Cappella di San Giovanni Battista a Borgata Losani: la piccola chiesa del 1714 tra cartigli, dipinti e restauri

Da Alessandro Maldera
Febbraio 07, 2026

La Cappella di San Giovanni di Pinerolo è una visita piccola, ma “parlante”. Si trova in Borgata Losani e, soprattutto, conserva cartigli dipinti che fissano date e interventi con precisione rara. Inoltre la sua storia include un crollo della volta e una ricostruzione recente, quindi l’edificio si legge come un insieme di stratificazioni. Perciò è un’ottima tappa quando cerchi luoghi di borgata, senza effetti speciali.
San Giovanni ai Losani: identikit rapido della cappella
• Origine: costruita nel 1714 per testamento di Giovanni Battista Losano (morto 1712)
• Messe “obbligate”: 24 giugno • 17 luglio • 18 luglio
• Restauri: 1902 • 1938 (rifatto il tetto e innalzato il campanile)
• Dentro: volta a botte con decorazioni a campi azzurri e cartigli dipinti con le date
• Evento recente: volta crollata e ricostruita in parte in anastilosi (2007)
Dove si trova la Cappella di San Giovanni (Borgata Losani)
La cappella è in Borgata Losani, nel comune di Pinerolo. È una costruzione modesta e, tuttavia, resta riconoscibile perché è libera su tre lati: solo sul retro, infatti, un basso fabbricato legato alla casa antistante è addossato alla parete absidale. Inoltre le murature esterne sono finite ad arriccio tinteggiato di bianco e, alla base, si notano problemi di umidità di risalita.
Facciata e campaniletto: cosa notare fuori
La facciata è semplice e leggibile. Al centro c’è una porta lignea a due battenti; ai lati, invece, compaiono due finestrelle rettangolari protette da inferriate. In alto, inoltre, si apre un oculo in mezzeria. Il prospetto termina con lo sporto della copertura in coppi e, subito oltre, svetta il campaniletto.
Il campaniletto è finito anch’esso ad arriccio bianco, presenta quattro monofore per la campana e si chiude con una copertura a padiglione in cemento armato che regge la croce metallica. Quindi, anche se l’insieme è essenziale, ogni elemento è “al suo posto”.
Origine e fondazione: il testamento e l’anno 1714
Il dato chiave è scritto dentro. Un cartiglio dipinto sopra l’ingresso ricorda che Giovanni Battista Losano (morto il 17 luglio 1712) lasciò per testamento l’obbligo di costruire la cappella in onore di Dio e di San Giovanni Battista. Inoltre impose la celebrazione di tre messe annue: il 24 giugno, il 17 luglio e il 18 luglio.
La cappella, quindi, fu realizzata dagli eredi Tommaso e Michele Losano nel 1714. La stessa data ricompare anche in calce al dipinto dell’altare maggiore che raffigura la Madonna col Bambino e San Giovannino: perciò la fondazione non è un’ipotesi, ma un’informazione ribadita più volte.
Restauri e modifiche: 1902, 1938 e la svolta degli anni 2000
La cappella conosce almeno tre momenti moderni da tenere fermi:
- 1902: un cartiglio sulla parete di fondo ricorda un restauro eseguito in quell’anno, collegato a nomi e comunità locali (tra cui D. Buniva e i parrocchiani di San Maurizio)
- Luglio 1938: un altro cartiglio attribuisce a Losano Emilio fu Michele il rifacimento del tetto con decorazione e, inoltre, l’innalzamento del campanile, precisando che prima “non esisteva”
- 2006–2007: una relazione segnala condizioni di stabilità precarie e il crollo della volta; successivamente il soffitto viene ricostruito in parte in anastilosi e, nella zona dell’intervento, la decorazione non viene riprodotta
Di conseguenza, l’interno che vedi oggi è un mix: da un lato conserva lo schema decorativo storico, dall’altro mostra una porzione “neutra” legata al ripristino.
Interno: volta a botte, campi azzurri e cartigli “che parlano”
L’aula è coperta da una volta a botte con unghie per le finestre: tuttavia solo quella a est risulta aperta. Il soffitto, come detto, è stato ricostruito dopo un crollo; perciò una parte è priva della decorazione originaria.
Nel resto della volta, invece, la decorazione alterna campi azzurri bordati da fasce bianco avorio, arricchite da cordoni geometrici rosso scuro. Poco sotto l’imposta corre una cornice lineare bianca, mentre le pareti restano su tonalità giallo crema: quindi la lettura cromatica è semplice, ma ordinata.
Sulla parete di fondo, sopra l’ingresso, è dipinto un grande cartiglio con la data della realizzazione e il nome del fondatore; altri due cartigli, inoltre, registrano restauri e trasformazioni. In pratica, qui la storia è scritta “in chiaro”.
Presbiterio e altare: il dipinto principale e l’arredo essenziale
Al centro della parete absidale domina il dipinto con San Giovanni Battista ragazzino ai piedi della Madonna con il Bambino in braccio. La mensa è semplice e addossata alla parete; davanti, invece, si estende una predella lignea.
L’arredo liturgico è ridotto: alcuni piccoli quadri e oggetti sacri appoggiati sulla mensola dell’altare e, infine, banchi in legno. Quindi non è un interno “ricco”, ma è un interno coerente con la scala della borgata.
Pavimenti e struttura: cementine esagonali e catene di rinforzo
Il pavimento dell’aula è in cementine esagonali beige e nero fumo, bordate lungo le pareti da mattonelle quadrate nelle stesse tinte. L’area absidale è rialzata di un gradino e mantiene la stessa pavimentazione: di conseguenza lo stacco è più di quota che di materiale.
Sul piano strutturale l’edificio è un unico corpo a pianta rettangolare con abside piatto. Le murature sono in pietre miste a laterizi con malta di calce e, inoltre, sono presenti tre catene di rinforzo. La copertura è in coppi su travature lignee: quindi la cappella resta nel solco delle tecniche tradizionali locali.
FAQ – Riferimenti pratici Cappella di Pinerolo a Borgata Losani
Si trova in Borgata Losani, nel territorio comunale di Pinerolo.
La cappella è stata costruita nel 1714, come ricorda un cartiglio dipinto interno legato al testamento di Giovanni Battista Losano.
Sono ricordati interventi nel 1902 e nel 1938; inoltre, dopo il crollo della volta, il soffitto è stato ricostruito in parte in anastilosi nel 2007.
I cartigli dipinti con le date e il dipinto d’altare con Madonna, Bambino e San Giovannino (con data 1714 riportata).
Perché è una tappa di borgata con una storia “scritta sui muri”, tra fondazione settecentesca, restauri novecenteschi e ricostruzioni recenti.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



