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Numero stranieri a Torino nel 2025: quanti sono, dove si concentrano e quali segnali arrivano da demografia e lavoro

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Da Alessandro Maldera

Gennaio 05, 2026

Se cerchi il numero stranieri a Torino nel 2025, devi partire da un fatto pratico: i conteggi più solidi arrivano dall’ultimo quadro completo disponibile. E quel quadro racconta una città dove la presenza non italiana pesa davvero, sia nei quartieri sia nel lavoro. Inoltre, la crescita degli stranieri compensa in parte il calo degli italiani. Tuttavia restano nodi concreti: natalità che scende, popolazione che invecchia e occupazioni spesso faticose e poco pagate.

Quanti stranieri ci sono a Torino nel 2025 (dato più recente disponibile)

Il dato più aggiornato nel materiale che mi hai fornito indica 139.344 residenti stranieri in città. Questo valore corrisponde al 16,1% dei residenti. Nello stesso perimetro, la popolazione complessiva è 862.999. Quindi, in media, parliamo di circa 1 residente su 6.

Inoltre il confronto annuale è chiaro: gli italiani diminuiscono di 1.565 unità, mentre la componente straniera cresce di 3.591. Di conseguenza, la tenuta complessiva dipende soprattutto da chi arriva o si stabilizza con cittadinanza non italiana.

Città metropolitana: uno su dieci non è italiano

Il fenomeno, però, non si ferma ai confini del Comune.

Nell’area metropolitana i residenti non italiani sfiorano 230 mila persone: il numero riportato è 229.334. Qui l’incidenza è 10,4%. In altre parole: circa 1 su 10.

E questo ha un effetto importante: la presenza straniera contribuisce a rallentare l’invecchiamento della popolazione complessiva. Inoltre, nelle zone montane e rurali, aiuta a sostenere la tenuta dei servizi pubblici.

Età e demografia: popolazione giovane, ma non “eterna”

È facile dire “gli stranieri sono più giovani”. È vero, però non basta.

La popolazione straniera resta mediamente giovane e, infatti, 77,7% è in età attiva (15–64 anni). Quindi incide in modo reale anche sul mercato del lavoro.

Tuttavia emergono segnali di trasformazione:

  • la natalità cala anche tra gli stranieri
  • crescono gli anziani, quindi l’età media sale
  • il profilo demografico diventa più simile a quello italiano, anche se con ritardo

Inoltre i minori stranieri pesano molto: sono il 19,4% della popolazione straniera. E, allo stesso tempo, rappresentano il 23,3% di tutta la fascia 0–17 della città. Quindi l’impatto su scuole e servizi educativi è inevitabile.

Natalità in calo e più over 65: i numeri che cambiano il racconto

Un punto non piacevole, ma decisivo: la natalità scende anche nel segmento straniero.

Nell’area metropolitana si passa da 22 a 8 nati per mille. È un crollo che avvicina i comportamenti demografici a quelli italiani.

In parallelo cambia il rapporto tra anziani e giovanissimi: gli over 65 passano da 22 a 33 ogni 100 minori di 15 anni. Inoltre l’età media cresce di circa un anno e mezzo.

Quindi sì: la presenza straniera “ringiovanisce” la città. Però, allo stesso tempo, non annulla la tendenza di fondo all’invecchiamento.

Dove vivono: le aree più multietniche di Torino

La distribuzione non è uniforme. E questo, di conseguenza, cambia il volto dei quartieri.

Le circoscrizioni con presenza più marcata sono 6, 3 e 5. In termini di geografia urbana parliamo di:

  • area di Barriera Milano (Circoscrizione 6)
  • zona Borgo San Paolo e Pozzo Strada (Circoscrizione 3)
  • area Lucento e Parella (Circoscrizione 5)

Qui il “mosaico” non è un concetto astratto: è vita quotidiana, negozi, scuole, trasporti, reti sociali. Inoltre l’effetto è cumulativo: più una zona è attrattiva per una comunità, più quella comunità tende a stabilizzarsi e richiamare parenti e connessioni.

Quali sono le comunità più presenti

La comunità più numerosa resta la Romania. Seguono, nell’ordine indicato nel testo:
Marocco, Perù, Cina, Egitto, Nigeria, Albania, Iran, Filippine e Bangladesh.

Si intravedono anche segnali di ritorni verso i Paesi di origine, soprattutto per alcuni Paesi dell’Est europeo. Quindi non è un flusso a senso unico: arrivi e partenze convivono.

Lavoro e imprese: numeri forti, qualità spesso debole

Sul lavoro, la presenza straniera è strutturale. Ma non sempre è “buona occupazione”.

Nel 2024 le assunzioni di persone straniere sono 80.313, pari al 19,4% del totale. Quindi quasi un’assunzione su cinque riguarda lavoratori non italiani.

Tuttavia la spinta occupazionale si concentra spesso su:

  • mansioni poco qualificate
  • retribuzioni basse
  • lavori usuranti e con alto sforzo fisico

E questo crea una segmentazione persistente: alcune persone entrano nel mercato del lavoro, sì, però restano intrappolate nei comparti meno protetti.

Imprese a titolarità straniera: 21% in città

C’è anche un altro pezzo: l’imprenditoria.

A Torino il 21% delle imprese è a titolarità straniera. Nell’area metropolitana la quota è 16%, mentre la media nazionale indicata è 12%.

Questo è un dato enorme, perché mostra capacità di iniziativa e radicamento. Tuttavia la struttura è spesso composta da ditte individuali. Quindi, da un lato, è vitalità economica. Dall’altro, è anche fragilità: piccole attività che reggono su margini stretti e su lavoro duro.

Permessi, autorizzazioni e protezione: cosa succede in provincia

Sul tema amministrativo, i numeri in provincia crescono.

A fine 2024 risultano 143.534 persone con un titolo di soggiorno valido, con un aumento del 5,8% rispetto al 2023. Inoltre le autorizzazioni rilasciate sono 64.156, in netto aumento rispetto alle 44.517 dell’anno precedente.

Anche la protezione internazionale sale:

  • domande: 3.273 (+59% sul 2022)
  • status di rifugiato concessi: 1.458
  • protezioni sussidiarie: 945
  • protezioni speciali: 1.364

Questi numeri, quindi, non descrivono solo “integrazione già avvenuta”, ma anche un sistema che sta gestendo nuove pressioni.

Torino città: non solo arrivi, anche partenze

Un altro dato che cambia la narrazione: Torino è una città di arrivo, ma sempre più anche di uscita.

Nel 2024 il 6% dei residenti stranieri lascia Torino, spostandosi verso prima e seconda cintura, altre città italiane o l’estero.

Tra 2023 e 2024:

  • se ne vanno oltre 2.300 romeni
  • 189 moldavi
  • 69 filippini

E, allo stesso tempo, arrivano anche profili più qualificati: per esempio dall’Iran (circa un migliaio nell’ultimo anno), oltre che da Perù, Turchia e Ucraina. Quindi la città resta un hub, però si muove di più di quanto sembri.

FAQ – Quesiti e dubbi sul numero di stranieri in città

Quanti stranieri ci sono a Torino nel 2025?

Il dato più recente nel testo indica 139.344 residenti stranieri, pari al 16,1% della popolazione cittadina.

Dove si concentra di più la presenza straniera?

La presenza risulta più marcata nelle circoscrizioni 6, 3 e 5, cioè aree come Barriera Milano, Borgo San Paolo/Pozzo Strada, Lucento/Parella.

Quali sono le comunità più numerose?

La prima comunità è la Romania, seguita da Marocco, Perù, Cina, Egitto, Nigeria, Albania, Iran, Filippine e Bangladesh.

Che peso hanno gli stranieri nel lavoro?

Nel 2024 le assunzioni di persone straniere sono 80.313, cioè il 19,4% del totale. Tuttavia molte attivazioni restano in mansioni poco qualificate e spesso faticose.

Gli stranieri aiutano davvero a frenare l’invecchiamento?

Sì, perché la popolazione straniera è ancora più giovane della media e 77,7% è in età attiva. Tuttavia anche tra gli stranieri cala la natalità e cresce la quota di anziani, quindi il beneficio non è infinito.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende