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Cosa vedere ad Airasca: chiese e monumenti da scoprire tra centro storico e campagne

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Da Alessandro Maldera

Dicembre 30, 2025

Airasca non è un museo a cielo aperto, però ha tre tappe religiose che funzionano benissimo per una visita corta. In pochi minuti passi dal centro a una cappella “laterale”, e poi ti sposti in campagna per una sosta più quieta. Inoltre, ogni edificio ha dettagli leggibili: facciate semplici, volte ben riconoscibili e interni con arredi che meritano attenzione.

Luoghi religiosi da non saltare ad Airasca

  • Cappella dello Spirito Santo – XVIII secolo; cupola ribassata su pennacchi; pavimento in bargioline; lavori 2006–2007, 2010, 2018
  • San Bartolomeo – barocco XVII secolo; campanile trecentesco (prima metà XIV); altare maggiore in marmi policromi; ampliamento 1828; tetto 1998
  • Cappella Navone – XIX secolo; portico + campaniletto laterale; volta a padiglione; pavimento in cementine; manutenzione copertura 2010–2011

Cappella dello Spirito Santo

Nel centro del paese trovi la Cappella dello Spirito Santo, arretrata rispetto alla via principale e con un sagrato chiuso da cancellata. È databile al XVIII secolo e nasce in origine come edificio legato alla confraternita dello Spirito Santo.

La facciata, in muratura a vista, è su due ordini: si notano lesene, trabeazione e timpano triangolare, mentre il portale è valorizzato da un’edicola curvilinea. All’interno l’aula è unica, però si aprono cappelle laterali e un’abside allungata con chiusura semicircolare. La copertura è una cupola a sesto ribassato su pennacchi; inoltre, nelle cappelle e nel corpo absidale compaiono volte a botte.

Da guardare con calma: pavimento in bargioline, decorazioni a finti marmi con motivi ornamentali e figurativi, e una cantoria lignea. Il presbiterio è rialzato e ospita un altare a finto marmo senza pala d’altare. Negli anni recenti, inoltre, sono stati eseguiti interventi mirati: consolidamento e rifacimento della copertura 2006–2007, sistemazione del sagrato 2010, sostituzione delle grondaie 2018.

Chiesa di San Bartolomeo

La Chiesa di San Bartolomeo è la parrocchiale e, quindi, la tappa più “centrale” nel giro di cosa vedere ad Airasca. L’edificio attuale deriva dalla ricostruzione barocca del XVII secolo sui sedimi della chiesa precedente. Tuttavia conserva un segno molto più antico: il campanile trecentesco, della prima metà del XIV secolo, massiccio e in muratura a vista.

Fuori la facciata intonacata è ordinata: lesene, timpano triangolare e portale centrale. Dentro, invece, lo spazio si articola in tre navate, campate regolari, cappelle laterali e un’abside allungata che porta al presbiterio rialzato. Qui vale la pena cercare gli affreschi tra XVI e XVII secolo, gli arredi lignei (coro, pulpito e cantoria) e soprattutto l’altare maggiore in marmi policromi, che domina l’insieme. L’assetto si completa con l’ampliamento del 1828, mentre il tetto è stato rifatto nel 1998.

Cappella del Santissimo Nome di Maria “Navone”

La Cappella del Santissimo Nome di Maria, detta cappella Navone, è una piccola chiesa rurale sul territorio di Airasca, isolata lungo una strada di campagna. È datata al XIX secolo e, proprio per questo, si presenta con un linguaggio semplice e diretto.

La facciata a capanna è intonacata e preceduta da un portico; il portoncino è ligneo e centrale, con finestre ad arco ai lati. L’interno è un’aula rettangolare; inoltre la zona terminale (abside rettangolare) è separata da un tramezzo. L’altare ligneo è appoggiato alla parete di fondo su una piccola pedana, mentre due passaggi laterali conducono alla sacrestia retrostante. Si notano la volta a padiglione, il pavimento in cementine e decorazioni sobrie, con pareti monocrome e motivi ornamentali in volta.

All’esterno spicca il campaniletto quadrato in muratura a vista sul fianco destro; la copertura è a doppia falda con coppi. Infine, tra gli interventi recenti è segnalata la manutenzione del manto di copertura 2010–2011.

FAQ – Cosa chiedono tutti su Airasca e le sue chiese

Airasca si visita in poco tempo?

Sì: le tappe principali sono poche e, quindi, si inseriscono bene in una sosta breve, soprattutto se ti concentri su cappelle e parrocchiale

Qual è l’elemento più antico tra i luoghi citati?

Il riferimento più “medievale” è il campanile trecentesco di San Bartolomeo (prima metà del XIV secolo)

Dove si vede la Torino più “quotidiana” dentro Airasca?

Nella cappella rurale Navone, perché è isolata lungo una strada di campagna e mantiene un’impronta semplice e leggibile

Quale edificio ha gli interni più ricchi?

In genere San Bartolomeo, grazie a tre navate, cappelle laterali, affreschi tra XVI e XVII secolo e l’altare maggiore in marmi policromi

Ci sono interventi di manutenzione recenti documentati?

Sì: per la Cappella dello Spirito Santo (2006–2007, 2010, 2018) e per la Navone (2010–2011), oltre al tetto di San Bartolomeo rifatto nel 1998

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende