Torre e cinta muraria di Frossasco: il borgo fortificato di Filippo d’Acaja, le quattro porte e l’unica torre superstite

Da Alessandro Maldera
Gennaio 13, 2026

La Torre e cinta muraria di Frossasco non è un “resto” isolato: è un intero centro storico leggibile, ancora oggi. Qui, infatti, la forma del paese nasce da un progetto preciso, con un quadrilatero regolare e quattro accessi. Inoltre, tra porte, mura e case antiche, si capisce subito come Frossasco sia stato un nodo strategico nel Pinerolese.
Torre e mura di Frossasco: i dettagli che spiegano il borgo
Le origini antiche: Celti, Roma e Longobardi
Frossasco è ricordata come area abitata già in epoca antica. In origine, infatti, il territorio viene associato a genti celtiche, mentre in seguito diventa un centro romano. Nel 1971, inoltre, è stata scoperta una tomba del IV secolo a.C..
Dopo Roma arrivano nuove tracce: nel 1941, in zona Bivio, gli scavi archeologici portarono alla luce una necropoli longobarda con 25 tombe. Quindi, prima ancora delle mura medievali, il terreno era già un archivio di comunità diverse.
Da abbazie e donazioni al feudo: come si costruisce il potere su Frossasco
Per secoli, la storia locale si intreccia con istituzioni religiose e grandi famiglie.
- Frossasco fu feudo dell’Abbazia di Novalesa.
- Nel 1064 la marchesa Adelaide di Susa donò il luogo al Monastero di S. Maria in Verano di Pinerolo.
- Già nel 1030, però, i marchesi Berta e Manfredo avevano donato una parte del territorio all’abate di San Giusto di Susa.
- Nel 1096 Umberto II di Moriana-Savoia donò all’abbazia quanto gli restava a Frossasco.
Queste donazioni, inoltre, vennero riconfermate dal conte Amedeo III nel 1147 e dal conte Tommaso nel 1243.
Nel 1256, l’abate di San Giusto di Susa cedette una porzione di possedimenti ai figli di Guglielmo Bigliatore, consignori di Luserna. Allo stesso tempo, un’altra parte risultava confermata dal diploma imperiale del 6 marzo 1163 di Federico I ai marchesi Guido, Giacomo e Olivero di Romagnano.
Poi arriva un passaggio chiave: il 1 maggio 1290 Giacomo di Romagnano cedette i beni al conte Amedeo V e al principe Filippo di Savoia-Acaia. Di conseguenza, il 23 maggio 1301 Filippo infeudò Guglielmo di Montbel del castello, del luogo e della giurisdizione di Frossasco.
Il feudo era ampio: includeva parti dei territori di Cantalupa, Piscina, Roncaglia, Oliva, Baldissero, Tavernette, Colletto, Talucco e Riletto. La famiglia Montbel lo mantenne fino alla sua estinzione nel 1520.
La contea, i Provana e le occupazioni francesi
Frossasco viene eretto a contea nel 1524. In seguito, nel 1561, passa ai conti Provana di Leinì.
Tuttavia, tra Cinque e Seicento, la zona conosce anche fasi di dominazione francese:
- occupazione 1536–1539
- nuova occupazione 1593–1595
Nei secoli successivi, inoltre, Frossasco segue spesso le sorti di Pinerolo, rimanendo dentro le grandi tensioni di confine.
Il capolavoro urbanistico: il borgo “quadrato” e la cinta di Filippo d’Acaja
Tra XIII e XV secolo il borgo vive il suo periodo di maggior splendore. Sul finire del XIV secolo, Filippo d’Acaja fa ricostruire Frossasco con uno schema rigido, a pianta quasi quadrata. Probabilmente, inoltre, sovrappone questo progetto alla trama più antica, di origine romana.
Nasce così una cinta muraria con quattro porte e un sistema di torri. Le torri, secondo le fonti, erano 28 lungo la difesa: oggi, però, ne resta una sola.
Le quattro porte: cosa è originale, cosa è stato ricostruito
La struttura urbanistica è ancora chiara: un quadrilatero di circa 400 × 300 metri, con strade che si tagliano ad angolo retto. E, soprattutto, buona parte della cinta trecentesca risulta ancora ben conservata.
Le porte sono quattro:
- Porta di San Giusto (lato nord): in direzione della collina, con arco particolarmente stretto
- Porta di Pinerolo (lato sud): la meglio conservata, con caratteristico arco in mattoni
- Porta di Torino (lato est): danneggiata nell’aprile 1977 e poi restaurata
- Porta San Donato (lato ovest, verso Cantalupa): semidistrutta da un atto vandalico nel 1965 e successivamente ricostruita
La torre superstite: laterizio, massa e dentelli
L’unica torre rimasta appartiene alla cinta del XIV secolo. È una torre massiccia in laterizio, e nella parte terminale mostra una decorazione a dentelli. Quindi non è solo “un muro alto”: è un segno architettonico riconoscibile, anche da lontano.
Un dettaglio curioso: Bernardino Lanino e gli archi delle porte
Nel 1586 viene chiamato il pittore Bernardino Lanino (di Vercelli) a dipingere gli stucchi ducali sui quattro archi delle porte d’accesso al paese. È un dettaglio che sposta la lettura: non solo difesa, ma anche rappresentazione del potere.
Le case quattrocentesche e gli affreschi del XIV secolo
Nel cuore del paese, in piazza principale su via Principe Amedeo, ci sono due case quattrocentesche. Una, inoltre, presenta un portico e ornamenti gotici in cotto alle finestre bifore.
Su questi edifici si sono conservati anche affreschi del XIV secolo:
- motivi geometrici a losanghe
- lunette con nome di Gesù e Padre Eterno su un fabbricato
- due angeli che sostengono uno scudo crociato sull’altro
Cosa vedere insieme a mura e torre, nello stesso giro
Se stai costruendo un percorso nel centro storico, queste strutture sono il “telaio”. Inoltre, nello stesso perimetro, si incrociano anche altri punti forti del paese: le chiese di San Donato e San Bernardino, e le due case quattrocentesche con tracce di affresco.
FAQ – Guida lampo alla cinta muraria: domande frequenti
Sono quattro: Porta di San Giusto, Porta di Pinerolo, Porta di Torino e Porta San Donato
Si sono conservate integralmente Porta di San Giusto (nord) e Porta di Pinerolo (sud)
Porta Torino (est) fu danneggiata nell’aprile 1977 e poi restaurata; Porta San Donato (ovest) fu semidistrutta da vandalismo nel 1965 e poi ricostruita
Le torri erano 28 lungo la cinta; oggi ne resta una sola, in laterizio con dentelli
Perché conserva un quadrilatero regolare con strade ad angolo retto e un sistema completo di mura e porte, voluto a fine XIV secolo da Filippo d’Acaja

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



