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Castello Vagnone di Trofarello: il cuore storico della Cimavilla

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Da Alessandro Maldera

Dicembre 24, 2025

Il Castello Vagnone di Trofarello è uno dei principali luoghi storici del paese e rappresenta una delle tappe più significative per comprendere l’evoluzione dell’antico borgo della Cimavilla. Le sue origini risalgono all’alto Medioevo e attraversano secoli di conflitti, ricostruzioni e trasformazioni architettoniche che ne hanno mutato profondamente la funzione.

Castello Vagnone: quadro storico essenziale

  • Origini documentate tra IX e X secolo, con possibile preesistenza romana sul colle della Cimavilla
  • Antico fortilizio strategico della famiglia Vagnone, casato longobardo signore di Trofarello per secoli
  • Nodo militare e territoriale lungo l’asse tra Chieri, Moncalieri e Torino
  • Quasi completamente distrutto nel 1705 dalle truppe francesi durante la guerra di successione spagnola
  • Ricostruito nel XVIII secolo come residenza nobiliare, con ampliamenti su più piani e saloni di rappresentanza
  • Area difensiva trasformata in parco storico, i cui dislivelli ricalcano gli antichi spalti medievali

Le origini medievali del castello

Le prime notizie del Castello di Trofarello risalgono al IX secolo, quando il sito ospitava un semplice fortilizio posto in posizione dominante sul colle che sovrasta l’abitato. Secondo le memorie manoscritte del 1769 di Giacinto Amedeo Vagnone, vescovo di Alba, il castello sarebbe stato fondato insieme alla chiesa locale, dove già nel IX secolo era sepolto un membro della famiglia Vagnone.

La tradizione colloca invece l’erezione della roccaforte nel X secolo, su un’area che potrebbe aver avuto preesistenze di epoca romana, come avvenne in altri castelli del territorio piemontese.

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I Vagnone e il ruolo strategico del borgo

Il castello appartenne per secoli alla famiglia Vagnone, antico casato di origine longobarda, accreditato in documenti già nel 1228 come signore del territorio. La posizione di Trofarello, lungo l’asse viario tra Asti, Moncalieri e Torino, rese il castello un punto di controllo strategico fondamentale.

Nel 1233, durante il conflitto tra Moncalieri e Chieri, i signori di Trofarello concessero l’uso del castello alle truppe moncalieresi. Nel corso del XIII secolo il possesso del castello passò temporaneamente sotto il controllo del Comune di Testona-Moncalieri e poi di Chieri, per essere infine restituito ai Vagnone come feudo.

Un complesso fortificato tra Medioevo ed età moderna

Tra il XV e il XVI secolo, il Castello di Trofarello assunse una configurazione complessa, composta da:

  • una torre centrale (in parte riconducibile a quella attuale)
  • un corpo principale irregolare di almeno due piani
  • fabbricati aggregati nel tempo
  • mura, spalti e strutture difensive

Le mappe storiche del 1457 e del 1604 mostrano un borgo ancora racchiuso entro la cinta muraria, con il castello e la chiesa parrocchiale come poli centrali. Con il tempo, le merlature scomparvero e il complesso assunse un aspetto sempre meno militare.

Le distruzioni del Settecento

All’inizio del XVIII secolo, durante la Guerra di successione spagnola, Trofarello subì gravi devastazioni. Nel 1705, le truppe francesi guidate dal maresciallo La Feuillade, al servizio di Luigi XIV, incendiarono il castello, distruggendolo quasi completamente.

La distruzione colpì anche il nucleo abitato sorto attorno alla zona fortificata, segnando la fine definitiva della funzione difensiva del complesso.

La ricostruzione e la trasformazione residenziale

Dopo il ritiro delle truppe francesi, il castello fu ricostruito e trasformato in residenza nobiliare. Dell’edificio medievale furono conservati solo:

  • la torre centrale
  • alcuni tratti delle murature esterne

Il nuovo castello venne ampliato su tre piani, con saloni decorati, mentre l’area circostante fu convertita in parco. I diversi livelli del giardino testimoniano ancora oggi la presenza degli antichi spalti difensivi.

La Cappella di San Rocco e l’Ottocento

Nel 1792 venne inaugurata la Cappella di San Rocco, incastonata nel corpo principale del castello. L’attribuzione del progetto è stata tradizionalmente collegata a Filippo Juvarra e a Bernardo Antonio Vittone, anche se mancano prove documentarie definitive.

Nel corso dell’Ottocento il castello fu ulteriormente ampliato:

  • un’ala occidentale intorno al 1900
  • un’ala orientale in stile neogotico, progettata dall’architetto Ricci tra il 1928 e il 1938

In questo periodo il complesso ospitò figure di rilievo come Vincenzo Gioberti, il marchese Carlo Alfieri e Giovanni Bosco.

Dal Novecento al restauro conservativo

Nel 1912 il Comune di Trofarello acquistò parte dell’area del castello. Tra il 1960 e il 1961 furono effettuate demolizioni sul retro del complesso. Negli anni Settanta il castello venne progressivamente abbandonato dalla famiglia proprietaria.

Nel 1998, l’edificio fu acquistato da società private locali con l’obiettivo di avviare un restauro conservativo, concluso nel 2003. L’intervento, basato su indagini stratigrafiche e diagnostiche, ha restituito armonia alle facciate e permesso il recupero degli elementi storici, adattando il complesso a nuove esigenze abitative senza snaturarne l’impianto originario.

Il Castello Vagnone oggi

Oggi il Castello Vagnone rappresenta una testimonianza chiave della storia di Trofarello, non più come struttura difensiva ma come residenza storica recuperata. È un luogo che racconta l’evoluzione del borgo, dalla roccaforte medievale alla dimora nobiliare, passando per distruzioni, rinascite e restauri.

FAQ – Visitare e conoscere il Castello Vagnone

Quando nasce il Castello Vagnone di Trofarello?

Le prime attestazioni risalgono al IX-X secolo

Chi erano i Vagnone?

Un antico casato longobardo signore di Trofarello per secoli

Perché il castello fu distrutto?

Nel 1705, durante la guerra di successione spagnola, dalle truppe francesi

Il castello è stato restaurato?

Sì, con un restauro conservativo concluso nel 2003

Qual è la funzione attuale del castello?

Residenza storica recuperata, senza funzione difensiva

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende