Chiesa di San Giuseppe a Perosa Argentina: la cappella salesiana tra Liberty, vetrate e memoria del collegio

Da Alessandro Maldera
Febbraio 12, 2026

La Chiesa di San Giuseppe di Perosa Argentina è una tappa particolare, perché nasce come cappella dell’ex Istituto Scolastico Salesiano (oggi casa di riposo). Perciò non la “leggi” dalla facciata come fai di solito: qui l’ingresso è protetto da una bussola su strada e, di fatto, è l’edificio dell’istituto a fare da fronte alla chiesa. Inoltre, dentro, trovi un impianto chiaro e coerente: soffitto ligneo cassettonato, vetrate colorate, nicchie devozionali e un altare tridentino che racconta l’origine.
Scopriamo cosa rende unica San Giuseppe a Perosa Argentina
– Date chiave: lettere a Don Bosco (1881 e 1882), prima pietra 12 aprile 1897, inaugurazione 27 novembre 1898, passaggio alla parrocchia 1973
– Interno: soffitto ligneo cassettonato + vetrate colorate che cambiano la luce
– Abside: volta a ombrello con spicchi blu cielo e nicchia con San Giuseppe
– Dettagli da cercare: Madonna con Bambino, Don Bosco, altare tridentino in pietra dipinta blu/rosso, pavimento in cementine a stella
Una chiesa dentro l’istituto: perché la facciata non esiste “da sola”
La chiesa si affaccia lungo una delle vie principali del paese, tuttavia non presenta una facciata autonoma. Il motivo è concreto: il nartece/bussola che separa l’ingresso dalla strada viene utilizzato, ai piani superiori, come parte dei locali dell’istituto. Quindi la facciata che vedi è, in pratica, quella dell’ex collegio.
Origini salesiane: le lettere a Don Bosco e la svolta dell’Ottocento
Qui la storia parte da una richiesta precisa. Il 23 settembre 1881 il giovane parroco perosino don Giuseppe Paolasso scrive a Don Giovanni Bosco per coinvolgere i Salesiani. Inoltre insiste: va di persona e poi invia una seconda lettera il 21 novembre 1882, anche approfittando della chiusura del piccolo seminario di Fenestrelle.
Il risultato arriva più tardi, però arriva: l’opera prende forma e, con don Michele Rua (successore di Don Bosco), si apre la strada alla realizzazione.
1897–1898: prima pietra e inaugurazione del complesso
La cronologia qui è netta, quindi è facile non perdersi:
- 12 aprile 1897: posa solenne della prima pietra, resa possibile anche grazie alle donazioni dell’imprenditore Filippo Martinoia e dell’avvocato Carlo Bertalotti
- 1897: i Salesiani erigono la chiesa di San Giuseppe annessa al collegio
- 27 novembre 1898: inaugurazione dell’Istituto Salesiano con la presenza di tre vescovi: mons. Giovanni Battista Rossi (Pinerolo), mons. Giovanni Cagliero (salesiano) e mons. Giovanni Battista Ressia (Mondovì)
- Dettaglio “da cronaca”: la partecipazione fu così grande che il pavimento della cappella scricchiolò e parve cedere sotto il peso
Dentro la navata: soffitto cassettonato e luce colorata
L’aula è coperta da un soffitto ligneo cassettonato con pannelli decorati da forme geometriche curve. Inoltre la struttura lignea (orditura principale e secondaria) è in tonalità noce e scandisce la sala in modo regolare, soprattutto in corrispondenza dei pieni tra le ampie finestre.
Le aperture hanno cornici a fasce e, soprattutto, vetrate decorate e colorate: quindi la luce non entra “bianca”, ma crea riflessi cromatici che cambiano l’atmosfera.
Sui lunghi fianchi dell’aula compaiono due fasce decorative: una sotto il soffitto e l’altra sopra il velario, che a sua volta è decorato con specchiature a motivi cruciformi. Così l’interno resta ordinato, ma non piatto.
Nicchie e abside: San Giuseppe, Don Bosco e la Madonna
Prima dell’abside trovi due nicchie che impostano il tono devozionale: a destra Madonna con Bambino, a sinistra Don Bosco.
L’abside si apre con un arco a sesto acuto “compresso” e, invece della solita volta semplice, presenta una volta a ombrello decorata con motivi geometrici a festone e spicchi color blu cielo. Al centro sta la nicchia con San Giuseppe con il Bambino, affiancata da due finestre con vetri decorati: quindi, anche qui, la luce torna protagonista.
All’ingresso, inoltre, trovi la bussola in legno; sopra è collocato un coro sostenuto da un solaio in cemento armato e da pilastrini in ghisa che proseguono fino al soffitto.
Presbiterio: altare tridentino e mensa moderna
Il cuore liturgico è l’altare tridentino, in pietra incisa, con bassorilievi dipinti in blu e rosso e con il tabernacolo incorporato. Davanti, però, è stata aggiunta la nuova mensa eucaristica in legno laccato, appoggiata su una predella rivestita in moquette rossa.
Completano l’arredo un ambone metallico essenziale e i banchi in legno: quindi l’insieme mescola impianto storico e adattamenti più recenti, senza fare finta di niente.
Pavimenti, struttura e copertura: i dettagli “materiali” che contano
Il pavimento dell’aula è in cementine esagonali: un disegno regolare con gruppi color mattone, una tessera centrale grigia, e raccordi in cementine policrome con motivo a stella.
Dal punto di vista costruttivo l’edificio ha pianta rettangolare a navata unica con abside poligonale e una sezione a capanna. La struttura risale ai primi del ’900 ed è in stile Liberty-eclettico, realizzata in muratura di laterizio con limitate parti in cemento armato.
La copertura, infine, è in lose, presumibilmente su struttura lignea: coerente con l’edilizia della valle.
Dal collegio alla parrocchia: cosa succede nel 1973
Nel 1973 l’istituto chiude e passa di proprietà alla parrocchia. Quindi la chiesa smette di essere soltanto “la cappella del collegio” e diventa un tassello pienamente ecclesiale del paese, anche se la sua identità salesiana resta leggibile in tanti dettagli.
FAQ – Chiesa di San Giuseppe: chiarimenti su storia, interni e stile
Perché l’ingresso è separato dalla strada da una bussola/nartece che, ai piani superiori, è inglobata nei locali dell’ex istituto: quindi la facciata visibile è quella dell’edificio scolastico
La chiesa annessa al collegio viene realizzata nel 1897, con posa della prima pietra il 12 aprile 1897; l’inaugurazione del complesso avviene il 27 novembre 1898
La struttura è dei primi del ’900 in stile Liberty-eclettico, con muratura in laterizio e limitate parti in cemento armato
Il soffitto ligneo cassettonato, le vetrate colorate, le nicchie con Madonna con Bambino e Don Bosco, e l’abside con volta a ombrello e spicchi blu cielo
Sì: l’altare tridentino in pietra incisa con bassorilievi dipinti in blu e rosso e con tabernacolo incorporato, davanti al quale è stata aggiunta la mensa moderna

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



