Palazzo dei Conti di Bricherasio: storia, assedi, parco e Conti Cacherano

Da Alessandro Maldera
Gennaio 05, 2026

Il Palazzo dei Conti di Bricherasio non è solo una dimora nobiliare. È un posto che porta addosso secoli di storia piemontese. Qui si incrociano guerre con la Francia, assedi, ricostruzioni e figure chiave della famiglia Cacherano. E, più tardi, persino un legame sorprendente con le origini della FIAT.
Parco e fortificazioni: cosa si può ancora vedere
- Indirizzo: Via Vittorio Emanuele II, Bricherasio
- Contesto: Area ai piedi della collina del Castello
- Epoca di costruzione: Tra fine Seicento e inizio Settecento
- Traccia visibile: Nel parco resti delle antiche fortificazioni
- Vincolo: Bene culturale tutelato dalla Soprintendenza del Piemonte
Dove si trova e perché è una tappa “storica”
Il palazzo si trova a Bricherasio, in Via Vittorio Emanuele II. La posizione non è casuale: l’edificio sorge ai piedi della collina del Castello, in un’area che in passato era strategica e fortificata. Proprio qui, tra Cinquecento e Seicento, Bricherasio finì per un periodo dentro le grandi partite politiche dell’Europa occidentale.
Bricherasio tra guerre e diplomazie: l’assedio del 1594
Con l’ascesa al trono del duca Carlo Emanuele I di Savoia, il Piemonte entrò in una fase di scontri duri con la Francia. In questo scenario, Bricherasio divenne un punto caldo.
Il 18 settembre 1594 arrivò sotto le mura un esercito ducale di circa 10.000 soldati (lombardi, piemontesi, svizzeri e spagnoli). La roccaforte era difesa dai francesi. Il duca guidò le operazioni e allestì una batteria di cannoni che, nei momenti decisivi, arrivò a 18 pezzi.
Dopo 40 giorni di bombardamenti, i francesi si arresero. Tuttavia ottennero l’onore delle armi, dettaglio che dice molto su quanto fosse pesante, e “formale”, quel confronto.
Da un palazzo perduto a una nuova residenza: 1549, 1592, 1594 e 1628
Prima dell’edificio attuale esisteva un antico palazzo di residenza dei conti. Quel palazzo venne distrutto nel 1549 a seguito di un assedio legato alle vicende militari del ducato.
Poi la zona fu inglobata nelle fortificazioni edificate dai francesi del duca di Lesdiguières (1592). Gran parte di quelle costruzioni fu nuovamente rasa al suolo con l’assedio sabaudo del 1594. E non finì lì: arrivò anche l’assedio del 1628, dopo l’occupazione collegata a Richelieu.
Dopo il trattato di Cherasco (1630), con il rientro dei Savoia in Bricherasio, una pestilenza colpì duramente il borgo. Di conseguenza il paese venne ricostruito, di fatto, ex novo.
La nascita del palazzo attuale e le tracce delle fortificazioni nel parco
Il Palazzo dei Conti di Bricherasio venne costruito a cavallo tra Seicento e Settecento, proprio nell’area dove sorgevano le fortificazioni distrutte durante l’assedio del 1594.
Nel parco è ancora possibile vedere ciò che resta delle mura di quelle strutture difensive. Non è un dettaglio “decorativo”: è una testimonianza concreta, un pezzo di pietra che collega il luogo agli eventi bellici del passato.
I Conti Cacherano, l’Assietta e la nascita del “bogia nen”
Il palazzo fu residenza nobiliare per secoli e legato a figure importanti. Qui nacque nel 1706 il conte Giovan Battista (Giovanni Battista) Cacherano di Bricherasio, comandante delle truppe austro-piemontesi nella celebre battaglia del Colle dell’Assietta (nelle ricostruzioni locali la data viene indicata sia 17 sia 19 luglio 1747).
Il contesto era quello della pressione franco-spagnola sul Regno di Sardegna dei Savoia, alleato di Maria Teresa d’Austria. Nel luglio 1747 un corpo d’armata con 50 battaglioni di fanteria, 15 di cavalleria e artiglierie puntò ai valichi alpini. L’obiettivo strategico era arrivare a Exilles, nell’alta Valle di Susa. Ma, prima, bisognava passare dal Colle dell’Assietta, considerato la via non fortificata da prendere.
Giovan Battista Cacherano, agli ordini di Carlo Emanuele III, fece erigere in fretta opere difensive su Assietta e Grand Serin. Quelle difese furono decisive. I piemontesi resistettero pur essendo in inferiorità numerica.
Alla vigilia dell’ultimo attacco, i sergenti incitarono i soldati con un ordine diventato proverbiale: “Bogeve nen, nèh!”. La battaglia si concluse con una sconfitta pesante per i francesi: oltre 5.000 vittime contro 219 caduti sabaudi.
Da qui nacque l’espressione “bùgia nén” (“non ti muovere”) e il soprannome Bogianen, inizialmente attribuito ai soldati piemontesi. Col tempo, invece, il termine venne usato anche per punzecchiare la prudenza e l’allergia al cambiamento, senza negare la caparbietà con cui i piemontesi affrontano le situazioni difficili.
Un passaggio inatteso: Emanuele Cacherano e l’episodio che precede la FIAT
Tra fine Ottocento e inizio Novecento il palazzo fu frequentato da Emanuele Cacherano di Bricherasio. Fu tra i primi nobili italiani a intuire le potenzialità dell’industria meccanica legata alle automobili private.
Il 1º luglio 1899, nella sua residenza torinese, convocò aristocratici e notabili per firmare l’accordo costitutivo di una prima società che prenderà poi il nome di F.I.A.T. Per l’occasione chiamò anche il pittore piemontese Lorenzo Delleani, amico di famiglia, chiedendogli di abbozzare il soggetto di un quadro dedicato a quell’evento.
Il parco: oltre quattro ettari tra prato, laghetti e collezionismo botanico
Dopo la Seconda guerra mondiale il palazzo venne usato come residenza estiva. Nello stesso periodo iniziò a definirsi l’assetto attuale del parco, che supera i quattro ettari.
Oggi il giardino conta circa cinquanta specie arboree e almeno venti specie arbustive. Lo stile mescola richiami al giardino inglese delle origini e una componente di collezionismo botanico. Grandi macchie di alberi si alternano a radure a prato, con laghetti e piccoli rigagnoli. Inoltre il parco è attraversato dalle acque del canale comunale.
Tutela e riconoscimento
Il Palazzo dei Conti di Bricherasio è inserito nell’elenco dei beni culturali sottoposti a vincolo di tutela dalla Soprintendenza del Piemonte. In pratica: è un luogo riconosciuto come patrimonio da proteggere, non solo da raccontare.
FAQ –
In Via Vittorio Emanuele II, a Bricherasio, ai piedi della collina del Castello
Sono ciò che rimane delle fortificazioni distrutte durante gli assedi, in particolare quello del 1594
Il 18 settembre 1594 un esercito ducale di circa 10.000 uomini assediò la roccaforte francese; dopo 40 giorni e una batteria fino a 18 cannoni, i francesi si arresero ottenendo l’onore delle armi
Nel palazzo nacque nel 1706 Giovan Battista Cacherano, comandante nella battaglia dell’Assietta (1747); da quell’episodio viene ricordata l’esortazione “Bogeve nen, nèh!” e il termine Bogianen
Sì: il 1º luglio 1899 Emanuele Cacherano convocò a Torino un gruppo di notabili per l’accordo che porterà alla nascita della F.I.A.T., coinvolgendo anche il pittore Lorenzo Delleani

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



