Film La Maschera Etrusca: trama, premio e locations di Torino tra città e borghi

Da Alessandro Maldera
Gennaio 13, 2026

La Maschera Etrusca (titolo originale The Etruscan Mask) è un horror che gioca su una paura antica: un oggetto archeologico che “porta con sé” qualcosa di vivo. La storia parte da Siena, però la produzione ha base a Torino e spinge forte sulle atmosfere del capoluogo e delle località vicine. Quindi, se segui il cluster Film girati a Torino, questo è un titolo da segnare.
Torino nel film: set, borghi e atmosfera noir
Trama: la maschera, l’ossessione e la possessione (SPOILER)
Un collezionista, Samuel Powell, entra in possesso di una maschera etrusca. Sei anni dopo, a Siena, cinque studenti stranieri vengono a sapere che quell’oggetto è legato a un male ostinato e “impossibile da spegnere”.
Il punto di rottura arriva quando Mark, studente americano (il classico tipo sportivo), incrocia Powell durante un giro banale: sta consegnando il giornale. Da lì, però, la maschera gli resta addosso come un pensiero fisso. Mark studia arte, e intanto l’influenza diventa più pesante: l’antico demone etrusco libera forze oscure e si impossessa di lui.
A quel punto entra in campo Jude, la ragazza di cui Mark è innamorato. Jude, inoltre, non si muove da sola: con l’aiuto di un prete prova a capire cosa stia davvero succedendo. E mentre scava, scopre anche un legame personale: una connessione con la morte del padre. Quindi la maledizione non è solo “effetto speciale”: è anche una ferita che torna.
Locations: Siena, ma Torino è il baricentro produttivo
Sulla carta l’ambientazione è Siena. Tuttavia, per un film di questo tipo, ottenere permessi completi nella città toscana non è semplice. Perciò la troupe gira alcuni giorni in esterni a Siena e poi sposta il lavoro in Torino e nei borghi medievali attorno alla città, oltre a toccare Moncalieri, Rivoli e Susa.
Ed è qui che Torino diventa decisiva: non come “cartolina”, ma come macchina d’atmosfera. Inoltre la base operativa è torinese, tramite Fargo Film S.R.L. e il produttore Ladis Zanini, e questa scelta si sente nel modo in cui il film cerca ombra, pietra, archi, silenzi urbani.
Torino nel film: perché funziona (soprattutto per l’horror)
Torino non viene raccontata come città “bella e basta”. Al contrario, viene usata per la sua parte più scura e narrativa. Quindi, dentro La Maschera Etrusca, Torino serve a fare da contrappeso alla Toscana medievale: da un lato la suggestione storica, dall’altro la tensione più urbana e fredda.
E infatti, secondo le dichiarazioni del regista, l’obiettivo era proprio tessere un’atmosfera che mettesse insieme bellezza medievale e storia tenebrosa torinese. Inoltre la scelta di spostarsi nei centri del Torinese permette di avere scorci “antichi” senza forzare la mano.
Dietro le quinte: un progetto pensato per leggende e storia locali
L’idea produttiva nasce da Roberto Bessi, già legato al percorso precedente del regista. Il piano era chiaro: costruire una serie di horror ambientati in luoghi italiani e agganciati a leggende e storia del territorio. Così come Nicolaou aveva esplorato la Transilvania con Subspecies, qui entra nella dimensione pre-romana dell’Italia e nella “magia” etrusca.
Produzione a Torino: il contesto Teknocine e il set sotto la Mole
Nel periodo di avvio, il film viene raccontato anche come “novità” del cinema torinese: nasce Teknocine come polo di produzione in Piemonte, con la partecipazione di più realtà (tra cui Fargo Film). Inoltre, nelle cronache locali, The Etruscan Mask viene indicato come primo film del progetto con riprese a luglio “sotto la Mole”.
Effetti speciali: il demone Thonos e la CGI
Una parte importante del film è il lavoro sugli effetti visivi digitali. Qui entra la realtà Proxima, specializzata in VFX e animazione 3D, che in quegli anni poteva già vantare un David di Donatello 2006 per il lavoro su Romanzo Criminale.
Per The Etruscan Mask vengono realizzate 82 inquadrature con effetti, e dentro ci sono elementi precisi:
- un volo di corvi realizzato in digitale
- un gargoyle di pietra con un effetto “shock” (perdita della testa)
- il demone alato Thonos, creatura interamente in CGI
Il film viene girato per il mercato home video in HDV. E, mentre il mostro nasce in post, sul set si lavora anche con elementi reali: ad esempio, le fiamme vengono appiccate davvero per dare luce e reazioni coerenti, e poi si integra il resto in compositing.
Colonna sonora: ritorna l’universo Subspecies
La musica è firmata da Richard Kosinski, compositore già associato a Subspecies. Inoltre ci sono contributi dell’etnomusicologo John Zeretzke e del chitarrista rock Alex Nicolaou, che nel film recita anche nel ruolo di Stanton. Quindi il suono non è “riempitivo”: è pensato per tenere addosso quella sensazione di minaccia costante.
FAQ – Quesiti su La Maschera Etrusca: location torinesi e curiosità
Le locations indicate includono Siena, Torino, Moncalieri, Rivoli e Susa; inoltre parte delle riprese è stata svolta in borghi medievali attorno a Torino
Il titolo originale è The Etruscan Mask
La storia è ambientata a Siena, però la produzione ha spostato molto lavoro nel Torinese; quindi Torino funziona sia come città reale sia come atmosfera narrativa per l’horror
Thonos è il demone alato legato alla maschera: è una creatura realizzata in CGI, integrata con lavorazioni sul set (incluso l’uso di fiamme reali per la resa della luce)
Il film ha vinto un premio come Miglior Film al Festival di Estepona 2007

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



