Chiesa della Natività di Maria Vergine di Venaria Reale: storia, ricostruzioni e cosa vedere nella grande parrocchiale barocca

Da Alessandro Maldera
Dicembre 15, 2025

La Chiesa della Natività di Maria Vergine di Venaria Reale, affacciata sulla scenografica Piazza Annunziata, rappresenta il fulcro religioso e urbanistico della città sabauda. Nata nel Seicento come parte del grande progetto di Amedeo di Castellamonte e ricostruita nel Settecento da Benedetto Alfieri, conserva oggi una struttura barocca armoniosa, ricca di decorazioni, cappelle e ambienti storici. La parrocchia è uno dei luoghi da vedere assolutamente durante una visita a Venaria.
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Origini della chiesa: dal borgo bruciato alla nuova città
La storia della chiesa precede la Venaria che conosciamo. Una parrocchia dedicata alla Madonna esisteva già nel 1607, ma venne distrutta completamente nel 1639 durante un incendio che devastò Altessano Superiore.
La ricostruzione è stata rapida: nel 1652 la nuova chiesa fu completata e elevata a prevostura. La facciata, progettata da Amedeo di Castellamonte, venne conclusa nel 1669 e segna il legame tra la parrocchia e il grande disegno urbano che avrebbe dato vita alla Reggia.
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Il Settecento: crollo, ricostruzione e nuovo volto barocco
Nel 1753 la parrocchiale crollò nuovamente, probabilmente a causa di infiltrazioni,a in breve tempo si decise di ristrutturarla completamente.
Il progetto fu affidato a Benedetto Alfieri, architetto di fiducia dei Savoia.
Tra il 1753 e il 1755 furono ricostruiti:
- la struttura portante
- la navata
- il campanile
Nel 1756 è collocato l’altare maggiore, dono del re Carlo Emanuele III.
Tra il 1770 e il 1780 sono aggiunti ampliamenti per ospitare più fedeli.
Architttura esterna: la facciata dentro la piazza
La chiesa si presenta integrata nella cortina architettonica di Piazza Annunziata, con una facciata che emerge dal porticato grazie alla grande simmetria barocca.
Sopra il portale campeggia l’iscrizione del 1662, che celebra la fondazione della nuova città sotto la protezione della Vergine.
Interni: croce latina, cappelle e decorazioni barocche
L’interno è organizzato secondo il modello della croce latina, con:
- un’unica navata
- una sequenza di cappelle laterali
- un transetto evidenziato da una volta a vela dipinta a trompe-l’œil
- un presbiterio sollevato, separato da una balaustra in marmo
Le superfici sono riccamente decorate con motivi barocchi, stucchi e finte architetture.
Focus: presbiterio, coro, organo e spazi liturgici
Presbiterio
Conserva ancora l’altare storico, la serliana che introduce all’abside e il tabernacolo nella posizione originaria.
Coro
Dominato da una pala dedicata a Maria Bambina, mantiene la pavimentazione settecentesca e comunica con la sacrestia.
Organo
Il nuovo strumento, costruito nel 1893 dalla ditta Mola, è collocato sulla tribuna realizzata appositamente.
Battistero
Situato all’ingresso, sul lato sinistro, racchiude un fonte in marmi policromi.
Restauri tra Novecento e Duemila
La chiesa è stata oggetto di diversi restauri:
- 1912–1913: prima grande decorazione interna
- 1950: tetti, impianti e restauro della facciata
- 1994–2006: interventi generali su cappelle e strutture
- 2012: restauro delle otto campane
Oggi si presenta in ottimo stato grazie alle manutenzioni costanti.
FAQ – Informazioni essenziali sulla chiesa
Si affaccia su Piazza Annunziata, nel cuore del centro storico.
L’architetto Amedeo di Castellamonte.
Benedetto Alfieri, tra il 1753 e il 1755.
È un tipico esempio di barocco sabaudo.
Sì, è aperta ai fedeli e ai visitatori negli orari parrocchiali.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



