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Cappella di San Martino di Pinerolo in via Fucina: dal paesaggio di Abbadia Alpina al quartiere moderno

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Da Alessandro Maldera

Febbraio 11, 2026

La Cappella di San Martino di Pinerolo si trova in via Fucina e oggi è un punto di riferimento di zona. In passato, però, era immersa in aperta campagna nel territorio legato ad Abbadia Alpina. Col tempo la città è arrivata fin qui e, di conseguenza, l’edificio ha cambiato ruolo. Inoltre la cappella conserva segnali chiari di trasformazioni recenti, soprattutto nell’assetto interno.

Scheda rapida su San Martino

Dove: Via Fucina, Pinerolo
Contesto: area un tempo di Abbadia Alpina, oggi inglobata dalla nuova urbanizzazione
Data chiave: cappella preesistente al 1657
Facciata: aspetto attuale databile agli anni ’70
Dentro: aula rettangolare con arcone che suggerisce un impianto originario più piccolo
Pavimento: pietra di Luserna fiammata
Copertura: cementegole su orditura lignea

Dove si trova e perché oggi “fa da centro”

La cappella sorge in un’area che apparteneva anticamente ad Abbadia Alpina. Un tempo, quindi, il contesto era rurale e disperso. Oggi, invece, la recente urbanizzazione l’ha inglobata e, di fatto, l’ha resa l’edificio “di riferimento” del nuovo tessuto. Perciò la visita funziona anche come lettura del paesaggio: non solo un luogo sacro, ma un segnale urbano.

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Esterno: una facciata rinnovata nel Novecento

L’aspetto attuale della facciata è databile agli anni ’70 del Novecento. Di conseguenza, l’impatto esterno è più moderno rispetto a ciò che suggerisce la storia del sito. Inoltre questa scelta racconta una stagione di interventi pratici, più che “monumentali”, tipica di tante cappelle entrate in quartieri nuovi.

Interno: aula rettangolare e tracce di un impianto più piccolo

L’aula ha una pianta rettangolare. Sulla controfacciata, però, compare un arcone che lascia intuire un dettaglio importante: in origine la cappella doveva essere più contenuta e composta da una cella con un nartece. Quindi, entrando, non vedi solo l’assetto attuale, ma anche un indizio strutturale che rimanda a una fase precedente.

Presbiterio: l’altare “tagliato” e trasformato in nuova mensa

Qui la trasformazione è dichiarata: l’altare è stato staccato dal muro e decapitato per ottenere una nuova mensa liturgica. È un intervento netto, e infatti non va romanticizzato: è il segno di una riorganizzazione interna che privilegia la funzione contemporanea. Tuttavia, proprio per questo, la cappella è un caso utile per capire come certi edifici minori siano stati adattati nel tempo.

Pavimento e materiali: pietra di Luserna sotto i piedi

La pavimentazione è in pietra di Luserna con finitura fiammata. È un dettaglio che, da solo, dà un tono “locale” all’interno e, inoltre, rende lo spazio più solido e riconoscibile. Quindi, anche se la cappella è semplice, il materiale parla chiaro.

Struttura e copertura: pietra locale e cementegole

La chiesa è sorretta da muratura in pietra locale. La copertura, invece, è in cementegole su orditura lignea. Di conseguenza, l’impianto è tradizionale nelle murature ma aggiornato nei materiali di copertura, cosa coerente con l’evoluzione novecentesca del complesso.

Le date da fissare: preesistenze anteriori al 1657

Il dato storico essenziale è questo: la cappella è preesistente al 1657. Non serve inventare altro; tuttavia questa sola indicazione basta per collocare l’origine del luogo ben prima delle trasformazioni moderne. Quindi, tra preesistenza seicentesca e facciata anni ’70, la cappella racconta un salto lungo tre secoli.

FAQ – Risposte rapide per una visita fuori centro

Dove si trova la Cappella di San Martino di Pinerolo?

Si trova in via Fucina, in un’area oggi urbanizzata ma storicamente legata al territorio di Abbadia Alpina

Perché l’esterno sembra più recente dell’origine della cappella?

Perché la facciata nell’aspetto attuale è databile agli anni ’70 del Novecento, quindi è frutto di un intervento moderno

Che indizio suggerisce che la cappella fosse più piccola in origine?

La presenza di un arcone sulla controfacciata, che fa pensare a un impianto iniziale con cella e nartece

Cosa è successo all’altare storico?

L’altare è stato staccato dal muro e modificato per formare una nuova mensa liturgica

Qual è la data storica più importante da ricordare?

Qual è la data storica più importante da ricordare?

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende