazione documentata arriva nel 1781, nella relazione preparatoria alla visita pastorale di mons. Ferraris di Genola, dove la cappella viene addirittura definita “nuova”. Successivamente, nel 1825, la visita pastorale di mons. Lombard la descrive già in assetto funzionale: era voltata, imbiancata, dotata di altare in pietra e delle suppellettili necessarie. Infine, nel 1942, la cappella viene interamente restaurata: e infatti oggi si percepisce come edificio curato, non “tirato avanti”.

FAQ – Chiarimenti finali per orientarsi

Dove si trova la Cappella di San Valeriano di Borgone di Susa?

È nella borgata di San Valeriano, nel territorio comunale di Borgone di Susa

Qual è il dettaglio esterno più riconoscibile?

Il portico in facciata con volta a crociera ogivale, allineato con la navata

Com’è organizzato l’interno?

Ha navata unica con abside semicircolare; la navata è coperta da volta a vela costolonata e l’abside da volta ad ombrello costolonata

Che cos’è il “sasso del santo”?

È un massso/pietra legato alla devozione di San Valeriano, conservato nella piccola cappella laterale sul lato sinistro

Quali sono le date storiche da ricordare?

Citazione nel 1781, descrizione nel 1825, restauro totale nel 1942

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende