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Chiesa di San Pietro Apostolo di Bardonecchia: la parrocchiale di Rochemolles tra affreschi del Cinquecento e legno scolpito

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Da Alessandro Maldera

Febbraio 15, 2026

La Chiesa di San Pietro Apostolo di Bardonecchia si trova nella frazione Rochemolles, addossata al declivio della montagna e immersa in un contesto residenziale alpino. È una parrocchiale antica, citata già nel 1296, ma con l’aspetto attuale modellato soprattutto a metà Quattrocento. Inoltre, dentro conserva affreschi del XVI secolo e un importante apparato ligneo

Colpo d’occhio su San Pietro Apostolo

Dettagli utili (senza fronzoli)
Siamo a Rochemolles, sopra Bardonecchia, con la chiesa appoggiata al pendio
Prima citazione nel 1296, assetto attuale definito a metà XV secolo
Interno a due navate con grande arco trionfale verso il presbiterio
Punti forti: affreschi del XVI secolo, soffitto a cassettoni e cantoria lignea

Dove si trova e perché merita una deviazione

La chiesa è inserita nel tessuto di Rochemolles, frazione di Bardonecchia, e sta letteralmente “incollata” al declivio montano. Proprio per questo, l’ingresso non si legge come nelle chiese di pianura. Inoltre, l’edificio non punta sull’effetto scenografico esterno: la sorpresa è dentro, tra pitture e legno lavorato.

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Una chiesa citata nel 1296, ma rifatta nel Quattrocento

La prima citazione documentaria arriva nel 1296, in un contesto tutt’altro che “romantico”: una lite tra il prevosto di Oulx e i signori di Bardonecchia per il controllo dei pascoli di Valfredda. Da lì in poi, l’edificio cambia pelle. Tuttavia, la configurazione che riconosci oggi nasce soprattutto a metà XV secolo, quando la parrocchiale viene riplasmata e impostata nella forma che, di fatto, è ancora quella conservata.

Interno a due navate: come si muove lo spazio

L’interno si sviluppa su due navate. La navata principale è separata dal presbiterio da un grande arco trionfale, mentre la navatella minore accompagna un percorso laterale più raccolto. Inoltre, la chiesa non è “piatta”: la struttura è pensata su volumi diversi e su una scansione che guida lo sguardo verso l’area liturgica.

Abside e volte: il Quattrocento si vede (e si capisce)

La navata principale si chiude con un’abside poligonale coperta da una volta “ad ombrello” costolonata, quindi con nervature che disegnano una geometria netta. La navatella minore, invece, è coperta da una volta a crociera costolonata. In più, lungo questo lato si inseriscono elementi chiave: la cappella di San Sebastiano, il campanile e il coro, collocato a destra del presbiterio.

Affreschi del XVI secolo: dove guardare davvero

La chiesa è caratterizzata da una ricca presenza di affreschi del XVI secolo. In particolare, un ciclo affrescato è presente nella cappella laterale di San Sebastiano e sull’arco trionfale del presbiterio. Inoltre, tra 1500 e 1530, proprio l’arco santo e la cappella di San Sebastiano vengono decorati ad affresco dal Maestro del Coignet e della Ramats, legato all’atelier dei pinerolesi Serra. Quindi, se entri con poco tempo, punta lì: è il punto in cui la chiesa “parla” più forte.

Soffitto a cassettoni e fonte battesimale: arredi che fanno epoca

Nella navata trovi un soffitto ligneo a cassettoni intagliato e dipinto, con motivi policromi a stella e floreali su fondi alternati rossi e verdi, databile alla seconda metà del XV secolo, costruito negli anni a cavallo tra Quattrocento e Cinquecento. Inoltre, al XVI secolo risale anche il fonte battesimale in pietra, che aggiunge un altro tassello “materiale” alla lettura dell’edificio.

L’ingresso laterale e la facciata volutamente semplice

L’ingresso non è in asse sulla facciata principale: è stato ricavato lateralmente, sul lato della navatella, e viene sottolineato da un portico e da una scalinata. La facciata vera e propria, invece, resta molto sobria, priva di decorazioni. L’intonaco bianco che copre la pietra mette in risalto le cornici in tufo delle finestre. Insomma: pochi effetti, ma scelte coerenti con un contesto alpino.

Il campanile: quattrocentesco, ma segnato dalla montagna

Il campanile appartiene all’impianto quattrocentesco della chiesa. Tuttavia, non conserva più le originarie forme romanico-delfinali, perché la storia qui non è gentile. Nel 1749, infatti, una valanga caduta sull’abitato asporta le guglie e l’ultimo piano del campanile. Quindi quello che vedi oggi è anche il risultato di quella ferita.

Materiali e struttura: pietra intonacata, lose e legno

La copertura è un tetto a due falde con manto in lose, quindi la pietra tipica delle architetture alpine. Le murature sono portanti, in pietrame intonacato e tinteggiato, in buono stato di conservazione sia all’interno sia all’esterno. Anche qui, inoltre, le aperture sono segnate dalle cornici in tufo, che “disegnano” i vuoti e rendono riconoscibile il prospetto.

Sul pavimento si legge un’altra stratificazione: listoni di legno in navata, nella cappella di San Sebastiano e nel coro, mentre nel presbiterio compaiono piastrelle di cemento.

Le date chiave, raccontate come una storia unica

La parrocchiale entra nelle carte nel 1296, in mezzo a una disputa sui pascoli di Valfredda. Poi, a metà Quattrocento, viene riplasmata e prende la struttura che sostanzialmente arriva fino a noi. Tra fine XV e inizio XVI secolo si definisce anche l’impronta interna, con il soffitto a cassettoni e, nel XVI, con elementi come il fonte battesimale. Nel primo trentennio del Cinquecento, inoltre, arrivano gli affreschi più significativi sull’arco santo e nella cappella laterale. Più tardi, nel 1699, si costruisce il piccolo pronao d’accesso sulla fiancata meridionale, una scelta legata alla conformazione del terreno. Nel 1758 viene realizzata la cantoria lignea, probabilmente riutilizzando modiglioni del XVI secolo. Infine, tra 2004 e 2005, l’interno viene completamente restaurato, riportando ordine e leggibilità agli spazi.

Restauro 2004–2005: perché conta per chi visita

Il restauro interno tra 2004 e 2005 non è un dettaglio “tecnico”: significa che oggi la chiesa è leggibile, e che affreschi, superfici e apparati lignei si possono osservare con più chiarezza. Inoltre, in un edificio di montagna, la manutenzione è parte della storia tanto quanto le date.

FAQ – Risposte sulla chiesa di Rochemolles

Dove si trova la Chiesa di San Pietro Apostolo di Bardonecchia?

Si trova nella frazione Rochemolles, in un contesto residenziale, addossata al declivio montano sopra la conca di Bardonecchia

Qual è la cosa più importante da vedere all’interno?

Gli affreschi del XVI secolo (soprattutto sull’arco trionfale e nella cappella di San Sebastiano) e il soffitto ligneo a cassettoni dipinto

Com’è fatta la chiesa dal punto di vista architettonico?

Ha un impianto a due navate: la principale con abside poligonale e volta “ad ombrello” costolonata, e una navatella minore con elementi come cappella, campanile e coro

Perché l’ingresso è laterale e non sulla facciata?

Perché la chiesa è addossata al pendio: l’accesso è stato ricavato sul lato della navatella e segnato da portico e scalinata, mentre la facciata resta volutamente semplice

Cosa è successo al campanile nel 1749?

Una valanga abbattutasi sull’abitato ha asportato le guglie e l’ultimo piano del campanile quattrocentesco, modificandone l’aspetto originario

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende