La Cappella dei Santi Giovanni e Michele di Roletto (Galetti): posizione, struttura e interno “a cielo stellato”

Da Alessandro Maldera
Febbraio 04, 2026

La Cappella dei Santi Giovanni e Michele di Roletto, chiamata anche San Michele Arcangelo o Galetti, è una di quelle soste che durano poco ma restano in testa. Infatti nasce in prossimità dell’abitato, su un crocevia storico tra le strade che collegano Pinerolo e le frazioni vicine. Oggi, però, la trovi al centro di una rotatoria, isolata su quattro lati: una posizione curiosa che rende l’edificio immediato da leggere e fotografare.
Piccola fuori, precisa dentro: identikit della cappella di Roletto
- Dove: vicino all’abitato, su un crocevia storico tra Pinerolo e le frazioni
- Oggi: edificio isolato su quattro lati, al centro di una rotatoria
- Segno esterno: nartece aperto sotto copertura prolungata
- Interno: volta azzurra “a cielo stellato” + croce raggiante nel tondo centrale
- Dettaglio in abside: piccolo quadro di San Michele Arcangelo
- Memoria: citata in elenco di cappelle nel 1835
Dove si trova e perché è “un punto di passaggio”
La cappella sorge vicino al paese, in un’area dove convergono strade storiche di collegamento: via Roma e via Roncaglia. Quindi non è un edificio “di campagna” nascosto: è un segnale urbano, riconoscibile. Inoltre oggi è collocata al centro di una rotatoria stradale, con area inghiaiata e bordo esterno pavimentato: dettaglio pratico che spiega perché la cappella risulti libera su tutti e quattro i lati.
Esterno: nartece aperto e facciata essenziale
La costruzione è semplice e compatta, ma ha un elemento che la distingue: un nartece molto aperto, ottenuto prolungando la copertura. Davanti, infatti, il tetto poggia su due pilastri tozzi a base quadrata, creando una piccola “soglia” riparata.
Le murature esterne sono finite ad arriccio tinteggiato di bianco. La facciata, invece, è scandita da due lesene angolari appena accennate e da un ingresso centrale con porta in legno. Ai lati si aprono due finestre rettangolari protette da grate. Sopra la porta compare una finestra lunettata, ripetuta anche sul fianco sud: un segno minimo, però utile per riconoscere l’edificio.
Interno: volta a botte e “cielo” dipinto
Dentro la cappella l’atmosfera cambia. L’aula è coperta da una volta a botte ribassata, con due unghie previste per le finestre: tuttavia è realizzata solo l’apertura sul lato sud. Il soffitto è dipinto di azzurro chiaro con molte stelline blu; al centro spicca un tondo blu con una croce raggiante. È un dettaglio semplice, ma dà subito identità allo spazio.
Le pareti, tinteggiate di bianco e oggi in parte degradate, ospitano su ciascun fianco due grandi croci patenti. In alto corre una cornice in stucco color ocra. Inoltre le aperture sono rifinite con cornici grigio chiaro, lo stesso tono usato sulla parete absidale, dove è incorniciato un piccolo quadro con San Michele Arcangelo. Ai lati si trovano due quadretti sacri e, agli spigoli, le statue di Cristo e della Madonna.
Presbiterio e arredi: essenzialità “da cappella di strada”
Il presbiterio è coerente con la scala dell’edificio. L’altare attuale è una mensa semplice: un tavolino coperto da un mantile azzurro, con struttura metallica decorata da modeste cesellature a tema sacro. Completano l’insieme due inginocchiatoi e i banchi in legno: quindi l’interno punta più sulla riconoscibilità che sulla monumentalità.
Pavimenti e struttura: Luserna fuori, gres dentro
Anche i pavimenti raccontano la differenza tra “soglia” e aula. Nel nartece trovi lastre rettangolari di pietra di Luserna. L’aula, invece, è pavimentata con piastrelle in gres porcellanato posate a lisca di pesce.
Dal punto di vista costruttivo, la cappella ha pianta rettangolare a navata unica con abside piatto. Il tetto è a capanna, con copertura in coppi su travature lignee. Le murature sono probabilmente in pietre miste e laterizi legati con malta di calce. Inoltre non risultano catene di rinforzo: informazione utile per capire la “natura” leggera dell’edificio.
Una data utile: 1835
La cappella è ricordata nel 1835 in un elenco delle cappelle rientranti nella giurisdizione parrocchiale. Quindi almeno nell’Ottocento è già abbastanza definita da essere registrata come luogo di culto sul territorio.
FAQ – Cappella dei Santi Giovanni e Michele: come orientarsi
In prossimità dell’abitato, su uno storico crocevia; oggi è al centro di una rotatoria ed è libera su quattro lati
Il nartece aperto sotto la copertura prolungata, la facciata bianca essenziale e la finestra lunettata sopra l’ingresso
La volta azzurra con stelline blu e il tondo centrale con croce raggiante, che crea l’effetto “cielo”
Un piccolo quadro raffigurante San Michele Arcangelo, incorniciato sulla parete absidale
Sì: la cappella è ricordata nel 1835 in un elenco delle cappelle della giurisdizione parrocchiale

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



