Riserva Naturale Oasi del Po Morto: storia, paesaggi fluviali e biodiversità a Carignano

Da Alessandro Maldera
Dicembre 13, 2025

La Riserva Naturale Oasi del Po Morto è uno dei luoghi più suggestivi della pianura torinese, un ambiente nato dai mutamenti del fiume e oggi rifugio per fauna, uccelli acquatici e habitat rari. Con i suoi 490 ettari tra Carignano, Carmagnola e Villastellone, rappresenta un’eccellenza ecologica della rete Natura 2000. Questo articolo raccoglie tutto ciò che serve per scoprire l’Oasi e comprenderne l’evoluzione, i paesaggi e i punti d’interesse.
Zoom sull’Oasi del Po Morto
• Comuni: Carignano, Carmagnola, Villastellone
• Origine: meandro del Po abbandonato dopo la piena del 1949
• Habitat: lanche, boschi umidi, laghi di cava, zone agricole
• Specie protette: pelobate fosco, aironi, martin pescatore
• Tutela: SIC e ZPS della rete Natura 2000
Origine dell’Oasi: quando il Po cambiò corso
La Riserva Naturale Oasi del Po Morto è un esempio straordinario di come il fiume Po abbia modellato per secoli il territorio. Fino alla metà del Novecento, qui si trovava una grande ansa fluviale. Durante la piena eccezionale del 1949, il fiume tagliò l’istmo che separava due meandri e assunse un andamento rettilineo, abbandonando il vecchio letto.
Il risultato fu la formazione di una lanca, poi in parte interrata e trasformata in ambiente stagnante, ricco di vegetazione e fauna tipica delle zone umide.
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Un paesaggio in continua evoluzione
L’Oasi è caratterizzata da un equilibrio naturale sempre in movimento.
Mentre alcune lanche si interrano progressivamente, nuovi tagli di meandro continuano a verificarsi: l’ultimo grande evento risale alla piena del maggio 1999, da cui è nato il micro-habitat noto come “il Garrettino”, oggi in fase di rimboschimento.
A questa dinamica si aggiunge l’eredità dell’attività estrattiva: le antiche cave, dismesse negli anni ’80, sono state rinaturalizzate e ora ospitano laghi limpidi utilizzati per pesca sportiva, kayak e canoa.
Biodiversità: una ricchezza rara nella pianura torinese
Grazie all’assenza di disturbo e alla presenza di acqua stagnante, l’Oasi ospita una delle avifaune più ricche della zona.
Tra le specie più comuni:
- martin pescatore
- airone rosso e airone cenerino
- falco di palude
- albanella reale
- garzetta
L’area è famosa anche per la presenza del rarissimo pelobate fosco, un rospo ormai quasi scomparso in Italia, protetto a livello europeo.
Completano l’ecosistema:
- ramarro
- tartaruga di palude
- colubro
- limnea e molluschi d’acqua dolce
- rane, rospi e raganelle
Un mosaico di habitat fluviali, agricoli e forestali concentrati in un’unica riserva.
Un territorio tutelato a livello europeo
L’Oasi del Po Morto gode di una forte protezione ambientale. È infatti riconosciuta come:
- SIC – Sito di Importanza Comunitaria (IT1110025)
- ZPS – Zona di Protezione Speciale
- Area protetta del Parco del Po torinese
- Biotopo tutelato dalla legge regionale 47/1995
Questi riconoscimenti derivano dal suo alto valore ecologico, sia per gli habitat sia per le specie che ospita.
FAQ – Guida rapida alla visita dell’Oasi
Primavera e inizio autunno sono ideali: le lanche sono piene, la fauna è attiva e la vegetazione raggiunge la massima varietà.
Sì, l’Oasi è uno dei migliori punti della pianura torinese per osservare aironi, rapaci, limicoli e specie migratorie
In diverse zone sì, ma alcuni tratti sono soggetti a tutela integrale. Occorre rispettare le indicazioni del Parco.
Sono presenti sentieri e aree rinaturalizzate, ma in alcuni casi la viabilità cambia in base ai livelli idrici.
Alcuni laghi di cava rinaturalizzati ospitano attività di pesca sportiva e sport d’acqua leggera.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



