Mole24 Logo Mole24
Mole24 » Storia » Storia di Rocca Canavese: il presidio militare che difendeva la valle di Corio

Storia di Rocca Canavese: il presidio militare che difendeva la valle di Corio

Alessandro Maldera Avatar

Da Alessandro Maldera

Gennaio 29, 2026

La storia di Rocca Canavese affonda le radici in un passato millenario, in cui il borgo fu presidio militare, centro di contese feudali e infine parte dei domini sabaudi. Il nome stesso, “Rocca”, richiama la presenza di un castello strategico, costruito nel XII secolo per difendere l’accesso alla vallata di Corio. Oggi, tra ruderi, chiese romaniche e memorie del Novecento, Rocca Canavese continua a raccontare una storia di identità, resistenza e trasformazioni.

Origini antiche e Medioevo

Le prime tracce storiche di Rocca Canavese risalgono ai Longobardi, che qui insediarono un presidio. Successivamente il borgo entrò a far parte della Marca d’Ivrea, con il torrente Malone a segnare il confine naturale tra quest’area e la Marca di Susa.

Con il passare dei secoli, il potere passò ai conti del Canavese, poi ai Biandrate e ai Valperga, famiglie protagoniste delle lotte tra guelfi e ghibellini. Nel 1252 nacque la Confederazione del Canavese, alleanza che però si divise presto: i Valperga si schierarono con i ghibellini e i Biandrate, mentre i San Martino sostennero i Savoia e i principi d’Acaja.

Il castello: cuore difensivo del borgo

  • XII secolo → costruzione del castello come presidio strategico per controllare i passaggi dalla valle di Corio.
  • 1307 → i Cavalieri cedettero il feudo ai Savoia-Acaja, sancendo l’inizio del legame sabaudo.
  • 1552 → i francesi distrussero la Rocca durante le guerre d’Italia.
  • XVII secolo → il castello venne ricostruito più a valle, ma non sopravvisse alle continue incursioni.

Oggi restano ruderi suggestivi, mura che testimoniano secoli di battaglie e ricostruzioni, immersi in un paesaggio che ancora evoca la sua funzione di baluardo.

Architettura religiosa e identità culturale

Il borgo custodisce importanti edifici di culto:

  • Cappella della Confraternita di Santa Croce (XI secolo), parte del primitivo castrum.
  • Campanile di Sant’Alessio, esempio di romanico canavesano, situato nell’attuale cimitero.
  • Chiesa parrocchiale dell’Assunzione di Maria Vergine, che conserva arredi e opere di pregio.

Questi luoghi non sono solo testimonianze artistiche, ma anche punti di riferimento spirituali per la comunità.

Rocca Canavese tra Savoia e tempi moderni

Dopo secoli di contese, Rocca entrò stabilmente sotto i Savoia nel XVII secolo. Il dominio sabaudo portò maggiore stabilità politica e inserì il borgo in un sistema amministrativo più ampio, anche se le incursioni e i saccheggi non cessarono del tutto.

Nel corso dell’Ottocento e del Novecento, Rocca visse una fase di trasformazione: la costruzione di infrastrutture come il ponte sul Malone del 1722, lo sviluppo agricolo e la nascita di piccole attività artigianali segnarono il cambiamento della comunità.

Vicende del Novecento

Un episodio drammatico fu il disastro della fabbrica di fiammiferi Phos (1924), che scosse l’intera popolazione. Questi eventi, uniti alle difficoltà economiche e sociali, hanno lasciato un segno profondo nella memoria locale.

FAQ – Rocca Canavese: curiosità e risposte sulla sua storia

Quando fu costruito il castello di Rocca Canavese?

Agli inizi del XII secolo, con funzione di difesa strategica per la valle di Corio

Chi furono i primi signori di Rocca Canavese?

I Longobardi, seguiti dai conti del Canavese e dai Biandrate.

Cosa resta oggi del castello?

Soltanto alcuni ruderi perimetrali, che rappresentano una testimonianza storica di grande fascino.

Quali famiglie dominarono Rocca Canavese nel Medioevo?

I Biandrate, i Valperga e, dal XIV secolo, i Savoia.

Quali monumenti religiosi sono visitabili oggi a Rocca Canavese?

La parrocchiale Assunzione di Maria Vergine, la cappella di Santa Croce e il campanile romanico di Sant’Alessio.

Continua a leggere le notizie di Mole24, segui la nostra pagina Facebook e iscriviti al nostro canale WhatsApp
Alessandro Maldera Avatar

Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende