Cosa vedere a Borgaro Torinese: un viaggio tra identità storica e verde urbano

Da Alessandro Maldera
Dicembre 23, 2025

A pochi chilometri da Torino, Borgaro Torinese conserva un’identità storica sorprendentemente ricca. Il paese unisce tracce medievali, architetture religiose di pregio e ampie aree verdi protette, offrendo un percorso di visita equilibrato tra cultura e natura. Ecco i luoghi principali da conoscere per scoprire davvero cosa vedere a Borgaro Torinese.
Elementi chiave di Borgaro Torinese
– Sviluppo lungo l’antica via di Lanzo
– Piazze storiche e tessuto urbano leggibile
– Cuore identitario della comunità
Il centro storico di Borgaro Torinese
Il centro storico rappresenta il nucleo originario del paese. Nato come insediamento fortificato nel XII secolo, si è progressivamente sviluppato lungo l’antica via di Lanzo, asse viario di origine romana che ha guidato la crescita urbana.
Ancora oggi l’impianto è leggibile nelle piazze civiche, negli edifici religiosi storici e nelle tracce del passato feudale, che raccontano l’evoluzione del borgo tra Medioevo ed età moderna. Il centro rimane un luogo vissuto, scandito da incontri quotidiani, mercati e iniziative locali.
La Chiesa di Santa Maria Assunta
Nel centro storico si trova la Chiesa di Santa Maria Assunta, conosciuta come chiesa vecchia. Le sue origini risalgono alla fine del Cinquecento, quando nacque come chiesa di Sant’Antonio, per poi essere ampliata e trasformata tra Sei e Settecento fino a diventare parrocchiale.
L’interno custodisce un altare maggiore settecentesco, attribuito all’architetto di corte Ignazio Birago, e la pala dell’Assunzione, riconducibile al pittore ottocentesco Francesco Gonin. Pur non essendo più la chiesa principale del paese, resta un forte simbolo identitario, aperto al culto nel mese di maggio e utilizzato per eventi culturali.
La Cappella dei Santi Cosma e Damiano
Tra i luoghi più antichi di Borgaro Torinese spicca la Cappella dei Santi Cosma e Damiano, documentata dal XIV secolo. È l’unica superstite delle numerose cappelle rurali che un tempo punteggiavano la campagna borgarese.
Legata al raro culto dei santi medici Cosma e Damiano, probabilmente introdotto dai monaci benedettini, la cappella presenta una pianta a croce greca e conserva un affresco centrale con l’Ascensione di Cristo, oltre ad arredi provenienti da edifici di culto scomparsi. Oggi è particolarmente visitata nel periodo natalizio, quando ospita il tradizionale presepe.
Il Castello di Santa Cristina
Il Castello di Santa Cristina è una delle architetture storiche meno conosciute ma più affascinanti del territorio. Nato nel Seicento dall’accorpamento di grandi cascine agricole, fu trasformato in residenza nobiliare da François Havard de Sènantes, al servizio dei Savoia, e rielaborato nel Settecento dai Birago di Vische.
Un tempo arricchito da affreschi barocchi, giardini e apparati decorativi, il complesso è oggi proprietà privata e non visitabile, ma conserva volumi storici, resti di torri medievali inglobate e tracce della grande tenuta agricola. È una testimonianza fondamentale della storia rurale e feudale di Borgaro.
Il Parco Chico Mendes
Tra le cose da vedere a Borgaro Torinese non può mancare il Parco Chico Mendes, una delle aree verdi più estese dell’area torinese. Il parco si sviluppa su oltre 100 ettari condivisi con Torino e Venaria Reale ed è attraversato dal fiume Stura di Lanzo.
Offre percorsi pedonali e ciclabili immersi nella natura, collegati verso Caselle Torinese e le Valli di Lanzo. Intitolato all’ambientalista brasiliano Chico Mendes, è molto frequentato per passeggiate, attività all’aria aperta ed eventi estivi. Lungo il fiume si trovano spiagge naturali ideali per il relax, con balneazione vietata per motivi di sicurezza, e periodicamente ospita iniziative didattiche come il Dinosaurs Park.
FAQ – Borgaro Torinese: le risposte alle domande più comuni
Il centro storico medievale, sviluppato dal XII secolo lungo l’antica via di Lanzo
La Chiesa di Santa Maria Assunta e la Cappella dei Santi Cosma e Damiano
No, è una proprietà privata sottoposta a vincolo monumentale
Sì, il Parco Chico Mendes offre oltre 100 ettari di natura protetta
Sì, grazie ai percorsi lungo la Stura e alle piste ciclopedonal

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



