Chiesa Santa Maria di Celle di Trofarello: origini medievali, campanile romanico e tracce degli Antoniani

Da Alessandro Maldera
Dicembre 24, 2025

La Chiesa Santa Maria di Celle di Trofarello rappresenta una delle testimonianze religiose più antiche del territorio. Sebbene oggi l’edificio appaia architettonicamente semplice, il suo campanile medievale e un singolare segno inciso nella muratura raccontano una storia molto più complessa. Inoltre, la documentazione storica e le analisi stilistiche permettono di collocarla al centro di un sistema religioso e assistenziale di grande interesse.
Il campanile e il misterioso simbolo del Tau
- Chiesa medievale attestata dal 1318
- Campanile romanico a tre ordini
- Simbolo del Tau inciso nella muratura
- Possibile legame con gli Ospitalieri di Sant’Antonio
- Funzione assistenziale per pellegrini e malati
Le prime attestazioni storiche della chiesa
La prima citazione documentaria certa della chiesa risale al 5 dicembre 1318, quando Guglielmo di Revigliasco viene nominato rector ecclesie Sancte Marie de Cellis dal prevosto del Capitolo della cattedrale di Torino.
Questo dato è fondamentale, perché attesta non solo l’esistenza della chiesa, ma anche il diritto di collocazione esercitato dal Capitolo torinese.
Tuttavia, l’epoca della prima costruzione resta incerta. Sulla base delle analisi architettoniche del campanile, l’edificio può essere collocato tra la seconda metà del XII e il XIII secolo.
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Signorie locali e controllo ecclesiastico
Secondo studi recenti, la ricostruzione della chiesa nel XIII secolo potrebbe essere stata promossa dalla famiglia Vagnone, signori di Trofarello. Tuttavia, questa ipotesi solleva alcune perplessità.
Infatti, già nel XII secolo i signori di Revigliasco avevano ottenuto la giurisdizione sul castello di Celle. Inoltre, nel 1318 il rettore della chiesa apparteneva chiaramente alla famiglia di Revigliasco.
Di conseguenza, se vi furono interferenze laiche nella gestione dell’edificio, queste sembrano più riconducibili ai signori di Revigliasco che non a quelli di Trofarello.
Struttura architettonica della chiesa
L’edificio attuale si presenta con una navata unica, coperta da una volta a botte a sesto molto ribassato. Nel corso dei secoli, la chiesa ha subito numerosi interventi di restauro e rimaneggiamento, perdendo gran parte del suo interesse architettonico originario.
Di fatto, oggi l’elemento di maggiore valore storico e artistico è il campanile, che conserva importanti tracce medievali nonostante i restauri.
Il campanile: l’elemento più antico e significativo
Il campanile di Santa Maria di Celle è strutturato su tre ordini. I primi due sono separati da archetti in cotto a tutto sesto e da una fascia a denti di sega, mentre una lesena verticale scandisce la muratura.
L’ordine superiore presenta due aperture a sesto acuto, separate da un pilastrino centrale.
Tra il secondo e il terzo ordine è visibile una risega esterna, che denuncia una differenza di spessore murario. Questo dettaglio indica con buona probabilità un intervento di restauro successivo alla costruzione originaria della torre.
Confronto con la chiesa di San Pietro di Celle
Dal punto di vista stilistico e costruttivo, Santa Maria di Celle appare più recente rispetto alla vicina chiesa romanica di San Pietro di Celle.
La differenza emerge chiaramente nei materiali e nella tecnica muraria:
- San Pietro utilizza mattoni a spina di pesce alternati a conci di arenaria
- Santa Maria impiega filari regolari di mattoni di fattura più accurata
Questo confronto rafforza l’ipotesi di una costruzione successiva, collocabile tra XII e XIII secolo.
Il simbolo del Tau e gli Ospitalieri di Sant’Antonio
Uno degli elementi più affascinanti della chiesa è la presenza di una lettera “T” incisa sul montante di un archetto del lato nord del campanile.
Questo simbolo, noto come Tau, era il segno distintivo dei Canonici regolari di Sant’Antonio eremita, detti anche Antoniani.
Questa congregazione, fondata in Francia intorno al 1090, si dedicava alla cura dei malati, in particolare di coloro colpiti da ergotismo, noto come fuoco sacro o fuoco di Sant’Antonio.
Un possibile luogo di cura e accoglienza
Gli Antoniani crearono numerosi luoghi di assistenza lungo le principali vie di comunicazione. In Piemonte il complesso più noto è Sant’Antonio di Ranverso, ma tracce del Tau compaiono anche in diverse chiese dell’alta Val Susa.
La presenza del simbolo a Santa Maria di Celle suggerisce che anche qui potesse esistere un piccolo ospedale o un luogo di accoglienza per pellegrini e malati, oggi completamente scomparso.
FAQ – Curiosità storiche su Santa Maria di Celle
La chiesa è documentata dal 1318, ma la costruzione risale probabilmente tra XII e XIII secolo
Il campanile, strutturato su tre ordini, è l’elemento più antico e significativo
È il Tau, simbolo degli Ospitalieri di Sant’Antonio, legati alla cura dei malati
È possibile che fosse affiancata da un piccolo ospedale medievale per pellegrini
Per stile, materiali e tecnica muraria, Santa Maria appare più recente

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



