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Storia di Cantalupa: origini della Val Noce, monastero di Santa Maria e nascita del Comune tra Savoia e Novecento

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Da Alessandro Maldera

Febbraio 04, 2026

Cantalupa non nasce “di colpo”: cresce a strati, come succede spesso nei paesi di valle. Prima ci sono tracce antiche e insediamenti sparsi, poi arrivano borgate, campi e pastori. In seguito, però, un punto diventa decisivo: il monastero di Santa Maria sopra Frossasco, attorno a cui prende forma l’abitato e la sua identità.

Le svolte che hanno fatto Cantalupa

1721: il feudo di Frossasco viene diviso e nasce il Comune di Cantalupa insieme a Frossasco e Roletto
1928: soppressione del Comune e accorpamento a Frossasco
1954: ricostituzione di Cantalupa come Comune indipendente

Dalle origini antiche ai primi nuclei stabili

Le presenze umane nella valle risalgono all’Età del Bronzo, come hanno confermato ritrovamenti archeologici nella grotta chiamata “Ciumera”. Inoltre, nella tradizione storica locale si ritiene che tra i primi abitanti stanziali ci siano stati i Taurini, spinti a rifugiarsi sui contrafforti pedemontani dopo la pressione bellica legata ad Annibale nel 218 a.C..

Nel tempo, anche l’area più ampia dell’alta Val Noce si popola, seppure con lentezza. Qui, infatti, la vita è pratica: pastorizia e campi. Proprio per questo nascono le borgate, spesso riconoscibili dal nome delle famiglie che vi si stabiliscono: Bianciotti, Coassoli, Druetti, Rossi, Martina.

Il monastero di Santa Maria sopra Frossasco e il centro della storia locale

Se c’è un motore che segna la storia di Cantalupa, è il monastero di Santa Maria sopra Frossasco. Le ipotesi sulla sua nascita non coincidono, e proprio qui sta il punto: una parte degli studiosi collega l’arrivo dei benedettini al 739, quando Abbone avrebbe lasciato in eredità al monastero della Novalesa una “cella” (cioè un piccolo monastero) in questi paraggi. Altri, invece, collocano l’evento dopo il 1029, quando Olderico Manfredi fondò l’abbazia di Susa e donò terreni posseduti a Frossasco.

In ogni caso il monastero esiste e cresce, ed è guidato da un Prevosto. Inoltre, questi prevosti provengono da famiglie signorili dell’epoca: Rossi di Piossasco, De Malingri di Bagnolo, Della Rovere di Vinovo, Signori di Revigliasco. Così, poco a poco, il monastero incrementa il proprio patrimonio fino al 1649.

Poi cambia anche la modalità di nomina: dal 1649 i prevosti vengono indicati dall’Abbazia di Susa; dal 1749 al 1817 la scelta passa all’Arcidiocesi di Torino; successivamente, invece, la nomina spetta al Vescovo di Pinerolo.

Feudi, conti e “castellani”: il potere sul territorio

Attorno al monastero nasce l’abitato e, di conseguenza, si forma un sistema di potere. Per molto tempo Cantalupa dipende dall’autorità dei feudatari di Frossasco: fino al 1560 sono i Conti Mombello, e in seguito arrivano i Conti Provana.

I Provana esercitano il controllo tramite luogotenenti di fiducia, chiamati “castellani”, dotati di poteri praticamente totali. Tuttavia, per gestire i rapporti con i sudditi in modo più diretto, viene favorita la nascita di organi rappresentativi. E qui scatta un passaggio tipico: quando la popolazione entra, anche solo un po’, nella macchina amministrativa, nascono fermenti e desiderio di autonomia.

Non a caso i primi documenti che attestano una partecipazione popolare alla vita amministrativa compaiono solo agli inizi del Seicento. Eppure, proprio da lì, si alimentano aspirazioni libertarie e richieste di autogoverno.

La separazione da Frossasco: 1626–1629 e le tensioni che restano

Nel 1626 le comunità di Cantalupa e Roletto concordano uno strumento per separare i rispettivi territori da quello di Frossasco. L’iniziativa non piace a Frossasco. Tuttavia, alla fine, viene accettata e formalizzata con un atto preciso: il 12 gennaio 1629, a Torino, nella casa del Conte Provana, viene firmato lo “Instromento di transatione e separatione dell’ingionte comunità di Frozasco con le comunità di Roletto e Cantaluppa”.

Eppure l’atto non basta. Le controversie, infatti, continuano anche dopo, segno che la separazione amministrativa non chiude automaticamente i conflitti sul territorio.

L’età sabauda e la nascita del Comune: 1721–1725

Quando Vittorio Amedeo II diventa Re di Sardegna, il governo sabaudo avvia una politica chiara: estendere e consolidare il controllo su tutti i territori del Regno. In questo quadro, nel 1721 il feudo di Frossasco viene smembrato in tre comuni: Frossasco, Cantalupa e Roletto.

Poco dopo, nel 1725, avviene un altro passaggio decisivo: cessa ogni potere civile dei prevosti del monastero, e il territorio passa sotto l’amministrazione del nuovo Comune di Cantalupa. Quindi, da quel momento, il baricentro non è più il monastero come autorità civile, ma l’ente comunale.

Come cambia l’amministrazione: da Pinerolo Provincia al modello moderno

Nel nuovo assetto statale, Pinerolo diventa Provincia guidata da un Intendente Regio. Di conseguenza, per la gestione locale, vengono nominati un Sindaco e due Consiglieri.

Poi, nel 1859, gli organi amministrativi assumono una struttura molto simile a quella attuale: un Consiglio di quindici componenti, un Sindaco e una Giunta. È un salto di organizzazione, e quindi anche di responsabilità, perché rende più stabile la gestione pubblica.

Un paese marginale e lo spopolamento del Novecento

Cantalupa attraversa i secoli senza grandi eventi “da manuale”, e la ragione è semplice: la sua marginalità. La storia, qui, è soprattutto fatta di vita quotidiana e fatica. Eppure nel Novecento arriva una trasformazione pesante: l’emigrazione.

Agli inizi del ’900 il paese si svuota progressivamente. I numeri raccontano bene la botta: dagli 1.800 abitanti del 1890 si passa ai 940 del 1949. Quindi cambia proprio la densità umana del territorio, e cambiano anche economie e relazioni.

1928–1954: soppressione, accorpamento e ritorno all’autonomia

Nel 1928 il Comune di Cantalupa viene soppresso e inglobato nel Comune di Frossasco (insieme a Roletto). Tuttavia questo assetto non dura per sempre: nel 1954 Cantalupa viene ricostituito come Comune indipendente, tornando a un’autonomia amministrativa piena.

Simboli e nome: la lupa nello stemma e il senso del toponimo

Lo stemma e il gonfalone del Comune vengono concessi con decreto del Presidente della Repubblica il 10 febbraio 1986. Lo stemma è descritto come troncato d’oro e di porpora, con una lupa rapace nera attraversante, con dettagli in rosso (lingua e occhi), e con ornamenti esterni da Comune.

Quanto al nome, esistono due letture principali. La più immediata interpreta Cantalupa come “la località dove una lupa cantava”. Un’altra ipotesi, invece, fa risalire il toponimo a un’origine gallica e lo collega al significato di “roccia sopra le alture

FAQ – Risposte su Cantalupa nel tempo

Quando nasce il Comune di Cantalupa?

Il Comune nasce nel 1721, quando il feudo di Frossasco viene smembrato in tre comuni: Frossasco, Cantalupa e Roletto.

Che ruolo ha avuto il monastero di Santa Maria sopra Frossasco?

È stato centrale: attorno al monastero cresce l’abitato e per secoli i prevosti esercitano un potere importante, fino alla perdita del potere civile nel 1725.

Perché si parla di separazione da Frossasco nel Seicento?

Perché nel 1626 Cantalupa e Roletto avviano un percorso di separazione territoriale, formalizzato il 12 gennaio 1629 con un atto firmato a Torino.

Cosa succede a Cantalupa nel Novecento?

Il paese si svuota per emigrazione: da 1.800 abitanti (1890) scende a 940 (1949). Inoltre il Comune viene soppresso nel 1928 e poi ricostituito nel 1954.

Da dove viene il nome “Cantalupa”?

Secondo un’interpretazione semplice significherebbe “il luogo dove una lupa cantava”. Un’altra lettura lo collega a un’origine gallica con il senso di “roccia sopra le alture”.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende