Chiesa dell’Annunciazione di Maria Vergine a Pourrières di Usseaux: vicaria panoramica con affreschi, campanile e impianto “pragelatese”

Da Alessandro Maldera
Febbraio 11, 2026

La Chiesa dell’Annunciazione di Maria Vergine di Usseaux è una vicaria che si nota subito: sta a mezza costa, sopra il concentrico storico di Pourrières, e domina la Val Chisone. Però non è solo “posizione”: è un edificio ricco di dettagli, dal pronao in pietra all’oculo e all’affresco dell’Annunciazione in facciata. Inoltre, dentro, le decorazioni a trompe l’oeil e i cartigli con le lodi lauretane trasformano una visita breve in una lettura sorprendente.
Colpo d’occhio sulla Chiesa di Pourrières
• Facciata: pronao con colonne in pietra grigia, oculo e affresco dell’Annunciazione
• Interno: volte a botte con specchiature indaco, angeli e cartigli con lodi lauretane
• Presbiterio: pala dell’Annunciazione, baldacchino con drappi e putti, monogramma mariano sull’altare
• Campanile: quadranti degli orologi, monofore e croce in ferro lavorato
Dove si trova e perché è così visibile
La chiesa è nel comune di Usseaux, ai margini del nucleo storico di Pourrières, in quota. Di conseguenza la riconosci anche da lontano, perché la costruzione è elevata e “stacca” sul versante. L’edificio è libero su tre lati; tuttavia a sud-est è addossata la sacrestia, che chiude il quarto. Il campanile occupa l’angolo nord-ovest, con struttura autonoma; inoltre, alla base sul lato nord, si appoggia un piccolo fabbricato basso.
Facciata e ingresso: portichetto, oculo e Annunciazione
La facciata è rifinita ad arriccio di calce e l’ingresso è protetto da un pronao sobrio con colonne in pietra grigia su piedistalli poligonali. Qui trovi un portone in legno chiodato, tinteggiato rosso mattone: scelta semplice, però d’effetto. Sopra l’architrave in pietra c’è un timpano con lunetta e una piccola croce in legno; inoltre il pronao è coperto da un tetto in lose a due spioventi.
Più in alto, in mezzeria, si apre l’oculo con vetri lavorati e subito dopo compare l’affresco dell’Annunciazione. Infine il prospetto termina con la copertura a capanna e una croce in ferro trilobata, che chiude la facciata con un segno netto.
Lati e murature: pietra a vista e catene
Sui prospetti laterali si vede un rinzaffo rustico di calce che lascia intravedere la tessitura in pietra. Inoltre emergono i capichiave delle catene, quindi la struttura racconta anche come l’edificio “tiene” nel tempo. Il campanile, a pianta quadrata, completa la porzione sinistra del fronte principale e diventa un punto di riferimento anche arrivando dal paese.
Dentro: volte a botte e decorazioni indaco
L’aula è coperta da volte a botte con ampie unghie per le finestre. Tuttavia il colpo d’occhio vero sono gli archi ribassati: sono decorati con specchiature in toni indaco, rosette e motivi floreali dipinti a trompe l’oeil. Inoltre compaiono angeli che reggono cartigli con le lodi lauretane, quindi la decorazione non è solo ornamento ma anche testo.
Sopra la navata, al centro delle volte, trovi tre grandi affreschi: vicino al presbiterio il calice della salvezza con angeli, poi la Vergine Maria circondata da angeli e, sopra l’ingresso, Gesù in croce con ai piedi Maria e l’apostolo Giovanni. Così lo spazio guida lo sguardo con una sequenza chiara, dal rito al racconto.
Abside e “cielo” dipinto: la colomba dello Spirito Santo
Sull’abside la volta emiciclica è divisa in spicchi separati da finti archi ribassati grigi che convergono verso la lunetta. Qui è dipinta la colomba raggiante dello Spirito Santo. Le specchiature sono bordate da cornici dipinte e contengono ovali incorniciati da stilizzazioni: inoltre compaiono vasi con fiori e, sullo sfondo, un cielo dipinto. Quindi l’abside non “chiude” soltanto, ma apre una scena.
Pareti laterali: marmorino, festoni e drappi
Le pareti sono scandite da paraste dipinte a marmorino grigio marezzato, che “scaricano a terra” idealmente il peso degli arconi. Tuttavia le tinte risultano degradate e l’umidità è una causa plausibile: quindi la lettura è bella, ma non perfetta. Le paraste poggiano su una zoccolatura grigia e sono ornate da specchiature a marmorino azzurro con croci patenti incorniciate da trompe l’oeil.
In alto corre una cornice in stucco aggettante e sagomata, dipinta a marmorino con fasce gialle e azzurre; sopra ancora, una banda grigio-verde completa l’effetto “marmo”. Tra le coppie di paraste trovi festoni floreali policromi; più vicino all’ingresso, invece, compaiono drappi con immagini sacre. Di conseguenza lo spazio alterna campi decorati e campi rosa bordati da cornici bianche sottili, senza perdere ritmo.
Cantoria, fonti battesimali e scala
In controfacciata c’è la cantoria lignea, rifinita con pannelli rettangolari che raffigurano composizioni floreali e strumenti musicali. A destra dell’ingresso trovi due fonti battesimali lapidei; dalla parte opposta, invece, è collocata la scala. Quindi la zona d’ingresso è “operativa”, non solo scenografica.
Presbiterio: pala dell’Annunciazione e altare ricco di simboli
Al centro della parete absidale campeggia la pala con l’Annunciazione (arcangelo Gabriele e colomba dello Spirito Santo). La tela è inserita in un dossale dipinto a trompe l’oeil: nella parte bassa si apre una finestra rettangolare quadrettata. Sopra l’antico altare tridentino compare un baldacchino con cornice lignea dorata e paramenti rosso scarlatto; inoltre scendono lunghi drappi sorretti da putti alati a tutto tondo, posti sopra le paraste all’inizio dell’abside.
L’altare ha un basamento intonacato e dipinto di rosso peperino con specchiature ocra. L’antependio porta decorazioni floreali e, al centro, il monogramma della Vergine Maria. La parte superiore è in legno laccato con dorature; poi arrivano tabernacolo, corona che regge il crocifisso e candelieri dorati sulle mensole. Accanto, la mensa moderna in legno ha un piedistallo centrale con croce patente. Completano l’insieme coro ligneo, pulpito, confessionali, banchi e arredi liturgici principali.
Cappelle laterali: Madonna, San Giuseppe e un segno “francese”
L’altare laterale sinistro è dedicato alla Madonna, con piccola statua in nicchia e mensa con decorazioni floreali. Attorno c’è un dossale in legno laccato con colonne coclidi e scanalate nella parte bassa, architrave e frontone a volute: al centro, una tela con Cristo in croce e Maria ai piedi. Il dossale culmina con un timpano spezzato che contiene uno stemma coronato con tre gigli di Francia, dettaglio che riporta al contesto storico “di frontiera”. Nella nicchia di fronte, invece, c’è la statua di San Giuseppe con il Bambino.
Pavimento, struttura e coperture: legno e lose
Il pavimento è in assito posato longitudinalmente. Il presbiterio è rialzato di un gradino e, davanti alla mensa moderna, è presente un tappeto persiano. La struttura è un corpo unico rettangolare che si restringe verso l’abside semicircolare, con sezione a capanna: murature in pietra a spacco con malta di calce e due catene di rinforzo tra le coppie di arconi. Le coperture, infine, sono in lose con travature lignee.
Il campanile: orologi, monofore e chiusura in ferro lavorato
Il campanile è a pianta quadrata e, in basso, presenta piccoli oculi (quello verso nord è tamponato). Più in alto compaiono tre sfondati quadrati con i quadranti degli orologi, seguiti da una cornice aggettante. La parte sommitale ha sfondati rettangolari con le monofore delle campane, ornate da cornici sottili all’imposta. La torre culmina con una cornice sagomata, una piccola cupola rivestita da lastre metalliche e una croce in ferro lavorato; alla base, sugli angoli, sono scolpite pigne allegoriche. Quindi la verticalità resta sobria, ma non anonima.
Storia: dalle fondazioni francesi alla continuità sabauda
Questa chiesa si inserisce nel quadro delle fondazioni cattoliche volute dopo la cacciata dei protestanti dalla valle di Pragelato. Nel 1686, per ordine di Luigi XIV, si avvia una rete di chiese e case parrocchiali finanziata con un fondo di sessantamila franchi: i lavori durano circa due anni, però in alcuni casi gli interni non vengono completati prima del 1693, quando le chiese subiscono anche l’uso militare come guarnigioni.
Finita la campagna di guerra, nel 1699 servono finanziamenti straordinari per riparazioni, con danni spesso legati a incendi o all’uso delle parti in legno per accendere fuochi. La relazione del 14 febbraio 1699 indica anche il tecnico incaricato dei rilievi, lo stesso ingegnere legato ai progetti precedenti. Nel 1708, con il passaggio della Val Chisone allo Stato sabaudo, la politica di sostegno alle fondazioni religiose prosegue con zelo. Poi arrivano visite pastorali (tra cui quella del 1758) e, nel tempo, una serie di riparazioni documentate: 1817 (riparazioni e misurazioni), 1828, 1845 (tetto e muro di sostegno per allontanare le acque) e 1862 (riparazione alla tribuna). In epoca recente si segnala l’estinzione della parrocchia (1986) e un restauro del campanile in anni vicini a noi.
FAQ – Dubbi sulla Chiesa dell’Annunciazione di Maria Vergine
Si trova nel comune di Usseaux, ai margini del concentrico di Pourrières, in posizione elevata a mezza costa, visibile dalla Val Chisone
Il pronao con colonne in pietra grigia, il portone in legno chiodato rosso mattone, l’oculo e l’affresco dell’Annunciazione, oltre alla croce trilobata in ferro
Le specchiature in tono indaco con rosette e motivi floreali a trompe l’oeil, e gli angeli con cartigli delle lodi lauretane
La pala con la scena dell’Annunciazione, il baldacchino con drappi e putti, l’altare con monogramma della Vergine Maria, tabernacolo e arredi liturgici principali
Il legame con le fondazioni cattoliche avviate nel 1686 per ordine di Luigi XIV, le riparazioni documentate nel 1699 e, più tardi, gli interventi e le manutenzioni registrati tra 1817, 1828, 1845 e 1862, oltre all’estinzione della parrocchia nel 1986

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



