Cappella San Sebastiano di San Secondo di Pinerolo: la cappella dell’incrocio con nartece e decorazioni “sotto pelle”

Da Alessandro Maldera
Febbraio 07, 2026

La Cappella San Sebastiano di San Secondo di Pinerolo è una tappa piccola, però ben riconoscibile. Si trova al margine dell’abitato, proprio dove si biforcano due antiche strade tra centro storico e frazioni. Inoltre è libera su quattro lati, quindi si legge bene anche dall’esterno. E, una volta dentro, spuntano indizi interessanti: i saggi stratigrafici fanno intravedere decorazioni più antiche sotto le tinte.
Visita rapida tra strade antiche e affreschi nascosti
- Posizione: al margine di San Secondo, sulla biforcazione di due strade antiche
- Esterno: nartece aperto su tre lati e croce in ferro in sommità
- Interno: volta a botte lunettata senza finestre laterali + saggi stratigrafici
- Data chiave: cappella già esistente nel 1658
Dove si trova e perché è una sosta “di passaggio”
La cappella sorge ai margini della cittadina, in un punto che non è casuale. Infatti è stata costruita sulla biforcazione di due vecchi collegamenti viari tra il cuore del paese e le borgate vicine. Perciò funziona come tappa di percorso: la incontri “mentre vai” e la riconosci subito.
Orientamento e impianto: navata unica e abside a sud
L’edificio è orientato lungo l’asse nord–sud, con abside rivolta a sud. La pianta è rettangolare e a navata unica. Di conseguenza la lettura è immediata: ingresso, aula, chiusura absidale, senza complicazioni.
L’esterno: facciata rustica, nartece aperto e croce in ferro
La facciata è finita con arriccio rustico a calce. In passato, inoltre, il fronte mostrava campi color giallo bronzo, oggi quasi del tutto dilavati. Il segno più evidente, però, è il nartece: un piccolo avancorpo aperto su tre lati, sorretto da pilastri squadrati. Sopra, a chiudere, c’è una croce in ferro.
L’ingresso è centrale e semplice, con porta lignea a due battenti e specchiature sobrie. Ai lati, invece, si aprono due finestrelle rettangolari. Le restanti murature esterne risultano finite a rinzaffo a base calce: perciò l’insieme resta essenziale e coerente.
L’interno: volta lunettata e tracce di pitture più antiche
Dentro l’aula è coperta da una volta a botte lunettata. Le unghie laterali, inoltre, lavorano come piccoli contrafforti. Non ci sono finestre laterali, quindi la luce resta contenuta e l’ambiente appare raccolto.
Il dettaglio più “furbo” sta sulle superfici interne: sono presenti saggi stratigrafici che lasciano intravedere decorazioni sottostanti. Quindi la cappella non è solo minimal: ha una storia visiva ancora parzialmente nascosta.
Pavimento e materiali: battuto di cemento quadrettato
La pavimentazione dell’intera aula è in battuto di cemento quadrettato. È un elemento pratico e leggibile, e infatti rafforza l’idea di una cappella di servizio, pensata per durare e reggere l’uso.
Struttura e copertura: pietre e mattoni, tetto a capanna
La sezione è composta da un unico volume, chiuso superiormente dalla volta e dal tetto a capanna. Le murature perimetrali sono in pietre miste a mattoni, legate con malta di calce. Non risultano catene metalliche di rinforzo. Di conseguenza la struttura resta “classica”, senza aggiunte evidenti.
La data che conta: esisteva già nel 1658
La cappella risulta già esistente nel 1658. È una data asciutta, ma importante: colloca l’edificio dentro la storia lunga di San Secondo e spiega perché, ancora oggi, stia in un punto di passaggio così strategico.
FAQ – Precisazioni sulla Cappella di San Sebastiano a San Secondo
È ai margini del paese, nel punto in cui si biforcano due antiche strade di collegamento tra il centro storico e le frazioni limitrofe
Il fronte è semplice e rifinito ad arriccio rustico a calce. Inoltre davanti c’è un nartece aperto su tre lati, con pilastri squadrati e croce in ferro in sommità
L’aula è coperta da una volta a botte lunettata. Non ci sono finestre laterali e, sulle superfici interne, i saggi stratigrafici lasciano intravedere decorazioni più antiche
La cappella risulta già esistente nel 1658

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



