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Villa Carpeneto a La Loggia: storia completa della dimora nobiliare più misteriosa del paese

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Da Alessandro Maldera

Dicembre 10, 2025

Tra le residenze storiche di La Loggia, poche possiedono il carisma magnetico e fragile di Villa Carpeneto. La sua silhouette imponente, oggi segnata dall’abbandono, racconta secoli di trasformazioni, famiglie illustri, rinnovamenti architettonici e momenti mondani che hanno definito l’identità del territorio. Un luogo elegante e isolato, rimasto per decenni inaccessibile ai loggesi e carico di un fascino che, nonostante tutto, non ha mai smesso di resistere.

Linea del Tempo – tra nobiltà, trasformazioni e abbandono

• Origini: residenza nata da un antico castello dei Vagnone di Trofarello
• Trasformazioni: primo intervento di Gaspare Graneri (inizi ’700); secondo grande rifacimento tra 1769 e 1779
• Famiglie proprietarie: Graneri → Gerbaix de Sonnaz → Rosazza → Rossi di Montelera
• Condizioni attuali: struttura disabitata e degradata dagli anni ’50
• Riconoscimento: dichiarata Monumento Nazionale
Dalle origini medievali alle famiglie Graneri e de Sonnaz

Le origini: il possibile castello dei Vagnone di Trofarello

Le radici di Villa Carpeneto affondano in un antico edificio fortificato, probabilmente appartenuto ai Vagnone di Trofarello, una delle famiglie che hanno segnato il medioevo dell’area. Di quel periodo sopravvivono solo indizi frammentari, ma la struttura iniziale costituì la base dei due grandi rifacimenti successivi.

Luoghi da scoprire a La Loggia

Tra natura, cascine storiche e angoli del centro antico, La Loggia offre un percorso ricco di spunti per una visita breve ma completa. Qui trovi la panoramica dei luoghi più interessanti da vedere.

Scopri la guida completa →

Il primo grande rifacimento: Gaspare Graneri e la villa barocca

Nel XVIII secolo la proprietà passò a Gaspare Graneri, ministro delle finanze della corte sabauda. Fu lui a dare alla villa la sua prima identità architettonica moderna:

  • nuova struttura della facciata sul lato del giardino
  • inserimento del proprio monogramma nei soffitti
  • stemma di famiglia: una spiga di grano e un castello, simbolo della Roche

Questa versione della villa è quella ancora oggi evidente nel prospetto rivolto verso Vinovo.

Il secondo rifacimento (1769–1779): l’intervento neoclassico di Dellala

Tra il 1769 e il 1779, la residenza fu protagonista di un’importante trasformazione, affidata quasi certamente a Francesco Dellala di Beinasco. L’intervento riguardò:

  • la facciata verso il viale, destinata a diventare ingresso principale
  • l’inserimento di elementi neoclassici, in linea con il gusto dell’epoca
  • il riordino del giardino, trasformato dal modello all’italiana a quello all’inglese
  • la creazione della vasca delle ninfee

Il salotto aristocratico della villa attirò personaggi influenti, e lo stesso Marchese Giuseppe Luigi Graneri organizzò persino una regata sul torrente Oitana per intrattenere la Real Corte, immortalata nelle incisioni di Ignazio Sclopis.

Dalle collezioni d’arte ai passaggi di proprietà: la stagione dei de Sonnaz e oltre

L’arrivo dei Gerbaix de Sonnaz

Sul finire del Settecento, la villa passò al Conte Giuseppe Maria Gerbaix de Sonnaz, grazie al matrimonio con Enrichetta Graneri. La famiglia trasformò la dimora in un centro culturale:

  • collezioni di terrecotte di Vinovo
  • mobili di grande pregio
  • ceramiche e oggetti rari

Alla morte dei de Sonnaz, molte opere furono disperse, segnando l’inizio di un lento declino.

Ottocento e primo Novecento: continui passaggi e perdita delle terre

Nel 1868 la villa fu venduta all’avvocato Enrico Marenco, che l’anno successivo la cedette all’ingegner Vitale Rosazza. Entrambi gli atti non menzionano mobili o arredi, un chiaro segnale che le collezioni erano già state disperse.

Con il tempo, la villa venne smembrata delle sue proprietà fondiarie, perdendo la dimensione di grande tenuta agricola.

Il Novecento: restauri, guerra, mondanità e abbandono

L’era Rossi di Montelera (1939–1959)

Nel 1939 la proprietà passò al Conte Theo Rossi di Montelera, che avviò un restauro approfondito:

  • interventi strutturali
  • decorazioni interne
  • cura del giardino
  • ripristino di sale e soffitti

La famiglia abitò la villa fino al 1959.

Gli anni della guerra

Durante il secondo conflitto mondiale, la presenza di un deposito di liquori attirò un’incursione partigiana che causò danni significativi. Terminata la guerra, i proprietari riportarono la villa al suo antico splendore, pur senza restituirle la vitalità di un tempo.

Dal 1959 a oggi: una villa in silenzio

Dal 1959 la villa risulta:

  • disabitata
  • priva di arredi
  • proprietà di una società svizzera fino agli anni recenti

Oggi è un edificio monumentale, dichiarato Monumento Nazionale, ma in evidente stato di abbandono. Il suo celebre viale alberato, un tempo ombreggiato da grandi pioppi, è stato mutilato nel 1996; l’accesso è danneggiato e mai ripristinato.

La villa oggi: fascino decadente e testimonianza culturale

Visitando l’esterno, colpiscono ancora:

  • il salone principale, con volta a cassettoni e colonne corinzie
  • la splendida Scala della Conchiglia, raffinata ed elicoidale
  • il giardino ormai inselvatichito
  • la facciata neoclassica consunta dal tempo

Pur ferita e silenziosa, Villa Carpeneto resta una delle identità più profonde di La Loggia.

FAQ – Approfondimenti per i lettori

Villa Carpeneto è visitabile?

No, attualmente non è accessibile al pubblico.

La villa è pericolante?

Alcune zone mostrano degrado avanzato, motivo per cui l’accesso è interdetto

Il viale alberato esiste ancora?

Sì, ma è in stato di abbandono e privo dei pioppi originari (abbattuti nel 1996).

Il parco è visitabile?

No, come la villa è di proprietà privata e chiuso da anni

Perché è Monumento Nazionale?

Per la sua rilevanza storica, architettonica e per il ruolo centrale nella storia di La Loggia.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende