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La Chiesa di San Giovanni Evangelista di Caselle Torinese: evoluzione storica, strutturale e artistica del principale edificio sacro della città

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Da Alessandro Maldera

Dicembre 23, 2025

La Chiesa di San Giovanni Evangelista di Caselle Torinese, affacciata su via Torino 13, è uno dei principali riferimenti religiosi e architettonici della città. La sua evoluzione attraversa quasi un millennio: dall’antico edificio medievale citato nel XII secolo agli ampliamenti barocchi, fino ai restauri ottocenteschi e alle trasformazioni legate alla vicinanza dell’aeroporto.
Oggi la chiesa è un punto cardinale del centro storico e un luogo ricchissimo di arte, memoria e dettagli costruttivi che raccontano la storia del Comune.

Note fondamentali dell’edificio sacro

Indirizzo: Via Torino 13 — Caselle Torinese
Origini: XII secolo (prima citazione 1174)
Stile: barocco piemontese con elementi ottocenteschi
Punti notevoli: cupola con lanterna, altare di Trono, cantoria, cripta (1959)
Modifiche rilevanti: arretramento facciata (1831), ricostruzione (1861–64), abbassamento campanile (1957–58)

Storia e trasformazioni della chiesa

Dalle origini medievali al Cinquecento

La prima menzione della chiesa risale al 1174, quando l’edificio – allora più piccolo e a navata unica – si collocava al margine orientale del borgo. La struttura originaria aveva l’abside rivolta a est e il campanile addossato all’altare, secondo un impianto tipico dell’area torinese.

Durante il XVI secolo, la comunità ampliò l’edificio con l’aggiunta delle navate laterali. Nel 1548 la chiesa venne consacrata da mons. Provana, a testimonianza della crescente importanza del luogo di culto.

Dal 1564 al 1801, la gestione venne affidata ai Padri Servi di Maria, che contribuirono alla definizione della vita liturgica della parrocchia.

Riplasmazione barocca e grandi modifiche ottocentesche

Il Settecento e l’altare maggiore

Nel 1738, il pittore Alessandro Trono realizzò la pala dell’altare maggiore, un’opera che ancora oggi domina il presbiterio.

La rivoluzione ottocentesca

Tra 1831 e 1864 si concentrano gli interventi più radicali:

  • Arretramento della facciata per ampliare la via e consentire il passaggio dei carri militari, come ordinato da Carlo Alberto.
  • Ricostruzione integrale della chiesa, diretta dall’architetto casellese Gioachino Conte dell’Isola-Molo, che creò:
    • il transetto,
    • la cupola con lanterna,
    • la nuova zona absidale,
    • le due cappelle laterali,
    • la balaustra semicircolare in marmo nero di Como,
    • l’attuale altare maggiore.

Nel 1861, per esigenze di viabilità, gli angoli della facciata furono nuovamente tagliati.

Tra il 1957 e il 1958, per ragioni di sicurezza aeroportuale, il campanile venne abbassato di 3,5 metri, perdendo la cuspide originaria.

Architettura della Chiesa di San Giovanni Evangelista

Una pianta articolata e armonica

La chiesa presenta una pianta a croce latina, con:

  • navata centrale a cinque campate,
  • navate laterali voltate a crociera,
  • transetto con due absidi semicircolari,
  • cripta sotto la navata centrale (realizzata nel 1959),
  • cupola con lanterna sopra la crociera.

Gli interni, riccamente decorati, utilizzano cromie grigio-azzurre e motivi floreali che riflettono la stagione artistica di inizio Novecento.

La facciata: equilibrio e monumentalità

La facciata rivolta a ovest è uno dei tratti più riconoscibili:

  • Ordini sovrapposti con paraste e trabeazioni.
  • Timpano triangolare con rosone centrale.
  • Serliana vetrata al piano superiore.
  • Sfondati laterali con oculi reniformi.
  • Tinteggiatura crema e marrone, tipica dell’Ottocento piemontese.

Il portale reca la dedica latina:
“D.O.M. ET DIVO JOANNI DICATUM”.

Il campanile

Sul lato sinistro si eleva il campanile quadrangolare, con:

  • muratura in mattoni a vista,
  • lesene intonacate,
  • cella campanaria ogivale a quattro aperture,
  • quadranti dell’orologio nel registro inferiore,
  • cuspide piramidale ribassata inserita nel Novecento.

Gli interni: decorazioni e apparato liturgico

All’interno spiccano:

  • la cantoria lignea con organo,
  • gli altari laterali dedicati a San Giuseppe, Sacro Cuore, Don Bosco, Sant’Orsola e alla Crocifissione,
  • il pulpito ligneo,
  • la cappella con la Madonna di Fatima,
  • la cripta con riproduzione della grotta di Lourdes,
  • la pala d’altare di Alessandro Trono, con Madonna, Bambino, San Giovanni Evangelista, San Rocco e San Vittore.

La pavimentazione alterna marmo e legno, mentre la cupola presenta un elaborato motivo geometrico floreale.

FAQ – Curiosità e chiarimenti sulla chiesa di Caselle Torinese

Qual è l’origine della chiesa?

Le prime attestazioni risalgono al XII secolo, anche se l’aspetto attuale deriva in gran parte dalle trasformazioni ottocentesche.

Perché il campanile è così basso?

Negli anni ’50 fu abbassato di oltre 3 metri a causa delle rotte aeree dell’aeroporto di Caselle.

È possibile visitare la cripta?

La cripta è accessibile in occasioni particolari e visite guidate organizzate dalla parrocchia.

Quali opere d’arte conserva?

Spicca la pala di Alessandro Trono (1738) e un ricco apparato decorativo del 1927.

È una tappa consigliata nel centro storico?

Assolutamente sì: si trova nel cuore della città e completa perfettamente un itinerario culturale su Caselle.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende