Palazzo Comunale di Cavour in piazza Sforzini: storia, trasformazioni e curiosità del Municipio

Da Alessandro Maldera
Gennaio 25, 2026

Il Palazzo Comunale di Cavour non è solo un edificio pubblico: è un riassunto “in pietra” della storia locale. Infatti, tra incendi, ricostruzioni e ampliamenti, il Municipio ha cambiato volto più volte. Inoltre, qui si sono concentrati servizi, vita politica e perfino episodi legati alla guerra. Oggi, in piazza Sforzini, resta uno dei punti più riconoscibili del centro.
Palazzo Comunale: tre secoli in poche righe
Dove si trova e perché è un luogo simbolo
Il Municipio si affaccia su piazza Sforzini (storicamente indicata anche con denominazioni precedenti), cioè il cuore dell’abitato. Proprio per questo, nel tempo è diventato la sede naturale delle decisioni comunitarie e dei principali servizi civici.
1690: il rogo e gli archivi perduti
Secondo le memorie storiche citate da Alessio, nel 1690, durante l’incendio di Cavour ad opera delle truppe francesi guidate dal Catinat, andarono distrutti anche l’archivio e la Casa della Comunità. Di conseguenza, bruciarono registri, deliberazioni e documenti amministrativi: una ferita enorme per la memoria cittadina.
Adunanze “provvisorie” nelle chiese
Dopo quell’evento, per alcuni anni il Consiglio dovette arrangiarsi. Così, le adunanze si svolsero nelle chiese risparmiate: ora in Santa Maria delle Grazie (poi indicata anche come dei SS. Nomi di Gesù e Maria), ora in Santa Croce.
1699: nasce una nuova Casa della Comunità
La svolta arriva nel 1699: con atto del 3 gennaio, la Comunità acquistò la casa dei coniugi Morello e Luserna per 900 lire ducali. Da quel momento, finalmente, Cavour tornò ad avere una sede stabile per riunioni e gestione pubblica.
1788: la ricostruzione e il progetto Arbora
Più tardi, nel 1788, la piazza venne riorganizzata perché giudicata troppo “ristretta”. Fu abbattuta una casa e si ricostruì la Casa della Comunità su progetto dell’architetto Giovanni Antonio Arbora di Pinerolo, sotto la supervisione dell’intendente Carlo Vittorio Pagan. Nelle fonti compare anche il riferimento a murature “antiche” con armi di Casa Savoia, segno di stratificazioni precedenti.
Ottocento: un nuovo progetto e il portico del 1876
All’inizio dell’Ottocento venne elaborato un ulteriore progetto per il Municipio dall’architetto Vittorio Buffa del Perrero (che fu anche sindaco tra 1828 e 1831). Infine, nel 1876 si realizzarono le quattro arcate del portico, elemento che ancora oggi caratterizza l’impatto visivo dell’edificio.
1903: “qui c’è tutto”, il racconto di un viaggiatore
Nel 1903, un giornalista tedesco (dott. Reinhold von S.) descrisse il Municipio come una casa modesta ma ampia, preceduta da un “bel porticato”. Sottolineò che lì “c’era tutto”: posta, telegrafo, uffici comunali, pubblica assistenza e altro ancora. Inoltre raccontò l’atmosfera delle sale e la presenza di un caffè-ristorante, dove si fermò a mangiare in modo semplice ma, a suo dire, eccellente.
Tra Casa Littoria e guerra: anni difficili e funzioni militari
Nei primi decenni del Novecento, in epoca fascista, venne realizzata a ridosso del Municipio la Casa Littoria, insieme ad altre costruzioni d’angolo tra via Borgi e via Conte di Cavour. Il progetto fu seguito dal geometra Mazzola, impresario torinese.
Poi, tra 1940 e 1945, l’area del Municipio ospitò comandi militari: tedeschi, repubblichini e anche il comando e la scuola guida del 1° gruppo Squadroni Nizza Cavalleria. In particolare, nella Casa Littoria si tenevano lezioni teoriche legate alle autoblindo.
1952: i busti di Cavour e Giolitti (con Croce ed Einaudi)
Nel 1952 sulla facciata principale furono collocati i busti del Conte Camillo Benso di Cavour e di Giovanni Giolitti, opere dello scultore Giovanni Battista Alloati. Le epigrafi furono dettate da Benedetto Croce e l’inaugurazione avvenne alla presenza del Presidente della Repubblica Luigi Einaudi.
Restaurazioni e trasformazioni: dal 1980 al restyling 2009
Dopo il 1980 partirono grandi lavori che rinnovarono interni ed esterni. Negli anni ’90, inoltre, l’ufficio postale venne spostato in via Roma e furono recuperati a uso comunale locali prima destinati a residenza privata, con l’installazione del primo computer per il servizio anagrafico.
Venne riordinato anche l’Archivio Storico nel sottotetto. Dal 2002 iniziarono altri interventi per recuperare le sale storiche del primo piano e riorganizzare il pianterreno: tra i risultati, il Salone Polivalente con Sala del Consiglio, Sala Lettura e punto “Giovani in Rete”. L’ultimo restyling citato risale al 2009.
FAQ – Palazzo Comunale: le domande più comuni
Si trova in piazza Sforzini, nel centro del paese, ed è riconoscibile anche per il portico con arcate.
Perché durante l’incendio legato al passaggio delle truppe francesi vennero bruciati archivi e registri della Comunità, cioè una parte enorme della memoria amministrativa.
Sono i busti di Camillo Benso di Cavour e Giovanni Giolitti, collocati nel 1952 con epigrafi dettate da Benedetto Croce.
Fu costruita in epoca fascista a ridosso del Municipio e, durante la guerra, ospitò anche attività legate a comandi e lezioni militari.
Le fonti citano un ultimo restyling nel 2009, dopo una lunga stagione di interventi iniziata dal 1980 e proseguita con lavori importanti dal 2002.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



