Mole24 Logo Mole24
Mole24 » Territorio » Cosa vedere a Cumiana: tappe “vere” tra collina, borgate e memoria storica

Cosa vedere a Cumiana: tappe “vere” tra collina, borgate e memoria storica

Alessandro Maldera Avatar

Da Alessandro Maldera

Gennaio 08, 2026

Cumiana non ti conquista con una cartolina perfetta. Invece funziona quando la guardi da vicino: colline, frazioni e luoghi dove storia e paesaggio stanno nello stesso fotogramma. Quindi l’itinerario migliore è misto: un centro “alto” e scenografico, più una Costa in quota, e infine una tappa rurale che racconta il lato duro del passato.

Cumiana: scaletta di visita tra collina e borgate

– Parti da Santa Maria della Motta per “leggere” Cumiana dall’alto
– Poi sali verso La Costa: chiesa di San Giovanni Battista + Fortelletto
– Chiudi con San Gervasio: campanile romanico, affresco e memoria della Strada dei Morti
– Se vuoi aggiungere una tappa “dura”, passa alla Marsaglia come stop breve (esterni, con realismo)

Cumiana, come si visita davvero

Se hai poche ore, parti dal paese e poi sali verso le borgate. Inoltre conviene alternare una chiesa monumentale a tappe più piccole, perché cambiano ritmo e atmosfera. Però metti in conto che alcuni luoghi sono da vedere soprattutto dall’esterno, con rispetto e realismo.

San Gervasio Superiore: il campanile che vale la salita

Il campanile di San Gervasio è una delle soste più forti di Cumiana. E’ a mezza costa, in posizione elevata, nell’area di San Gervasio Superiore sopra la frazione Costa. La torre è romanica, quadrata e essenziale: in sommità si aprono quattro monofore ad arco e sopra c’è una cuspide triangolare ricordata come aggiunta ottocentesca.

Il motivo per cui ci arrivi, però, è doppio. Da un lato restano i resti dell’affresco quattrocentesco dell’Assunzione, attribuito al Maestro di Cercenasco: è consumato, tuttavia i volti e l’impostazione si leggono ancora. Dall’altro c’è l’atmosfera: piccolo cimitero, collina “ruvida” e la tradizione della Strada dei Morti, un percorso di memoria locale che dà spessore al luogo.

Di fronte, la chiesa di San Gervasio è sobria fuori ma più interessante dentro. Infatti trovi una navata semplice, una tela firmata Bellotti (1760) sopra l’altare, statue lignee dei santi (anche se ridipinte) e un frammento d’affresco con una Madonna rinascimentale.

Castello della Marsaglia: una tappa di memoria legata al 1693

Il Castello della Marsaglia è, prima di tutto, un luogo di memoria. Porta addosso il nome della battaglia del 4 ottobre 1693: Catinat contro Vittorio Amedeo II, una delle sconfitte più sanguinose ricordate in zona, con un bilancio tramandato di oltre 12.000 morti e conseguenze pesanti sui paesi della pianura attorno. Il paradosso è che il castello-cascina non fu colpito direttamente, eppure il territorio venne devastato.

Si trova in area rurale al confine con Piscina, in zona Luisetti / strada Castello. Dell’impianto originario restano alcuni segni: pianta a quadrilatero, tre piani, una torre d’angolo e tracce delle aperture dove doveva inserirsi il ponte levatoio. Tuttavia qui serve onestà: fossato e difese esterne non ci sono più, gli interni sono molto rimaneggiati e l’edificio risulta in grave degrado e abbandono. Quindi funziona come stop breve, non come visita “completa”.

Borgo della Costa: un concentrato di storia e paesaggio

Il Borgo della Costa è piccolo, ma densissimo. Nasce su un crinale soleggiato e strategico: in alto restano i segni del castellasso medievale (ruderi in cima). Più in basso domina il castello “nuovo”, che racconta secoli di potere e passaggi di famiglie, con dettagli scenografici come il grande salone affrescato e i due cavalli marini al cancello.

Nel tessuto del borgo, poi, spunta il Fortelletto: qui le difese vengono inglobate nelle case. Contano i muri riusati, il pozzo, la memoria di una possibile galleria sotterranea e affreschi tardo-quattrocenteschi. Di conseguenza il giro si fa a passo lento, tra case signorili (come Casa Buffa) e scorci da borgata “in quota”.

Chiesa di San Giovanni Battista alla Costa: identità di borgata, in pochi minuti

La Chiesa di San Giovanni Battista alla Costa è una tappa di sostanza. È nata nel 1338, però ciò che vedi oggi è il risultato di stratificazioni nette: interno riplasmato nel 1627 e arricchito tra Sei e Settecento con tele, altari e statue. Il legame con i conti Canalis è anche fisico: vicino al presbiterio c’è una lastra tombale datata 1662.

All’esterno colpisce la facciata dipinta a trompe l’oeil, novecentesca e restaurata nel 1994: sembra architettura, ma è pittura. Sopra l’ingresso, inoltre, cerca l’occhio trilobato con il bassorilievo della testa mozzata di San Giovanni.

Dentro, la visita regge se vai dritto alle opere chiave: pala attribuita a Pier Francesco Guala (San Carlo e Immacolata), scene narrative di Sebastiano Taricco e statue lignee settecentesche, tra cui Plura e Stefano Clemente.

Fortelletto: cortile settecentesco, ossa medievali

Il Fortelletto sembra una semplice casa a corte settecentesca. In realtà conserva elementi medievali ancora leggibili. È citato già nel 1407 come fortalicium vicino alla chiesa e, nel tempo, cambia nome (palacium/palazzo di Fortelletto). Passa tra famiglie importanti: prima legato ai Vuillet, poi ai Canalis, fino alle vendite del Settecento e ai frazionamenti tra XIX e XX secolo.

Oggi lo riconosci dai segni difensivi: tratti di cinta e torri inglobate, oltre al pozzo e alla possibile galleria interrata. Ci sono anche tracce d’arte: l’affresco seicentesco della Madonna Addolorata con la Sindone sopra l’ingresso e nicchie con resti di santi. Nella memoria locale, infine, compare anche una funzione di accoglienza tipo hospitale pauperum con forno: difesa, devozione e ospitalità nello stesso cortile.

Santa Maria della Motta: la grande parrocchiale “alta” di Cumiana

La Chiesa di Santa Maria della Motta è la tappa centrale e più scenografica. Sta su un’altura in pieno paese ed è raggiungibile con la scalinata a sterni che porta al piazzale. L’edificio attuale è una grande parrocchiale barocca, ricostruita dai Morari (1755–1786), con dettagli già neoclassici nel presbiterio rifatto nel 1833.

Dentro colpisce la navata ellittica enorme (circa 50×26 m) con cupola elissoidica, colonne stuccate “a marmo verde” e sei cappelle laterali. Da cercare: altare maggiore in marmi verdi e arancio, la Madonna del Rosario attribuita a Lorenzo Pelleri (seconda cappella a destra) e la Pietà di Giovanni Comandù (terza cappella a destra). Fuori: facciata in pietra di Cumiana, statue e un campanile slanciato con cuspide barocca. Nota onesta: sono state segnalate lesioni e nel 1998 sono state installate catene, quindi è un gioiello importante, però non “perfetto”.

Chiesa e Torre di San Giacomo

La Chiesa e Torre di San Giacomo, in frazione Tavernette (Cumiana), è una tappa “sobria” ma molto parlante: sotto l’aspetto essenziale si leggono origini medievali e cambiamenti pesanti, soprattutto dopo i rifacimenti dell’Ottocento (1868). Il pezzo forte è il campanile romanico a pianta quadrata, scandito in più piani da cornici e feritoie, con resti di bifore in alto: da solo vale la deviazione. Della chiesa colpisce la facciata antica a ponente (oggi sul retro), con lesene in cinque scomparti e archetti pensili, oltre alla traccia di un San Cristoforo attribuito alla metà del Trecento. Dentro l’ambiente è ormai spoglio: resta l’altare maggiore e, dietro, un’Ultima Cena del pittore cumianese Riccardo Gontero.

Cappella dei Santi Rocco e Sebastiano

La Cappella dei Santi Rocco e Sebastiano di Cumiana è la “chiesa della Confraternita”: non nasce piccola e basta, ma con un impianto ambizioso che guarda alla grande architettura torinese. Sta di fronte alla Parrocchia di Santa Maria della Motta, in posizione quasi speculare e leggermente dominante, preceduta dal piazzale in pietre vive detto “Sterni”. Dentro la riconosci subito per la pianta a ellissi concatenate e le pareti curve (memoria guariniana, con richiami a San Lorenzo di Torino), oltre al pavimento in lose grigio-azzurre con disegno ellittico e alla cupola con motivi “stellati”. Il cantiere prende forma tra 1717 e 1719 su disegni di Carlo Antonio Castelli, con maestranze “luganesi”, e lascia un interno ordinato: ali laterali a piccoli spazi con volte a vela, confessionali lignei, pulpito e cantoria. Tra i pezzi da segnare ci sono il coro ligneo del XVIII secolo, l’organo Collino (1817–1818) e la statua di San Rocco (1826), oltre a reliquiari e crocifissi. I restauri avviati dal 1998 hanno ripulito colori e decorazioni, riportando la cappella a una lettura chiara e coerente.

FAQ – Cumiana: domande che tornano sempre

Qual è la chiesa principale e più scenografica di Cumiana?

È Santa Maria della Motta: sta su un’altura in paese, si raggiunge con la scalinata a sterni e dentro ha una navata ellittica molto ampia con sei cappelle laterali

Dove si trova il campanile di San Gervasio e perché vale la salita?

Il campanile è in zona San Gervasio Superiore, sopra la frazione Costa. Vale per la torre romanica con monofore, ma anche per i resti dell’Assunzione quattrocentesca attribuita al Maestro di Cercenasco e per l’atmosfera di memoria del luogo

Il Castello della Marsaglia si visita?

È una tappa soprattutto “di contesto”: oggi risulta in grave degrado e abbandono, con interni rimaneggiati. Quindi ha senso come stop breve e rispettoso, utile per capire il legame con la battaglia del 4 ottobre 1693

Cosa rende speciale la Costa di Cumiana?

Perché in pochi minuti unisce borgo in quota, tracce di castelli, la chiesa di San Giovanni Battista (1338, poi riplasmi e opere tra Sei e Settecento) e il Fortelletto, dove le difese medievali sono inglobate nelle case

Nel Fortelletto ci sono ancora segni “antichi” visibili?

Sì: tratti di cinta e torri inglobate, oltre al pozzo e alla memoria di una possibile galleria interrata. Inoltre trovi un affresco seicentesco della Madonna Addolorata con la Sindone sopra l’ingresso e nicchie con resti di santi

Continua a leggere le notizie di Mole24, segui la nostra pagina Facebook e iscriviti al nostro canale WhatsApp
Alessandro Maldera Avatar

Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende