Mole24 Logo Mole24
Mole24 » Territorio » Chiesa della Natività di Maria Vergine di Pramollo: la chiesa ottocentesca “fuori mano” che sorprende

Chiesa della Natività di Maria Vergine di Pramollo: la chiesa ottocentesca “fuori mano” che sorprende

Alessandro Maldera Avatar

Da Alessandro Maldera

Gennaio 29, 2026

Pramollo ha chiese che devi “andarti a prendere”, e questa è una delle più scenografiche. La Chiesa della Natività di Maria Vergine sta in posizione più remota rispetto alle borgate principali, ma proprio per questo si vede e si capisce bene. Inoltre fuori è ordinata e classica, mentre dentro gioca forte con cupola e decorazioni. Quindi, se vuoi una tappa netta e leggibile, sei nel posto giusto.

Schema pratico sulla chiesa di Pramollo

• Posizione: area prativa vicino alla Strada Provinciale, più remota rispetto alle borgate
• Facciata: 4 colonne, nicchie con San Maurizio e Santa Barbara, portone ligneo intagliato
• Segno distintivo: cupola su tamburo ottagonale con finestre rettangolari
• Dentro: lacunari esagonali, cantoria dipinta, pala della Natività in presbiterio

Dove si trova e perché sembra lontana da tutto

La chiesa è collocata in un’area prativa a ridosso della Strada Provinciale, in una zona più appartata rispetto al resto del comune. L’edificio è orientato lungo l’asse nord–sud ed è libero su tre lati, quindi lo “leggi” subito appena ti fermi. In pratica: arrivi, parcheggi con buon senso, e l’impatto è immediato.

Pramollo: percorso consigliato tra borgate e natura Una traccia concreta per scegliere cosa vedere e collegare le soste con un ordine sensato, tra strade di valle, punti panoramici e tappe “vere”, senza dispersioni. Cosa vedere a Pramollo

La facciata: colonne, nicchie e una cupola che si annuncia da fuori

Il fronte è costruito come una quinta teatrale, però senza sbruffonaggine. Quattro colonne tonde richiamano un gusto ionico, poggiano su un basamento in pietra e sostengono una trabeazione aggettante con architrave, fregio e cornice ornamentale. Sopra compare un frontone con bordo superiore piano e scritta di dedicazione; oltre, si impone il tamburo ottagonale della cupola, forato da finestre rettangolari contenute.

Tra le colonne, i campi di facciata sono rifiniti a bugnato liscio. Ai lati, invece, due nicchie ospitano le statue di San Maurizio e Santa Barbara, con relative scritte. Al centro c’è il portone ligneo a due battenti, lavorato con specchiature intagliate: semplice, ma curato.

I prospetti laterali si raccordano al fronte con muri obliqui che già anticipano una cosa importante: la pianta non è “a corridoio”, è pensata come impianto centrale. All’esterno le murature sono finite ad arriccio tinteggiato in ocra tenue; tuttavia, nella parte alta, la tinta risulta più dilavata e sbiadita, segno del tempo e del meteo di valle.

Entrando: la cupola e le decorazioni che “alzano” lo spazio

Appena oltre l’ingresso, la zona è coperta da una corta volta a botte. Poi, sopra l’aula, arriva lei: la grande cupola, decorata con lacunari esagonali che diventano più piccoli salendo. Di conseguenza l’altezza sembra maggiore di quella reale, ed è un trucco riuscito.

Le pareti alternano campi in rosa tenue e paraste grigie, con bordature bianche che riquadrano le specchiature. Nei riquadri compaiono croci patenti e immagini sacre; più in alto, affreschi con simbologie religiose completano l’insieme. Sul fondo è addossata una bussola lignea; sopra, la cantoria si riconosce per pannelli decorati con motivi floreali e strumenti musicali.

Presbiterio e altare: pala della Natività, finti marmi e ciborio

Il presbiterio è impostato con due palchi nella parte centrale e una chiusura “a quinta” verso la parte terminale. Le pareti sono scandite da paraste e archi con decorazioni fitomorfe disposte con ordine geometrico. Al centro domina la pala d’altare dedicata alla Natività di Maria Vergine, che dà nome e senso alla chiesa.

L’altare maggiore è in muratura ma rifinito a imitazione di marmi policromi marezzati. La mensa è rialzata con tre gradini in marmo grigio chiaro venato. Sopra, il ciborio sostiene il crocifisso; sotto, si nota il tabernacolo con sei candelieri dorati. Inoltre l’arredo liturgico include mensa lignea attuale con mantile ricamato, ambone, seggio, pulpito ligneo, confessionali e banchi.

Un dettaglio che vale: il fonte battesimale proviene dall’antica chiesa, e anche il pulpito (in marmo) risulta conservato in un locale oggi usato come deposito. Quindi parte della “memoria materiale” è ancora lì, anche se non sempre in vista.

Pavimenti, cappelle laterali e cappella invernale

La pavimentazione dell’aula è fatta con lastre rettangolari di pietra grigia posate ortogonalmente. Il presbiterio, invece, è separato da una balaustra a semicerchio e dal relativo gradino, e usa bargioline quadrate a scacchiera diagonale: cambio netto, e funziona. La cappella invernale ha pavimento in assito di larice, quindi più caldo e “di stagione”.

Le cappelle laterali sono due e si rispondono:

  • a sinistra l’altare di San Giuseppe, con dossale a trompe-l’oeil e finti marmi, festoni e decorazioni
  • a destra l’altare dedicato alla Vergine Maria, impostato in modo analogo

Nella cappella invernale ricompaiono riquadri con cornici più elaborate, zoccolatura dipinta a somiglianza della pietra grigia bocciardata e altre rappresentazioni sacre. L’altarino è arricchito da candelabri dorati; però la mensa è volutamente semplice, quasi domestica.

Struttura e campanile: come regge e come si presenta

La chiesa nasce da una pianta centrale da cui si sviluppa il corpo del presbiterio, chiuso da abside emiciclica. La sezione mostra un volume centrale che si amplia a circa metà altezza; la copertura è fatta da falde triangolari che insistono sul tamburo ottagonale. Le murature sono presumibilmente in pietra e laterizi con malta di calce, e c’è una catena di rinforzo in corrispondenza dell’arcone, a metà presbiterio.

Le coperture sono in lose su travature lignee, scelta coerente con la montagna. Il campanile, a pianta quadrata, è sul lato est a ridosso del presbiterio: tre livelli separati da cornici aggettanti, una finestrella rettangolare in basso e monofore per le campane al piano superiore. In cima, un tetto a padiglione in lose con croce metallica chiude il profilo.

Storia: la “terza chiesa” e gli interventi nel tempo

Nell’Ottocento si arriva alla necessità di innalzare una terza chiesa per Pramollo. Nel 1841 il vescovo Chervaz ottiene che i cattolici, sostenuti anche da elargizioni della Casa Savoia, possano costruire più in basso e vicino alle proprie abitazioni una nuova chiesa dedicata alla Natività di Maria Santissima. Il progetto viene affidato a Tommaso Onofrio da Canelli, ingegnere idraulico e architetto legato alla Real Casa.

I lavori portano alla consacrazione del 29 ottobre 1843, e da quel momento la chiesa precedente sulle alture viene progressivamente abbandonata. Nel 1845 l’edificio risulta ancora “nuovo”, mentre tra 1852 e 1853 si interviene con graticelle alle finestre verso ponente. Nel 1859 un uragano provoca danni alla cupola e anche a parti esterne come muro del giardino e piazzale, richiedendo riparazioni. In tempi recenti, nel 2002, vengono eseguite manutenzioni importanti: ripassatura del tetto, sostituzione di gronde e discese, lavori su campanile e facciate, segno che la chiesa continua a essere seguita e tenuta viva.

FAQ – Prima di andarci: chiarimenti utili

Dove si trova la Chiesa della Natività di Maria Vergine di Pramollo?

È in posizione più remota rispetto alle borgate, in area prativa vicino alla Strada Provinciale, ed è facile da individuare perché la facciata e la cupola “spiccano” subito

Qual è il dettaglio esterno più riconoscibile?

Le quattro colonne in facciata e, sopra, il tamburo ottagonale della cupola con finestre rettangolari, oltre alle nicchie con San Maurizio e Santa Barbara

Com’è l’interno: semplice o decorato?

È decisamente decorato: cupola con lacunari esagonali, paraste, riquadri con croci patenti e immagini sacre, più cantoria con pannelli dipinti

Cosa c’è nel presbiterio che vale lo sguardo?

La pala della Natività di Maria Vergine e l’altare con finti marmi policromi, mensa rialzata su gradini e ciborio che sorregge il crocifisso

Perché si parla di “terza chiesa” a Pramollo?

Perché nell’Ottocento si decide di costruirne una nuova più in basso e vicino alle case dei cattolici: progetto avviato nel 1841, consacrazione nel 1843 e poi interventi e manutenzioni nel tempo

Continua a leggere le notizie di Mole24, segui la nostra pagina Facebook e iscriviti al nostro canale WhatsApp
Alessandro Maldera Avatar

Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende