Fontana Carlo Alberto di Torre Pellice: il dono del 1845 dopo la visita reale del 24 settembre 1844

Da Alessandro Maldera
Febbraio 10, 2026

La Fontana Carlo Alberto di Torre Pellice è una tappa piccola ma significativa, perché lega un luogo centralissimo a una data precisa: 24 settembre 1844. In quel giorno Carlo Alberto arrivò per inaugurare la parrocchia di San Martino, costruita con l’intento di favorire la conversione al cattolicesimo. Tuttavia l’accoglienza fu così calorosa che, prima di ripartire, il re decise di lasciare un segno concreto: una fontana, realizzata nel 1845.
Focus sulla fontana
– Data chiave: 24 settembre 1844 (visita di Carlo Alberto)
– Motivo della visita: inaugurazione della parrocchia di San Martino
– Opera collegata: ponte in pietra (il vecchio in legno veniva portato via dalle piene dell’Angrogna)
– La fontana: costruita nel 1845 come dono di riconoscenza
– Dove si vede: giardino davanti a piazza San Martino, accesso dalla SP161
La visita del 24 settembre 1844
Il 24 settembre 1844 Carlo Alberto visitò Torre Pellice per inaugurare la parrocchia di San Martino. L’edificio era stato fatto costruire nella speranza di convertire la popolazione alla fede cattolica. Eppure, nonostante il contesto religioso, la comunità lo accolse con grande calore. Di conseguenza, il re scelse di ringraziare con un dono “pubblico” e visibile.
Il ponte sul torrente Angrogna: la scelta pratica della comunità
In occasione della visita, gli abitanti decisero di costruire un nuovo ponte in pietra all’ingresso del paese. Il motivo era molto concreto: il ponte precedente era in legno e, ogni anno, il torrente Angrogna lo portava via durante le piene. Quindi il ponte nuovo non era una decorazione, ma una soluzione di sopravvivenza e continuità.
La Fontana Carlo Alberto (1845): un regalo che allora valeva oro
Dopo l’accoglienza ricevuta, Carlo Alberto decise di regalare una fontana. La realizzazione arrivò nel 1845 e, all’epoca, era un dono enorme: l’acqua era un bene prezioso e una fontana “di re” non era un pensiero simbolico, ma un servizio reale. Inoltre, nel racconto locale il gesto richiama altre fontane nate come memoria e riconoscenza, come la fontana Bequì dedicata alla figlia di Charles Beckwith ad Angrogna.
Un segnale di tolleranza? Il non detto sulla comunità valdese
Nel testo non c’è un riferimento esplicito ai Valdesi inciso o dichiarato “nero su bianco”. Tuttavia, il contesto fa pensare: all’epoca la maggior parte della popolazione professava quella confessione, e per questo si tende a immaginare che il dono fosse, di fatto, rivolto proprio alla comunità locale. In altre parole, la fontana può essere letta come un segnale di clima in cambiamento, che anticiperà anni dopo le Lettere Patenti.
Dove si trova e come arrivare
Per arrivare:
- raggiungi Torre Pellice tramite la Strada Provinciale 161
- poco prima del paese, superato il ponte sul torrente Angrogna, troverai sulla destra piazza San Martino con l’omonima chiesa
- il piccolo giardino pubblico davanti alla parrocchia ospita la fontana
Quindi è una visita semplicissima: si fa a piedi, in pochi minuti, e funziona bene come tappa “di passaggio” nel giro del centro.
Delucidazioni utili sul monumento
Viene costruita nel 1845, dopo la visita di Carlo Alberto avvenuta il 24 settembre 1844
Per inaugurare la parrocchia di San Martino, costruita con l’intento di favorire la conversione al cattolicesimo
Per l’occasione la comunità costruì un ponte in pietra, perché quello precedente, in legno, veniva spesso distrutto dalle piene dell’Angrogna
Nel racconto non risulta un riferimento diretto; tuttavia si tende a collegarla alla comunità locale, che all’epoca era in larga parte valdese
Si trova nel giardino davanti alla chiesa di San Martino, in piazza San Martino: arrivi dalla SP161, superi il ponte sull’Angrogna e la trovi sulla destra

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



