Presepe meccanico di Piscina: la storia della famiglia Panino e l’allestimento che anima il Natale del paese

Da Alessandro Maldera
Gennaio 28, 2026

Il presepe meccanico di Piscina non è nato “per il pubblico”: è cominciato come passione domestica e, anno dopo anno, è diventato una tradizione collettiva. Oggi l’allestimento, legato alla famiglia Panino, viene ospitato dalla parrocchia di San Grato Vescovo e richiama proprio per i suoi movimenti: cascate, animali, lavoratori e perfino il passaggio dal giorno alla notte. Inoltre racconta un dettaglio raro: l’incontro tra radici molisane e paesaggio pinerolese.
I segnali da cercare mentre lo guardi
– Identità: tradizione molisana fusa con paesaggi del Pinerolese
– Effetti: cascate, animali e mestieri in movimento, giorno/notte
– Materiali: costruzione con recupero (es. sughero usato per le strutture)
– Ritorno pubblico: 2000, ripristino e nuova esposizione accanto a San Grato
La storia del presepe meccanico di Piscina: da passione privata a rito del paese
All’origine c’è Antonio Panino, nato nel 1921 a Vinchiaturo (Campobasso) e poi trasferito in Piemonte per lavoro. Era operaio, però fuori dai turni costruiva presepi e si divertiva a creare anche meccanismi e piccoli dispositivi in movimento. Così, già negli anni Sessanta, il presepe era “di casa”, ma iniziò a diventare una curiosità locale: molte persone passavano a vederlo, perché era considerato il primo presepe meccanico del Pinerolese.
Negli anni Settanta, inoltre, lo spazio domestico non bastò più. Perciò l’allestimento venne trasferito in una sala comunale, dove poté crescere e migliorare: aumentò la parte scenografica, e anche l’aspetto meccanico fece un salto grazie all’aiuto del fratello Romolo. Da lì in avanti, il presepe smette di essere un “oggetto” e diventa un appuntamento.
Cosa rende unico questo presepe: movimento, scenografie e materiali di recupero
Il cuore del presepe meccanico di Piscina è la dinamica: non guardi solo una scena, ma osservi un piccolo mondo che cambia. Infatti compaiono cascate, pecorelle brucanti, lavoratori in attività e il passaggio dal giorno alla notte, elemento che dà ritmo all’intera narrazione.
Inoltre c’è un dettaglio che oggi suona moderno, anche se allora non si chiamava così: il presepe è stato costruito con materiali di recupero. Non era “riciclo” per moda, era praticità e inventiva. Tra gli esempi più citati c’è il legno di sughero sardo, usato per molte costruzioni, spesso arrivato grazie ad amici e conoscenze.
Un presepe che mescola Molise e Piemonte: perché parla anche di identità
Questo allestimento non si limita alla Natività “standard”. Accanto ai personaggi e alle ambientazioni tipiche, infatti, entrano nel presepe i luoghi cari ai costruttori: scorci che ricordano paesini molisani, ma anche le montagne del Pinerolese e persino suggestioni di borghi liguri. Di conseguenza il presepe diventa un ponte: una tradizione portata da lontano, che però si adatta al territorio e finisce per rappresentarlo.
È anche per questo che, col tempo, il presepe viene vissuto come patrimonio comune: una piccola storia di migrazione e integrazione che si trasforma in rito natalizio.
Dalla parrocchia ai magazzini e ritorno: cosa succede negli anni Novanta
Nei primi anni Novanta il presepe venne rimontato in modo ridotto, in una stanzetta vicino alla parrocchia di San Grato Vescovo. Tuttavia quello spazio non era adatto alla frequentazione del pubblico. Quindi l’opera fu smontata e riposta nei magazzini della chiesa, e per un periodo la tradizione rischiò di spegnersi.
Il 2000: il ritorno del presepe meccanico grazie alla parrocchia
La svolta arriva nel 2000. Per volontà del parroco don Giuseppe Pronello e, soprattutto, su richiesta dei cittadini che ne sentivano la mancanza, il presepe viene restaurato e riportato in esposizione nei locali di via Umberto I, adiacenti alla parrocchia.
A occuparsene sono Antonio Panino (nipote omonimo) e il cugino Claudio (figlio di Antonio, il primo costruttore). Lavorano per circa un anno, anche grazie all’aiuto di amici e concittadini. E qui la scelta è netta: niente rivoluzioni sceniche, perché l’obiettivo era conservare lo spirito originale e mantenere viva l’opera dei “papà”, nel frattempo scomparsi.
In seguito, inoltre, il presepe viene donato alla parrocchia, che continua a ospitarlo e a esporlo ogni anno, anche grazie alla manutenzione e alla cura costante.
Dove si trova e quando si visita: informazioni pratiche
Il presepe meccanico di Piscina si trova nei locali vicini alla Parrocchia di San Grato Vescovo, dove è collocato dal 2000. La visita è indicata come a ingresso libero e, nella tradizione recente, resta visibile fino al 6 gennaio, con fascia oraria 15:00–17:00. Inoltre, per visite fuori orario, è previsto un contatto telefonico (informazione utile se stai organizzando un giro in paese).
FAQ – Domande e risposte sul presepe meccanico
Nasce negli anni Sessanta come presepe di casa costruito da Antonio Panino, poi ampliato e reso sempre più scenografico
Perché include scene in movimento (cascate, animali, lavoratori) e un effetto narrativo come il passaggio dal giorno alla notte
È esposto nei locali vicini alla Parrocchia di San Grato Vescovo, dove è stato collocato dal 2000
Il presepe è stato riproposto nel 2000 anche per la richiesta dei cittadini che ne sentivano la mancanza, oltre alla volontà del parroco don Giuseppe Pronello
Oltre alla Natività, trovi scorci che richiamano i paesi molisani, le montagne del Pinerolese e suggestioni di borghi liguri, segno di una tradizione che si è fusa col territorio

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



