Chiesa di San Bartolomeo a Balboutet di Usseaux: facciata “a capanna”, croce greca e altare storico

Da Alessandro Maldera
Febbraio 12, 2026

Nel concentrico di Balboutet, sul versante solatio di Usseaux, la Chiesa di San Bartolomeo è una tappa piccola ma molto “leggibile”. La raggiungi anche in auto dalla strada carrabile alta, e quindi la visita resta semplice. Inoltre, tra facciata scenografica e interno a croce greca, ti porti a casa architettura, devozione e qualche dettaglio sorprendente. Non è un museo: però è un luogo che si capisce in pochi minuti, se sai dove guardare.
Riferimenti rapidi per capire la chiesa
• Segno esterno: grande finestra emiciclica nella facciata con frontone spezzato
• Impianto interno: aula a croce greca con volte a botte e volta a vela centrale
• Presbiterio: pala di San Bartolomeo e altare tridentino con tabernacolo dorato (’700)
• Materiali: murature in pietra, copertura in lose su travi in legno
Dove si trova e come si raggiunge
La chiesa è nel centro della borgata Balboutet, nel comune di Usseaux. Puoi arrivarci con i veicoli seguendo la strada carrabile alta della borgata, che porta nella zona retrostante dell’edificio. Così, anche se sei “di passaggio”, riesci comunque a inserirla nel giro del paese senza incastri complicati.
Esterno: una facciata a capanna con una finestra che domina tutto
La facciata principale è un volume a capanna, impostato su una composizione piuttosto massiva. Ai lati, infatti, compaiono due fasce verticali in intonaco bugnato che “reggono” un frontone pensile spezzato: è spezzato apposta per lasciare spazio alla grande finestra emiciclica centrale, che diventa il segno più riconoscibile.
Sopra la finestra trovi una lapide celebrativa, mentre sotto la targa di dedicazione si apre il portone in legno, con specchiature e una cornice sagomata tinteggiata di rosso. Inoltre i salienti del frontone sono protetti da un piccolo sporto in lose e, arretrato, si alza un timpano più alto che culmina con una croce metallica.
Il fronte ovest riprende una composizione simile, però senza aperture. Gli altri lati, invece, sono finiti a rinzaffo rustico a calce: di conseguenza, soprattutto nelle parti basse erose, affiora la tessitura muraria in pietra.
Interno: impianto a croce greca e matronei in legno
Dentro cambia subito la geometria: l’aula è a croce greca. Nei bracci laterali più corti la copertura è a volta a botte, mentre al centro trovi una volta a vela, che chiude lo spazio in modo compatto.
Inoltre sopra i bracci laterali si affacciano due matronei bassi, a palco, realizzati in legno: sono piccoli, ma danno l’idea di una chiesa “di comunità”. Nel presbiterio, invece, le pareti sono segnate da un velario in perline, che continua la logica di finiture semplici ma coerenti.
Presbiterio e altare: pala del Santo e tabernacolo del Settecento
Nel presbiterio la scena è chiara: la pala d’altare raffigura San Bartolomeo. Sotto, inoltre, è presente l’antico altare tridentino in marmo bianco marezzato con inserti ferruginosi: un elemento che “pesa” anche visivamente.
Al centro spicca un tabernacolo dorato, curato e decorato, sormontato dal crocefisso e da un piccolo ciborio in legno scolpito e dorato. Poi ci sono candelabri elaborati, mentre la mensa risulta completamente coperta dal mantile. Completano l’insieme il seggio, i banchi in legno e una statua di San Bartolomeo collocata nell’angolo della parasta sinistra del presbiterio.
Pavimenti e separazioni: larice, balaustra e moquette rossa
Il pavimento della navata è in parquet di larice, posato trasversalmente rispetto all’asse longitudinale. Anche il presbiterio è in parquet e, inoltre, è sopraelevato di un gradino: viene separato dalla navata con una balaustra in legno.
C’è poi un dettaglio molto “vissuto”: il corridoio centrale e quasi tutto il presbiterio sono coperti da moquette rossa. Non è un particolare artistico, però racconta l’uso pratico dell’edificio nel tempo.
Struttura e coperture: pietra e lose, senza catene metalliche
Dal punto di vista costruttivo l’edificio è un corpo unico a pianta rettangolare che termina in un’abside semicircolare, con sezione regolare a capanna. Le murature sono in pietra a spacco naturale legata con malta di calce e, in modo interessante, non risultano presenti catene metalliche di rinforzo.
La copertura è in lose, sorretta da travature in legno: quindi materiali e tecnica restano pienamente coerenti con il contesto alpino della Val Chisone.
Un po’ di storia, senza fronzoli: dal Cinquecento alle riparazioni ottocentesche
La presenza della chiesa a Balboutet è attestata già nel 1583. In seguito, però, esisteva un edificio precedente (datato 1605), del quale si conoscono poche notizie. L’attuale chiesa, infatti, viene collegata a una ricostruzione ottocentesca (indicata nel 1843), dentro una fase più ampia di decisioni e lavori che coinvolgono anche la scelta del sito.
Ed ecco il punto: la comunità si oppose all’idea di costruire sull’orto del vicario perché quel luogo aveva un passato pesante, segnato da valanghe nel 1747 (con 28 morti) e nel 1804 (con 6 morti). Di conseguenza si preferì intervenire sull’edificio esistente, ormai decadente, ampliandolo e rimettendolo in sesto.
Nel frattempo la chiesa attraversa anche momenti duri: durante l’assedio del 1708 la cappella viene usata come magazzino, e questo probabilmente contribuisce alla rovina. Inoltre nel 1728 un sopralluogo descrive una situazione critica, con campanile in parte crollato e strutture da rifare; tuttavia i finanziamenti vennero sospesi perché la parrocchia non risultava di patronato regio, e si arrivò perfino a una supplica per evitare la “rovina totale”.
Poi, nel XIX secolo, tornano interventi pratici e ripetuti: riparazioni documentate (tra cui 1817), danni da vento e gelo nel 1830, e lavori sul tetto in più fasi (1859, 1862, 1865). Infine una campana porta l’iscrizione 1924. La vicaria risulta estinta nel 1986 e, nel tempo, molte suppellettili (candelieri, Via Crucis, balaustra lignea e altro) sono state asportate o rubate. È segnalato anche un restauro nel 2016.
FAQ – Guida essenziale sulla Chiesa di San Bartolomeo
Si trova nel concentrico della borgata Balboutet, sul versante solatio del comune di Usseaux; inoltre è raggiungibile in auto dalla strada carrabile alta che arriva sul retro dell’edificio
Per il volume a capanna con fasce laterali in intonaco bugnato e, soprattutto, per la grande finestra emiciclica inserita nel frontone spezzato
L’aula è a croce greca: nei bracci laterali trovi volte a botte, mentre al centro c’è una volta a vela; inoltre sopra i bracci laterali si affacciano due piccoli matronei in legno
La pala raffigura San Bartolomeo; sotto è presente l’altare tridentino in marmo e al centro spicca un tabernacolo dorato finemente decorato, con crocefisso e ciborio
Le murature sono in pietra a spacco con malta di calce e la copertura è in lose su travature lignee; in più non risultano catene metalliche di rinforzo

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



