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Chiesa di Santa Pelagia di Torino: storia, architettura e restauri del capolavoro agostiniano

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Da Alessandro Maldera

Dicembre 20, 2025

La Chiesa di Santa Pelagia di Torino è uno degli edifici più eleganti del barocco tardo-settecentesco, progettata dall’architetto Filippo Nicolis di Robilant per le monache agostiniane. La sua storia attraversa soppressioni, bombardamenti e restauri imponenti che hanno restituito luminosità e coerenza all’intero complesso. Oggi rappresenta un punto di riferimento importante nel tessuto storico del Borgo Nuovo.

Chiesa di Santa Pelagia: profilo istituzionale


• Periodo di edificazione: 1769–1772
• Progettista: Filippo Nicolis di Robilant
• Linguaggio formale: barocco maturo con accenti classicisti
• Impianto: pianta centrale con quattro ambienti ellittici
• Apparati artistici: opere di Antonio Blanchery e Vittorio Amedeo Rapous
• Interventi conservativi: restauri integrali 1998–2008
• Collocazione urbana: cuore del Borgo Nuovo, asse di Via Maria Vittoria

Origini della Chiesa di Santa Pelagia

La Chiesa di Santa Pelagia nasce tra il 1769 e il 1772 sulle rovine di un precedente edificio sacro, grazie all’iniziativa delle monache agostiniane. Il progetto viene affidato a Filippo Nicolis di Robilant, figura chiave dell’architettura torinese settecentesca.
La consacrazione avviene il 21 settembre 1772, per mano dell’arcivescovo Francesco Lucerna Rorengo di Rorà.

Durante il Periodo Francese, nel 1800, il monastero viene soppresso e l’intero complesso passa alla Mendicità Istruita, istituzione benefica che ne fa una scuola per i giovani poveri. Le trasformazioni d’uso non intaccano la struttura originaria, che mantiene la sua elegante impostazione barocca.

La facciata e l’impianto architettonico

La facciata, volutamente scenografica, si distingue per il pronao classicheggiante: quattro colonne ioniche sorreggono un timpano che anticipa la complessità volumetrica degli interni.
Robilant adotta un linguaggio espressivo che combina barocco tardo e richiami neoclassici, creando una transizione armoniosa tra monumentalità e purezza geometrica.

La chiesa presenta una pianta centrale, con un nucleo circolare a cui si innestano quattro ambienti ellittici. Uno di questi è il presbiterio, mentre gli altri ospitano le cappelle laterali e l’area destinata all’organo.

Interni e decorazioni

L’aula è dominata da una cupola luminosa, raccordata ai pilastri da una decorazione a fasce e piccoli oculi. Le superfici murarie mostrano stilemi barocchi, esito di interventi pittorici eseguiti tra l’Ottocento e gli anni Venti del Novecento.

Gli altari conservano tre tele di Antonio Blanchery (1735–1775):

  • La Vergine che incorona Santa Pelagia
  • San Francesco di Sales in adorazione del Sacro Cuore
  • San Luigi Gonzaga in contemplazione del Crocifisso

Nel coro, invece, trova posto la grande tela di Vittorio Amedeo Rapous, donata nel 1780 da Vittorio Amedeo III.

Il coro: un unicum architettonico

Sulla sinistra dell’aula si apre il coro semiovale, uno degli ambienti più suggestivi del complesso.
Gli stalli in noce, disposti su due ordini e sormontati da una ricca balconata lignea, testimoniano la vita monastica precedente alla soppressione.

Nel coro si trovano:

  • il bassorilievo in papier mâché dell’Annunciazione (Rajnery e Cattarello, 1773)
  • il grande dipinto di Rapous dedicato al Beato Amedeo di Savoia

Danni bellici e restauri contemporanei

Il 13 giugno 1943, una bomba sganciata durante un’incursione inglese sfonda il tetto e la volta dell’abside. L’esplosione non avviene, ma l’edificio subisce danni rilevanti.
Nel dopoguerra iniziano i primi interventi, seguiti da un restauro esteso (1998–2008) promosso dall’Opera Munifica Istruzione, con il sostegno di Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT, Regione Piemonte e Comune di Torino.

Il progetto ha riguardato:

  • recupero degli altari e delle parti marmoree
  • restauro della cupola e delle decorazioni
  • valorizzazione degli apparati lignei
  • rifunzionalizzazione degli spazi del convento

L’intero complesso è tornato così alla sua luminosità originaria.

FAQ – Dubbi e curiosità sulla Chiesa

La Chiesa di Santa Pelagia è visitabile liberamente?

L’accesso non segue sempre orari continuativi. È possibile visitarla durante eventi, funzioni o aperture straordinarie promosse dall’Ente che la gestisce.

Il coro è accessibile al pubblico?

Non sempre. Si tratta di uno spazio storico delicato, spesso visibile solo durante visite guidate o iniziative culturali

Sono presenti opere d’arte di rilievo?

Sì: gli altari custodiscono dipinti di Antonio Blanchery, mentre il coro ospita la grande tela di Vittorio Amedeo Rapous, considerata uno dei capolavori conservati nel complesso.

È possibile fotografare gli interni?

La fotografia è generalmente consentita senza flash, ma possono esserci limitazioni durante eventi liturgici o attività didattiche.

Il complesso è collegato ad altre istituzioni?

Sì, la chiesa appartiene ancora oggi alla Opera Munifica Istruzione, che ha curato i restauri e utilizza parte degli spazi per attività educative e culturali.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende