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Chiesa di San Pietro in Vincoli di Villar Perosa: dalla parrocchia medievale alla grande cupola in rame

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Da Alessandro Maldera

Gennaio 19, 2026

La Chiesa di San Pietro in Vincoli è la parrocchiale di Villar Perosa, in area pinerolese. Non è solo “una chiesa di paese”: infatti nasce da documenti medievali, attraversa le guerre di religione e poi diventa, nel Settecento, un edificio monumentale. Inoltre è riconoscibile da lontano per cupola e campanili gemelli.

Scheda su date chiave, elementi architettonici e curiosità

Indirizzo: via Rubino 5, Villar Perosa
Prime citazioni: 1078 (donazione ad Abbazia di Pinerolo), 1131 (riconferma), 1249 (atto feudale con citazione della chiesa)
Chiesa attuale: cantiere avviato nel 1709, consacrazione 27 settembre 1716
Segni distintivi: facciata concava, campanili gemelli, cupola ellittica alta circa 42 m
Novecento: rame su cupola e campanili (1912), carillon 8 campane in Mi maggiore (1929), organo 937 canne (1934), restauri colori originari (1985–87)

Dove si trova e perché colpisce subito

L’indirizzo è semplice: via Rubino 5, Villar Perosa. La chiesa, tuttavia, non è “attaccata al centro” come molte parrocchiali: sta su un poggio tra prati e vegetazione, ed è libera su tutti e quattro i lati. Inoltre l’orientamento è lungo l’asse nord–sud, e sul lato est si riconosce la casa parrocchiale.

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Le origini: una parrocchia già attestata nell’XI secolo

La comunità cristiana di Villar Perosa compare molto presto. Infatti la parrocchia è citata nel 1078, quando si parla della conferma di una donazione della marchesa Adelaide a favore dell’Abbazia di Pinerolo. Poco dopo, nel 1131, un’ulteriore conferma del possesso viene collegata ad Amedeo, figlio del conte Umberto di Savoia.

Nel 1249, inoltre, un documento cita esplicitamente la chiesa con la formula “sub porticu ecclesie Sancti Petri de Uilario”, in un atto legato alla vendita del feudo da parte di Stefano Ponza di Villar all’abate Ardizzone. Di conseguenza, la dedicazione a San Pietro è già ben radicata nei secoli centrali del Medioevo.

Tra Cinquecento e Seicento: confraternite, Valdesi e ritorno cattolico

Le notizie continuano nei secoli successivi. Negli anni 1530/54, per esempio, è ricordato come parroco don Agostino Rubiani. Nel 1585, inoltre, a Villar risulta attiva una confraternita, segno di una vita religiosa organizzata.

Poi arriva la fase più “spigolosa”: durante le guerre di religione la parrocchia passa ai Valdesi. Nel 1608 viene costruito un tempio, secondo tradizione vicino all’attuale parco della Villa Agnelli, che però viene demolito nel 1624. Nel 1632, invece, il frate Maurizio da Ceva rioccupa la chiesa: fa abbattere il campanile valdese e torna a celebrarvi la messa. A quel punto il quadro cambia, e la storia locale vira verso una ricattolicizzazione progressiva.

La chiesa attuale: cantiere 1709 e consacrazione 1716

La chiesa antica, secondo la tradizione, era collocata presso la cosiddetta “casa del maggiordomo” della villa Piccon (poi Agnelli). Tuttavia, poco più in alto, tra 1711 e 1716 prende forma l’edificio che vedi oggi.

Il cantiere, infatti, viene avviato nella primavera del 1709 e porta alla consacrazione del 27 settembre 1716. La costruzione è legata a Vittorio Amedeo II, che sostiene l’opera anche come segnale di forza e presenza in valle; inoltre si inserisce nel clima di grandi imprese sabaude dello stesso periodo. Per il progetto, viene indicato l’architetto Antonio Bertola, figura chiave tra architettura civile e militare.

Accanto al sostegno regio, però, pesa anche la componente locale: i fratelli Francesco Giuseppe e Luigi Piccon, ricchi proprietari (poi conti), partecipano al concorso economico e sociale dell’impresa. Di conseguenza, la chiesa diventa un simbolo “doppio”: monarchia e valle, insieme.

Un edificio “fuori scala” per una valle: facciata, cupola e campanili

La prima cosa che noti è la facciata concava, rivolta a sud-ovest. Inoltre è divisa in due registri da una cornice marcapiano e scandita da lesene binate. Al centro si apre il portale, ricco di decorazioni; sopra, invece, compare una finestra che porta luce alla navata, chiusa da un timpano spezzato e movimentato.

Ai lati spiccano i due campanili gemelli, con cornici e aperture slanciate. Tuttavia la vera “firma” è dietro: l’enorme volume circolare che sostiene una cupola ellittica. La cupola, infatti, raggiunge circa 42 metri di altezza e domina tutta la composizione.

Nel 1912, inoltre, per interessamento del Cavalier Giovanni Agnelli, la cupola e i coronamenti dei campanili vengono rivestiti con lastre di rame. Oggi quel rame appare verde per ossidazione, e proprio perciò la chiesa è riconoscibile anche da lontano.

Dentro: navata, cappelle e opere principali

L’interno è ampio e unitario: una grande navata sotto cupola, con cappelle laterali introdotte da archi a tutto sesto e volte a botte. Le pareti, inoltre, sono ritmate da lesene e capitelli compositi che sostengono una trabeazione aggettante.

Nel presbiterio, delimitato da balaustre, la decorazione diventa più intensa. Al centro della parete di fondo domina il tema di San Pietro: un grande medaglione raffigura San Pietro liberato dai vincoli. Ai lati, inoltre, si trovano scene legate al santo: San Pietro che cammina sulle acque e il martirio di San Pietro, attribuite in tradizione a Claudio Francesco Beaumont.

Sopra l’altare, invece, si nota un affresco sull’Eucaristia e l’adorazione degli angeli, databile al 1935 e riferito ai fratelli Parachini. Nelle cappelle, inoltre, compaiono una tela con la Madonna del Rosario e le anime del Purgatorio (XVIII secolo), una statua lignea dorata della Madonna (sempre XVIII secolo) e altri soggetti devozionali, tra cui Sant’Agnese, Santa Teresa, Santa Chiara e San Giovanni Battista.

Altari, organo, campane e dettagli “da nerd felice”

Nel 1835 la chiesa risulta dotata di tre altari in marmo di vari colori: i due laterali dedicati alla Madonna e a San Giuseppe. In più, si conservano reliquie dei dodici apostoli, donate alla marchesa di Priero. Dopo il terremoto del 1808, inoltre, si registrano riparazioni e sostituzioni; e tra 1808 e 1818 viene documentata anche una campana nuova.

Il Novecento porta una sequenza di interventi molto concreti:

  • nel 1925 partono restauri di murature, facciata e grondaie
  • nel 1929 arriva un orologio elettrico nel campanile di destra e, in quello di sinistra, un carillon di otto campane in Mi maggiore
  • nel 1934 si lavora dentro: pulpito marmoreo, ampliamenti con aperture laterali e, soprattutto, un organo da 937 canne della ditta Vegezzi Bossi

Sempre nel 1934, inoltre, il tetto viene ricoperto in gneiss lamellare di Luserna. E sì: qui la pietra non è un dettaglio, è identità.

Terremoti, bombardamenti e restauri: una storia che lascia segni

Questa chiesa ha attraversato scosse vere, non metaforiche. Il terremoto del 1808 causa danni e interventi di riparazione. Quello del 28 febbraio 1887, invece, provoca screpolature interne ed esterne e richiede lavori importanti (si parla di una spesa di 4.000 lire).

Durante i bombardamenti del 1944, inoltre, la chiesa — mimetizzata di verde — riporta nuove crepe. E, come se non bastasse, c’è anche un problema “scomodo”: l’edificio è costruito sopra una falda acquifera, quindi l’umidità può risalire per capillarità e rovinare gli intonaci nel tempo.

Tra 1985 e 1987, tuttavia, si realizza un restauro conservativo sostanzioso, con controllo delle Soprintendenze. In quell’occasione, inoltre, vengono recuperati i colori originari: esterni su toni grigio-beige e interni rosa-verde.

La curiosità più inquieta: la stanza murata scoperta nel 1975

Nel 1975 alcuni studenti universitari, mentre cercavano un possibile passaggio tra chiesa e castello sottostante, scoprono una stanza murata con i resti di sette cadaveri. In seguito si appura che erano i resti di sette parroci. Non è una storia “da brochure”, però è parte della memoria reale del luogo.

FAQ – San Pietro in Vincoli: per visitarla meglio

Dove si trova la Chiesa di San Pietro in Vincoli di Villar Perosa?

Si trova in via Rubino 5, su un poggio, libera su tutti i lati

Quando nasce la chiesa attuale?

Il cantiere parte nel 1709 e la chiesa viene consacrata il 27 settembre 1716

Perché la cupola è verde?

Perché nel 1912 cupola e campanili furono rivestiti in rame, che col tempo ossida e diventa verde

Qual è l’episodio storico più antico legato alla parrocchia?

La prima citazione è nel 1078, in un contesto di donazione all’abbazia di Pinerolo; poi seguono conferme e documenti medievali (1131 e 1249)

Che cosa rende particolare l’interno?

Oltre alla cupola e agli altari in marmo, spiccano i dipinti sul tema di San Pietro, l’affresco del 1935 e l’organo con 937 canne installato nel 1934

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende