I ragazzi di Torino sognano Tokyo e vanno a Berlino: il film cult che racconta una città inquieta negli anni ’80

Da Alessandro Maldera
Dicembre 22, 2025

I ragazzi di Torino sognano Tokyo e vanno a Berlino è un film del 1986 che fotografa con sorprendente autenticità la vita giovanile torinese degli anni ’80, sospesa tra precarietà operaia, amicizia, musica elettronica e desideri di fuga. Diretto da Vincenzo Badolisani, mescola estetica new wave, narrazione intimista e ironia quotidiana. Il risultato è una pellicola fragile, sincera, diventata negli anni un piccolo cult per chi vuole capire la Torino alternativa dell’epoca.
L’essenziale per capire questo cult torinese
Regia: Vincenzo Badolisani
Location: Torino metropolitana + provincia
Sound: new wave, post-punk, elettronica underground
Temi: amicizia tossica, sogni metropolitani, fuga, controcultura
Trama del film (SPOILER)
Il film segue la storia di Vincenzo e Luciano, due amici torinesi uniti dalla passione per il Giappone e dalla voglia di realizzare uno spettacolo musicale chiamato “Granita elettronica”. Per dare forma al progetto coinvolgono gli amici di sempre: Laura alle musiche, Viviana alle scenografie e Colbi ai testi poetici.
Ben presto, però, l’entusiasmo creativo si scontra con le difficoltà personali del gruppo:
– la relazione instabile tra Luciano e Viviana
– le insicurezze esistenziali di Colbi
– frustrazione professionale di Vincenzo
– la competizione con un gruppo artistico torinese più affermato
Quando le tensioni diventano insostenibili, Vincenzo sceglie di lasciare Torino e partire per Berlino. Dopo una crisi sentimentale e un grave gesto impulsivo, anche Luciano decide di seguirlo all’ultimo momento. Il film si chiude così con un viaggio sospeso tra fuga, ricerca di sé e fratellanza.
Produzione e contesto
La lavorazione del film inizia nei primi anni ’80, ma si interrompe per mancanza di fondi. Solo nel 1986, grazie al sostegno di Roberto Faenza e della Cooperativa Jean Vigo, Badolisani riesce a completare l’opera.
La pellicola rappresenta uno dei ritratti più sinceri della gioventù torinese post-industriale: un mondo segnato da cassintegrati Fiat, spazi culturali autogestiti, musica elettronica e desideri di espatrio.
Le riprese a Torino
Il film è girato interamente a Torino, con alcune scene nella provincia. L’ambientazione urbana è essenziale per capire il tono della storia: periferie, bagni pubblici, case operaie e locali alternativi sostituiscono le immagini più celebri della città.
Sono riconoscibili:
• quartieri popolari dell’area sud
• vie residenziali della periferia anni ’80
• spazi artistici e zone industriali torinesi
• ambienti sotterranei e autogestiti della scena new wave
Il contrasto con l’orizzonte berlinese simbolico accentua l’idea di fuga e trasformazione.
La colonna sonora new wave
Il film attinge pienamente alla scena musicale elettronica italiana e internazionale, includendo brani di:
Kirlian Camera, N.O.I.A., Gaznevada, Plastic Trash, Tuxedomoon, oltre alla celebre Sleeping City degli Intelligence Dept.
Una selezione che riflette perfettamente il clima culturale torinese dell’epoca, tra avanguardia, sperimentazione e sottoculture urbane.
Temi principali
• Amicizia come ancoraggio
Il rapporto tra Vincenzo e Luciano è il motore emotivo del film: fragile, fresco, istintivo.
• Precarietà e lavoro operaio
Luciano è cassintegrato Fiat, simbolo della difficoltà economica della Torino anni ’80.
• Attrazione per l’altrove
Tokyo e Berlino sono mete simboliche: ordine, comunità, libertà creativa.
• Gioventù tra arte e disillusione
La creatività giovanile si scontra con limiti economici e crisi personali, mantenendo però un nucleo di autenticità.
FAQ – Tutto ciò che i lettori chiedono sul film
Sì, tutte le scene sono ambientate a Torino e in alcuni comuni della provincia.
Tokyo rappresenta la fascinazione anni ’80 per la cultura giapponese, vista come moderna, rigorosa e alternativa.
È il simbolo della fuga creativa: città giovane, post-industriale, aperta agli sperimentatori.
Non direttamente, ma riflette fedelmente il clima culturale torinese dell’epoca.
È composta da brani reali della scena new wave italiana e internazionale degli anni ’80.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



