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Maurizio Gerbaix de Sonnaz: il generale torinese tra cavalleria sabauda, Risorgimento e politica del Regno

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Da Alessandro Maldera

Febbraio 06, 2026

Nato a Torino nel 1816 e morto nella stessa città nel 1892, Maurizio Gerbaix de Sonnaz è una figura tipica del Piemonte ottocentesco: aristocrazia legata ai Savoia, carriera militare rapida e, poi, passaggio nelle istituzioni del Regno d’Italia. Eppure il suo profilo non è “solo” celebrativo, perché attraversa anche episodi duri e discussi della storia nazionale.

Nome
Maurizio Gerbaix de Sonnaz
Nascita / morte
Torino, 26 novembre 1816Torino, 21 maggio 1892
Titoli
Conte, Marchese de la Roche e di Chatelet, Signore di Mondésir
Famiglia
figlio del conte Giuseppe Maria e di Enrichetta Graneri De La Roche
Snodi
Montebello (1859), campagne 1860–61, incarichi con i Savoia, senatore (1870)

Origini torinesi e fedeltà sabauda: il contesto piemontese

Maurizio Gerbaix de Sonnaz nasce a Torino il 26 novembre 1816, dentro una famiglia aristocratica tradizionalmente vicina a Casa Savoia. Infatti il padre, pur avendo avuto incarichi pubblici in epoca napoleonica, rimane nel solco della monarchia sabauda. E proprio questo legame “di corte” pesa subito: già da bambino, Maurizio viene avviato a un percorso che porta dritto all’uniforme.

Paggio, Accademia Reale e primi gradi: l’avvio della carriera

Grazie alla posizione familiare, viene nominato paggio del principe di Carignano, cioè il futuro re Carlo Alberto. Inoltre, secondo la ricostruzione, diventa primo paggio a undici anni ed è iscritto all’Accademia Reale.

Uscito dall’Accademia nel 1835, entra nel reggimento “Novara cavalleria” come tenente. Quindi rimane nello stesso reparto anche da capitano, promozione che arriva nel 1842. Nel frattempo, nel 1841, sposa la marchesa Luigia Kercadò de Mola, un dettaglio che colloca il personaggio dentro la rete nobiliare piemontese dell’epoca.

1848–1849: la prima guerra e la medaglia d’argento

Quando arrivano le campagne del 1848, la carriera passa dalla teoria alla realtà. Gerbaix de Sonnaz si distingue in più fatti d’arme — Sommacampagna, Berettara, Custoza, Valeggio (24–25 luglio 1848) e, poi, fuori dalle porte di Milano (4 agosto). Di conseguenza ottiene una medaglia d’argento al valor militare e una promozione più veloce: diventa maggiore il 3 ottobre 1848.

Nel 1849 combatte a Novara. Terminata la campagna, però, partecipa anche alla repressione della rivolta di Genova, sotto il comando del generale Alfonso Ferrero della Marmora. Qui emerge un punto chiave: è un ufficiale piemontese che si muove dove lo Stato decide, anche quando il compito è politicamente e socialmente delicato.

Il reggimento “Monferrato”: organizzare la cavalleria piemontese

Nel dopoguerra immediato, l’8 gennaio 1850, riceve un incarico concreto: costituire un nuovo reparto, i “cavalleggeri di Monferrato”. E non è una parentesi breve, perché lo comanda per nove anni, crescendo di grado: prima maggiore, poi luogotenente colonnello (febbraio 1851) e infine colonnello (febbraio 1856). Quindi, passo dopo passo, diventa una figura di riferimento per la cavalleria sabauda.

Montebello 1859: le cariche che valgono la medaglia d’oro

All’inizio della campagna del 1859 (Seconda guerra d’indipendenza), ottiene il comando di una brigata di cavalleria leggera piemontese legata ai reggimenti “Novara” e a un assetto che include anche il contributo di reparti come “Aosta” e squadroni del Monferrato. Il cuore dell’episodio, però, è Montebello (20 maggio 1859).

Qui, con cariche ripetute alternate a manovre difensive, riesce a bloccare l’attacco austriaco guidato dal feldmaresciallo Friedrich von Stadion. Così guadagna tempo perché la fanteria alleata, dislocata a Voghera, possa intervenire e ribaltare lo scontro. Inoltre, nel racconto dell’azione, Gerbaix de Sonnaz rimane leggermente ferito tre volte e scampa alla morte grazie al sacrificio di un volontario che si frappone tra lui e un cacciatore austriaco.

Il risultato è netto:

  • da parte francese riceve la commenda della Légion d’honneur (ed era già cavaliere dal 1852)
  • da parte piemontese ottiene la promozione a maggior generale per merito di guerra e la medaglia d’oro al valor militare, per intelligenza, energia e coraggio nel comando

E quando, poco dopo, la Savoia viene annessa alla Francia, rifiuta di passare nell’esercito francese nonostante sollecitazioni di Napoleone III. Quindi sceglie di restare legato ai suoi sovrani sabaudi: una decisione che lo colloca ancora più “piemontese” nel senso politico del termine.

1860–1861: Perugia, Ancona e poi il Sud tra esercito e ordine pubblico

Nel settembre 1860, al comando della 1ª Divisione attiva, entra in campagna contro le truppe pontificie. Con una marcia rapida raggiunge Perugia il 14 settembre, quasi insieme alla colonna del generale A.M. Schmid. Dopo un combattimento in città, costringe gli avversari a chiudersi nella Rocca Paolina. Tuttavia, dopo trattative e un breve cannoneggiamento, anche la fortezza viene ceduta in giornata.

Il 23 settembre la divisione si unisce alle forze che assediano Ancona. E il 26 occupa le opere esterne di Monte Pelago e Monte Pulito, accelerando la caduta della città (che arriverà pochi giorni dopo). Di conseguenza, il 3 ottobre 1860, viene promosso luogotenente generale per meriti di guerra.

Subito dopo, nella campagna contro il Regno delle Due Sicilie, sbarca a Manfredonia alla testa di una colonna con granatieri, bersaglieri e artiglieria, incaricata di puntare su Napoli aggirando eventuali resistenze da sud. Non trovando ostacoli, si ricongiunge col grosso ad Alife. Tornato al comando della 1ª Divisione il 26 ottobre, riesce ad attestarsi oltre il Garigliano il 2 novembre, anche grazie al supporto del fuoco navale.

Il 4 novembre, alla stretta di Mola di Gaeta (oggi Formia), conduce l’attacco con due reggimenti granatieri e due battaglioni bersaglieri: dopo circa tre ore di lotta, i borbonici vengono sloggiati dalle posizioni. Inoltre tenta una resa dei reparti borbonici sconfinati nello Stato pontificio e, a tale scopo, sbarca anche a Terracina, ma senza esito.

Nello stesso periodo, coordina operazioni dell’esercito contro il brigantaggio nel Mezzogiorno. E in questo quadro viene indicata anche la sua partecipazione all’azione che porta al massacro di Pontelandolfo e Casalduni del 14 agosto 1861, un episodio ancora oggi ricordato come traumatico e controverso. Quindi, qui, la biografia smette di essere lineare: accanto ai meriti militari, restano scelte pesanti.

Per il comportamento “in campagna” e per essersi distinto nell’azione di Mola di Gaeta e negli scontri di confine (tra cui quello del 28 gennaio 1861 a Bauco, oggi Boville Ernica), riceve il 1° giugno 1861 la croce di Grande Ufficiale dell’Ordine Militare di Savoia.

Terza guerra d’indipendenza e comandi: tra errori e incarichi di vertice

Gerbaix de Sonnaz partecipa anche alla terza guerra d’indipendenza (1866). Alla vigilia del conflitto, la sua carriera è già alta: comandi territoriali (Firenze, Genova, Modena) e ruolo di presidente del comitato dell’arma di cavalleria. Nominato comandante della divisione di cavalleria il 10 giugno 1866, il 23 varca il Mincio e ordina una ricognizione che si ferma a Villafranca, per l’erronea convinzione che il nemico si sia ritirato oltre l’Adige. Di conseguenza, il giorno dopo, si arriva alla sfortunata battaglia di Custoza: la sua divisione, posta alle dipendenze del III corpo del generale Morozzo della Rocca, viene trattenuta a Villafranca e impiegata solo tardi e parzialmente, per coprire il ripiegamento.

Pochi giorni dopo, però, viene posto a capo del VII corpo di riserva, con mansioni di generale di corpo d’armata. Inoltre è membro del consiglio dell’Ordine Militare di Savoia nel 1867: quindi resta nel circuito degli incarichi di prestigio.

Torino, Parlamento e corte: deputato, senatore e aiutante di campo

Parallelamente, entra anche nella vita politica. Viene eletto deputato (indicata la VII e la VIII legislatura), con elezione a Cesena nel 1860 e conferma in collegi citati per Perugia. Poi, nel 1869, assume la carica di aiutante di campo di Vittorio Emanuele II.

Nel 1870 il re lo nomina senatore della XI legislatura del Regno d’Italia. In Parlamento rientra nella Categoria 14 (“ufficiali generali di terra e di mare”) e, inoltre, è membro della Commissione di Finanze tra 1876 e 1880. Viene anche ricordata la sua appartenenza alla massoneria.

Sul piano militare, nel gennaio 1872 è posto in disponibilità e nominato aiutante di campo onorario. Richiamato nel 1877, è destinato provvisoriamente al comando militare territoriale di Palermo–Messina e poi al X corpo d’armata di Palermo. Nel 1878 viene nominato primo aiutante di campo onorario da Umberto I. E, poco dopo, chiede di tornare in disponibilità; anni più tardi riceve un’ultima attestazione di stima dalla dinastia con la nomina a primo aiutante di campo generale onorario.

Ultimi anni e morte a Torino (1892)

Negli ultimi anni si ritira a Torino, dove muore il 21 maggio 1892. E questa chiusura “torinese” conta: perché, al di là delle campagne lontane, la sua traiettoria nasce e finisce in Piemonte, dentro la cultura politico-militare sabauda.

FAQ – Gerbaix de Sonnaz: chiarimenti utili

Maurizio Gerbaix de Sonnaz era piemontese?

Sì: nasce e muore a Torino (1816–1892) e costruisce la carriera dentro l’esercito sabaudo, restando legato a Casa Savoia

Per cosa è ricordato nel 1859?

Per la battaglia di Montebello (20 maggio 1859), dove la sua azione di cavalleria gli vale la medaglia d’oro e la promozione per merito di guerra

Che ruolo ebbe nelle campagne del 1860?

Comandò la 1ª Divisione attiva, entrando in Umbria e Marche: Perugia (Rocca Paolina) e poi l’assedio di Ancona, con occupazione delle opere esterne che accelerò la resa

Perché la sua biografia include pagine controverse?

Perché, nel contesto delle operazioni contro il brigantaggio, è indicata la sua partecipazione all’azione che portò al massacro di Pontelandolfo e Casalduni (14 agosto 1861)

Fu anche politico oltre che militare?

Sì: fu deputato (VII e VIII legislatura) e, inoltre, venne nominato senatore nel 1870, con attività anche nella Commissione di Finanze (1876–1880)

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende