Cappella di San Martino di Pinerolo in via Fucina: dal paesaggio di Abbadia Alpina al quartiere moderno

Da Alessandro Maldera
Febbraio 11, 2026

La Cappella di San Martino di Pinerolo si trova in via Fucina e oggi è un punto di riferimento di zona. In passato, però, era immersa in aperta campagna nel territorio legato ad Abbadia Alpina. Col tempo la città è arrivata fin qui e, di conseguenza, l’edificio ha cambiato ruolo. Inoltre la cappella conserva segnali chiari di trasformazioni recenti, soprattutto nell’assetto interno.
Scheda rapida su San Martino
Dove si trova e perché oggi “fa da centro”
La cappella sorge in un’area che apparteneva anticamente ad Abbadia Alpina. Un tempo, quindi, il contesto era rurale e disperso. Oggi, invece, la recente urbanizzazione l’ha inglobata e, di fatto, l’ha resa l’edificio “di riferimento” del nuovo tessuto. Perciò la visita funziona anche come lettura del paesaggio: non solo un luogo sacro, ma un segnale urbano.
Esterno: una facciata rinnovata nel Novecento
L’aspetto attuale della facciata è databile agli anni ’70 del Novecento. Di conseguenza, l’impatto esterno è più moderno rispetto a ciò che suggerisce la storia del sito. Inoltre questa scelta racconta una stagione di interventi pratici, più che “monumentali”, tipica di tante cappelle entrate in quartieri nuovi.
Interno: aula rettangolare e tracce di un impianto più piccolo
L’aula ha una pianta rettangolare. Sulla controfacciata, però, compare un arcone che lascia intuire un dettaglio importante: in origine la cappella doveva essere più contenuta e composta da una cella con un nartece. Quindi, entrando, non vedi solo l’assetto attuale, ma anche un indizio strutturale che rimanda a una fase precedente.
Presbiterio: l’altare “tagliato” e trasformato in nuova mensa
Qui la trasformazione è dichiarata: l’altare è stato staccato dal muro e decapitato per ottenere una nuova mensa liturgica. È un intervento netto, e infatti non va romanticizzato: è il segno di una riorganizzazione interna che privilegia la funzione contemporanea. Tuttavia, proprio per questo, la cappella è un caso utile per capire come certi edifici minori siano stati adattati nel tempo.
Pavimento e materiali: pietra di Luserna sotto i piedi
La pavimentazione è in pietra di Luserna con finitura fiammata. È un dettaglio che, da solo, dà un tono “locale” all’interno e, inoltre, rende lo spazio più solido e riconoscibile. Quindi, anche se la cappella è semplice, il materiale parla chiaro.
Struttura e copertura: pietra locale e cementegole
La chiesa è sorretta da muratura in pietra locale. La copertura, invece, è in cementegole su orditura lignea. Di conseguenza, l’impianto è tradizionale nelle murature ma aggiornato nei materiali di copertura, cosa coerente con l’evoluzione novecentesca del complesso.
Le date da fissare: preesistenze anteriori al 1657
Il dato storico essenziale è questo: la cappella è preesistente al 1657. Non serve inventare altro; tuttavia questa sola indicazione basta per collocare l’origine del luogo ben prima delle trasformazioni moderne. Quindi, tra preesistenza seicentesca e facciata anni ’70, la cappella racconta un salto lungo tre secoli.
FAQ – Risposte rapide per una visita fuori centro
Si trova in via Fucina, in un’area oggi urbanizzata ma storicamente legata al territorio di Abbadia Alpina
Perché la facciata nell’aspetto attuale è databile agli anni ’70 del Novecento, quindi è frutto di un intervento moderno
La presenza di un arcone sulla controfacciata, che fa pensare a un impianto iniziale con cella e nartece
L’altare è stato staccato dal muro e modificato per formare una nuova mensa liturgica
Qual è la data storica più importante da ricordare?

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



