Chiesa di Sant’Egidio di Moncalieri: il più antico luogo di culto tra Templari, campanile romanico e ricostruzioni barocche

Da Alessandro Maldera
Dicembre 13, 2025

La Chiesa di Sant’Egidio di Moncalieri è uno dei luoghi più antichi e simbolici della città. Sorge in un punto strategico vicino al ponte sul Po, dove in epoca medievale transitavano pellegrini e mercanti lungo la Via Francigena. La sua storia attraversa oltre nove secoli: dagli insediamenti templari alle trasformazioni barocche, fino alla devozione popolare del Novecento. Oggi continua a rappresentare un luogo raccolto, silenzioso e ricco di memoria.
Chiesa di Sant’Egidio in pillole
Antico legame con i Cavalieri Templari
Campanile romanico unico superstite
Ricostruzioni tra XVII e XIX secolo
Affreschi e pale d’altare di Milocco, Juglaris e Taricco
Messa celebrata nel 1950 dal futuro Papa Giovanni XXIII
Origini medievali e legame con i Cavalieri Templari
Le prime attestazioni della chiesa risalgono al 1113, quando l’edificio era affidato ai Cavalieri Templari. L’ordine gestiva un ospizio per i pellegrini in transito e custodiva il vicino ponte sul fiume Po, nodo fondamentale della viabilità medievale.
La struttura originaria era semplice, con orientamento verso il porto fluviale e l’ospedale templare. Dopo la soppressione dell’ordine, l’edificio passò ai Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme e, successivamente, all’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro.
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La demolizione e il campanile romanico superstite
Con il passare dei secoli, l’antica chiesa templare andò incontro a un forte degrado. La demolizione interessò gran parte dell’edificio, ma si decise di preservare un elemento prezioso:
il campanile romanico in mattoni, unica parte ancora riconoscibile della fase medievale.
Con le sue aperture sovrapposte e la muratura semplice, è oggi una delle testimonianze più antiche della spiritualità moncalierese.
Le ricostruzioni tra Seicento e Ottocento
La nuova chiesa venne ricostruita tra la fine del Seicento e l’inizio dell’Ottocento, assumendo un impianto più ampio e scenografico. La facciata, ripensata nel Settecento e poi rimaneggiata in età ottocentesca, unisce sobrietà barocca e influenze rinascimentali.
L’interno, a navata unica, è illuminato da grandi finestroni e impreziosito da decorazioni pittoriche:
- affreschi settecenteschi con episodi della vita del santo;
- stucchi e apparati ornamentali di gusto barocco;
- opere novecentesche che completano il ciclo decorativo.
Le opere d’arte conservate
La chiesa custodisce dipinti e arredi di grande qualità, tra cui:
- la tela Transito di San Giuseppe, attribuita a Taricco;
- l’Immacolata del moncalierese Tommaso Juglaris;
- affreschi barocchi di Michele Antonio Milocco, maestro attivo tra Torino e il Piemonte;
- apparati lignei e decorazioni realizzati tra Settecento e Ottocento.
Molti di questi elementi provengono dalla fase precedente la demolizione o furono recuperati da altre chiese del territorio.
Un episodio storico: la messa di Giovanni XXIII
Un momento importante della storia recente avvenne nel 1950, quando l’allora monsignor Angelo Giuseppe Roncalli, futuro Papa Giovanni XXIII, celebrò messa presso l’altare maggiore. Un evento ricordato ancora oggi dalla comunità locale.
L’Oratorio dei Morti
Accanto alla chiesa sorge l’Oratorio dei Morti, antico spazio cimiteriale in cui riposano membri di famiglie nobili moncalieresi e il celebre Antonio Panighetti, detto il “ciabattino santo”, figura popolare del Settecento ricordata per le opere di carità.
FAQ – Chiesa di Sant’Egidio di Moncalieri, informazioni utili
Le prime attestazioni risalgono al 1113, epoca in cui era gestita dai Cavalieri Templari come ospizio per pellegrini.
L’unico elemento superstite della prima chiesa è il campanile romanico in mattoni.
L’edificio fu riedificato tra Seicento e Ottocento, con facciata e impianto interni rivisti più volte.
Tra i pezzi più importanti ci sono tele di Juglaris, affreschi di Milocco, la pala di Taricco e arredi lignei d’epoca.
Perché i Cavalieri custodivano il ponte sul Po e gestivano l’ospizio lungo la Via Francigena, controllando i passaggi commerciali e religiosi.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



