Castello della Marsaglia di Cumiana: la cascina fortificata legata alla battaglia del 4 ottobre 1693

Da Alessandro Maldera
Gennaio 14, 2026

Il Castello della Marsaglia di Cumiana non è famoso per saloni e giardini, ma per il nome che “si è portato dietro”: quello della battaglia del 4 ottobre 1693, una delle sconfitte più pesanti subite dai piemontesi. Paradossalmente, però, il castello-cascina non fu direttamente toccato dai combattimenti. Oggi resta soprattutto un luogo di memoria e un edificio in grave degrado, dove si leggono ancora alcune tracce della struttura originaria.
Marsaglia senza fronzoli: 5 cose da sapere
- Data: 4 ottobre 1693, battaglia tra Catinat e Vittorio Amedeo II
- Bilancio: oltre 12.000 morti (stime: 8–9.000 piemontesi, 2–4.000 francesi)
- Paradosso: il castello-cascina non viene colpito direttamente dallo scontro
- Com’è fatto: pianta a quadrilatero, tre piani, torre d’angolo, tracce del ponte levatoio
- Oggi: fossato scomparso, interni rimaneggiati e abbandono
Dove si trova: al confine con Piscina
Il complesso sorge al confine con il comune di Piscina, in area rurale, indicato come Castello o Cascina fortificata della Marsaglia (zona Luisetti / strada Castello). È un punto di margine, e proprio per questo racconta bene la logica delle antiche difese di pianura: controllo del territorio, presidio agricolo e, se necessario, protezione.
Perché si chiama “Marsaglia”: la battaglia del 1693
Il nome del luogo è legato alla battaglia combattuta nei suoi pressi il 4 ottobre 1693: da una parte i francesi guidati dal maresciallo Nicolas de Catinat, dall’altra i piemontesi comandati dal duca Vittorio Amedeo II di Savoia.
Il bilancio fu tremendo: un massacro di oltre 12.000 uomini, con stime riportate come 8–9.000 tra i piemontesi e 2–4.000 tra i francesi.
E non finì lì. I caduti, secondo le memorie tramandate, rimasero insepolti per mesi, creando problemi sanitari nei paesi vicini. Inoltre la piana coinvolta fu devastata: l’area della battaglia viene descritta tra Piossasco, Orbassano e Volvera, ma con effetti anche su Bruino, Cumiana e Piscina, territori già colpiti da saccheggi e resi a lungo difficili da abitare e coltivare.
Punto chiave: la battaglia dà il nome, ma il castello-cascina non viene colpito direttamente
Schieramenti e “geografia” dello scontro
La ricostruzione locale degli schieramenti mette in evidenza due numeri e una linea sul terreno:
- Vittorio Amedeo II schiera circa 25.000 uomini
- destra verso il torrente Chisola
- centro nell’area dell’attuale Volvera
- sinistra verso Sangone e Orbassano
- Catinat schiera circa 40.000 uomini
- concentrati nei pressi degli attuali Tetti Francesi di Rivalta
- con estremi che arrivano verso Piossasco e Orbassano
Sono indicazioni “da mappa mentale”: servono a capire che non fu uno scontro puntiforme, ma una battaglia distesa su una grande piana, con ricadute a catena sui paesi attorno.
Com’è fatto il Castello-cascina: impianto fortificato e segni rimasti
La struttura viene descritta come cascina fortificata con origini presumibilmente nel XIV secolo. L’impianto è riconoscibile in alcuni elementi chiave:
- Pianta a quadrilatero
- Tre piani (con l’idea che in origine fosse più alto)
- Torre di spigolo, oggi l’unica rimasta tra gli elementi più “militari”
- Sulla facciata, deboli segni delle antiche aperture legate al ponte levatoio, che sarebbe stato inserito nella torre d’ingresso
Invece, molto è sparito:
- Fossato e difese esterne risultano completamente scomparsi
- L’interno è stato pesantemente ristrutturato rispetto all’assetto originario
Un dettaglio interessante è la possibile costruzione “a fasi”: viene osservato che il castello potrebbe essere stato realizzato in più riprese, perché le pareti a destra e a sinistra della facciata principale risultano molto diverse tra loro.
Stato attuale: abbandono e degrado
Qui non serve girarci attorno: oggi il Castello della Marsaglia viene descritto come assolutamente abbandonato, in grave degrado.
Di conseguenza, l’interesse principale diventa doppio: da un lato la lettura storica (struttura fortificata + contesto bellico), dall’altro la constatazione di un luogo che rischia di perdere definitivamente i suoi segni.
FAQ – Dubbi tipici sulla Marsaglia: risposte rapide per orientarti
No: viene ricordato che il castello-cascina non fu direttamente toccato dallo scontro, anche se la zona attorno fu devastata
Perché si parla di oltre 12.000 morti e di un impatto prolungato sui paesi vicini, con problemi sanitari legati ai caduti lasciati insepolti per mesi
La pianta a quadrilatero, la torre di spigolo rimasta e i segni delle aperture legate al vecchio ponte levatoio sulla facciata
No: il fossato e le difese esterne vengono descritti come completamente scomparsi
L’edificio risulta abbandonato e in grave degrado, con interni molto rimaneggiati rispetto alla struttura originaria

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



